“Il tango in Italia. Viaggio alla ricerca della qualità”

PUBBLICATO IL 5 giugno 2015

Di Franco Garnero

Che si sappia è il primo tentativo di questo genere per il tango in Italia e proprio per questo le imprecisioni e le mancanze di questo libro (davvero poche in ogni caso) vanno valutate con molta indulgenza. Michele Mollica, ballerino e insegnante di tango, ha deciso, con una fatica durata oltre un anno, di vestire il tango italiano di numeri, di sistematizzare il fenomeno, in continua ascesa, e di definirne, obiettivo davvero ambizioso visti i tanti casi in cui il 2×4 può essere declinato, i parametri di qualità.

Il volume consta di 148 pagine e analizza diverse componenti; le milongas, i gusti musicali, gli eventi e la didattica sono i principali. Ogni capitolo approfondisce e discute le risposte alle diverse domande di un sondaggio disponibile in rete sino a pochi giorni fa. Si evidenziano le risposte, la loro incidenza percentuale, anche attraverso grafici non sempre chiarissimi. Sempre per rimanere nei limiti di questa ricerca, purtroppo Michele, quando ha preparato il sondaggio, nella sezione dedicata agli eventi, si è dimenticato dei festival, come lui stesso onestamente ammette nel libro, ma ormai era tardi per modificare e rifare il sondaggio; una maggior completezza è stata così rimandata alla prossima edizione. Il risultato, comunque encomiabile, è questo “Il tango in Italia. Viaggio alla ricerca della qualità”; www.michelemollica.it/wordpress/researchs/il-tango-in-italia/ l’indirizzo dove è scaricabile.

“Mi sono avvicinato al tango – racconta Michele – dopo una passeggiata in centro a Bologna con un mio amico che mi parla del film ‘Profumo di Donna’ e di quanto sia stato bello vedere Al Pacino condurre una giovane ragazza in un tango”. E aggiunge che il suo primo corso di tango arriva il 30 settembre 2001, come regalo di compleanno. “Ho fatto – continua – tanta strada da quel giorno, anche creando il primo corso di tango argentino in Italia per ciechi, e oggi vivo il tango come ballerino e insegnante, uso questa parola non a caso perché non mi piace chiamarmi maestro da solo, lo trovo un termine stupido da usare in modo autoreferenziale, i miei allievi possono chiamarmi maestro; gli altri, se non sanno cosa e come insegno, possono chiamarmi semplicemente per nome”.

Michele Mollica

“Il libro – spiega Michele – nasce come ringraziamento a chi ha risposto al sondaggio e come necessità di tutela dell’origine e dell’originalità della ricerca, altrimenti correvo il rischio che anche questa volta un italiano faceva cultura e un argentino si prendeva il merito, ma soprattutto per ricercare la qualità, superando tutte le lotte nel vivere il tango, che alla fine fanno bene solo a chi crea queste divisioni ad hoc per distinguersi commercialmente dagli altri”.

Michele ha lavorato al sondaggio dal 10 aprile del 2014 fino al 31 marzo 2015, mentre l’elaborazione dei dati è durata dal 31 marzo fino al 18 maggio 2015. “In una seconda edizione – osserva – mi piacerebbe avere una banca dati più ampia da analizzare, riscontrando un maggiore interesse da parte degli appassionati di tango, perché è sintomatico che abbia completato il sondaggio solo il 21 per cento degli intervistati; forse non è stata compresa l’utilità e la portata del lavoro che si stava svolgendo. “Un sogno da realizzare – prosegue – potrebbe essere fare del sondaggio un metodo di lavoro, per organi di coordinamento come FaiTango, per comprendere dove sta andando il popolo tanguero”.

“Qualche sistemazione – riconosce – dal punto di vista grafico sarà necessaria per un’eventuale nuova edizione, così come si potrebbe aggiungere qualche nuova scheda di ‘identi chi-è?’ per tracciare qualche ulteriore profilo e approfondire l’analisi”.

In attesa di questa nuova edizione, comunque è utilissima la lettura di questa prima versione, dove si illustrano anche le aspettative e i gusti dei ballerini. Un particolare che potrebbe risultare utilissimo agli organizzatori delle milongas? In coda – ma proprio in coda – alle preferenze degli appassionati ci sono le esibizioni dei professionisti, molto ma molto più apprezzati, e per fortuna, sono la qualità del pavimento e della musica proposta.

HA SCRITTO PER NOI #
Franco Garnero

Torinese, amante dei viaggi, dello sport, della vita all'aria aperta e delle buone letture, inciampa nel mondo del tango nel febbraio del 2010. Grazie a una dedizione ossessiva e monomaniacale è da tempo, per unanime giudizio, il miglior ballerino del suo pianerottolo e l'indiscusso punto di riferimento tanguero di tutto il (piccolo) condominio dove abita.

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5 commenti

  1. Michele Mollica ha detto:

    Nel ringraziare Franco Garnero per la recensione del libro, volevo precisare che nella versione definitiva del libro sono stati sistemati tutti i grafici che adesso sono di più immediata e facile lettura.
    Inoltre il libro è stato tradotto in Inglese per dare maggiore diffusione internazionale al metodo di lavoro utilizzato ed ai risultati del lavoro.

    Oltre ad essere liberamente scaricabile, in Italiano ed in Inglese, all’indirizzo:

    http://www.michelemollica.it/wordpress/researchs/il-tango-in-italia/

    dalla prossima settimana la versione italiana sarà disponibile su diversi store on-line quali – Ultima Books, ibs.it, bol.it, lafeltrinelli.it, Google Play, mediaworld.it, pilade.it, 9am.it, ebook.it, ilgiardinodeilibri.it, libreriauniversitaria.it, webster.it, biblet.it, Deastore, Hoepli, Rizzoli, Ebookyou, Youcanprint – con il seguente CODICE ISBN 9788891199898.

    Anche in questo caso il libro viene distribuito gratuitamente; perchè d’altronde è così che si fa diffusione culturale.

    • Franco Garnero Franco Garnero ha detto:

      Grazie Michele per la notizia che è già uscita la seconda edizione. Ed è un bene che ci sia anche la versione inglese perché è importante dare un respiro internazionale a un lavoro così ampio e articolato. Non posso che convenire poi che la diffusione culturale non abbia che da avvantaggiarsi dall’essere gratuita.

  2. Natalia Zhinzhilova ha detto:

    Michelle, ho un sogno di prendere alcune corsi di tango Lei. Io sono pronto a cercare di venire a piedi da St. Petersburg a voi a scuola per questo (sto scherzando). Ma mi amare davvero il tango argentino. E io non ho il Lei corso di formazione professionale.
    Cordiali saluti, Natalia

    • Franco Garnero Franco Garnero ha detto:

      Ciao Natalia. Grazie per questo intervento. Spero che Michele ti legga e ti dia le informazioni che ti servono. Chi è pronto a venire a piedi da San Pietroburgo per una lezione di tango merita di sicuro la massima attenzione.

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