1° Festival di Tango Olistico italiano: nuovi orizzonti per il Tango!

PUBBLICATO IL 8 giugno 2015

Il 1° Festival Italiano di Tango Olistico si è svolto a Titignano, in Umbria, il 17, 18 e 19 aprile. Un delizioso borgo medievale, tra Orvieto e Todi, immerso nel verde incontaminato e in un silenzio surreale. Oltre sessanta persone, dai 27 ai 65 anni, provenienti da tutta Italia e dall’estero hanno potuto partecipare gratuitamente a questo primo appuntamento che segna una svolta interessante nel mondo del Tango Argentino.

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Quanti tangueri, ammettiamolo, leggendo Tango Olistico pensano a una trovata tanguera new-age? E, svogliatamente, passano oltre restando nei rassicuranti confini del Tango Argentino conosciuto, tra ochos e sacade, senza davvero cercare di comprendere il perché sia nato il Tango Olistico, sul come mai si stia diffondendo sempre più e soprattutto quale apporto possa dare anche al mondo del Tango?

 
 
 
 

Per darvi qualche dato, il Tango Olistico è una disciplina recente, nata nel 2008 ad opera di Massimo Habib, Gestalt Counselor ed Insegnante di Tango Argentino.
Il fatto che dopo anni di seminari e formazioni di Tango Olistico, quest’anno sia nato il desiderio di celebrarlo con un appuntamento totalmente dedicato, rappresenta un segnale che qualcosa sta cambiando nel mondo del Tango.
 
Il fondatore del Tango Olistico e 6 operatori, da lui formati in questi anni, si sono alternati per tre giorni nella conduzione di sessioni di Tango Olistico.
 
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Si è iniziato il venerdì sera con la sessione “Mi fido di me…Mi fido di te”, un viaggio di esplorazione interiore di un aspetto centrale nella vita di ognuno di noi, la fiducia. Si è proseguito sabato mattina con “Il gioco delle identità e del ritratto” per allentare le nostre identificazioni e favorire la manifestazione di lati di noi che comunemente nella routine della nostra vita rimangono inespressi e che noi stessi non conosciamo. Si è approdati poi al tema del “Danzare l’incontro” con sé stessi e con l’altro attraverso la musica, intesa come ponte per l’esplorazione e l’espressione creativa. Infine, dopo una sessione a sorpresa guidata dal fondatore del Tango Olistico il festival si è concluso con la sessione Il segreto…“, interamente dedicata all’esplorazione del nostro buio, lo spazio in cui custodiamo quei segreti di cui è difficile parlare, ma che ci portiamo dentro e che è solo attraversando che possiamo portare alla luce e sciogliere.
 

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Già questo ci dice qualcosa in più sul Tango Olistico: il Tango Olistico è uno strumento per addentrarsi nel nostro mondo interiore e, come avessimo una torcia in mano, illuminarne gli spazi nei quali custodiamo le nostre credenze e idee su chi siamo. E se da un lato c’è un legame strettissimo con il Tango Argentino, del quale il Tango Olistico mantiene fedelmente inalterato l’abbraccio, la postura e i due ruoli ben distinti e precisi (uno guida e l’altro segue), dall’altro lato c’è qualcosa che va oltre, e a mio parere può arricchire tutti, ballerini e non.

 

Il Tango Olistico non ha genere. Chi balla Tango Olistico sa che si ritroverà a danzare sia con persone del sesso opposto, che dello stesso sesso.

Il Tango Olistico non conosce fissità di genere nei ruoli, motivo per cui ad ogni incontro si sa già che si ballerà sia in parte attiva, tipicamente riservata all’uomo nel tango argentino, sia in quella recettiva, propria della donna.

Il Tango Olistico non è contenuto dentro una struttura di passi, ecco perché può ballarlo chiunque, anche chi non conosce il tango. E… il Tango Olistico si danza rigorosamente a piedi nudi. Il contatto con la terra è centrale.

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Trovata new-age? No, a mio parere c’è qualcosa di molto più profondo. Seguitemi…

 

Durante il festival centinaia di abbracci sono stati scambiati, decine di volti si sono illuminati di sorrisi e anche di lacrime, decine di suggestioni sono state proposte dagli operatori per stimolare l’osservazione consapevole di sé nell’abbraccio del Tango Olistico, attraverso gli imprescindibili cambi ruolo.
 

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Ecco il punto innovativo di questa disciplina. Ciascuno di noi nella vita è chiamato, necessariamente, a prendere decisioni, scegliere, ciascuno di noi nella vita è chiamato a fare, ad “attivarsi per”…. ma non è tutto… c’è anche il rovescio della medaglia, l’altra parte del vivere, oggi sempre più bistrattata dal nostro correre incessante… siamo chiamati anche a non fare, a sentire, accogliere, restare presenti pur non facendo nulla, è la parte di noi che esiste semplicemente per ciò che è. Nel linguaggio della psicologia si parla rispettivamente di maschile e femminile interiore.

Il Tango Olistico permette di sperimentare in ogni incontro danzante con l’altro queste due parti, in maniera chiara e precisa, senza preclusione di genere, per capire quanto e come le agiamo nella vita di tutti i giorni, che cosa ci può bloccare nel manifestarle, allo scopo di imparare a viverle più pienamente, utilizzarle in maniera consapevole all’occorrenza e così integrarle, sentendoci padroni di noi stessi.

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A cosa serve il Tango Olistico?
Prima di condividere la mia opinione, lascio che a parlare siano gli stessi partecipanti del festival: impiegati, imprenditori, ingegneri, insegnanti, medici, operatori olistici, counsellor, pensionati, ballerini e insegnanti di tango… davvero uno spaccato variegato di umanità.

 

Elvira, 49 anni, impiegata di Monterotondo: “Ho avuto il piacere di conoscere aspetti di me più nascosti. Un’ esperienza da approfondire”.

 

Mauro, 27 anni, ingegnere di Treviso: “Sperimentare questa disciplina è stato molto interessante. Apre la strada per la comprensione del codice materno e paterno che mi porto dentro”.

 

Agata, 60 anni, insegnante di sostegno di Bologna: “Il Tango Olistico mi consente di vedere attraverso il mio corpo tutti i miei limiti. Mi permette di fare i conti con quelle parti di me che ho dovuto tagliare, mettere da parte e la cosa mi piace moltissimo”.

 

Emanuele, 33 anni, geometra di Mirandola (Mo): “Un’importante opportunità di conoscere nuovamente e mettere ancora in gioco noi stessi”.

 

Patric, 40 anni, counselor di Vicenza: “Un’ esperienza coinvolgente che da neofita mi ha sorpreso molto. Mi si sono smosse molte energie e me ne torno a casa arricchito”

 

Mimma, 62 anni, insegnante di Roma: Ho sperimentato in questi giorni che l’intenzione che metti nel contatto con l’altro, durante il ballo, arriva nella tua vita per diventare il tuo nuovo modo di affrontarla. Improvvisamente, come una bella sorpresa, non appena sei pronta!”

 

Fabio, 38 anni, falegname di Bologna: “Torno a casa col cuore pieno di gioia e tanta voglia di evolvere. Da ex discotecaro a olistico pazzesco”.

 

Una meditazione in movimento, nella quale salta la possibilità di nascondersi dietro la tecnica dei passi del Tango, per portare il focus sulla RELAZIONE e su cosa davvero ci accade interiormente quando ci incontriamo all’altezza del cuore, petto su petto, stretti in un abbraccio che ci avvolge e coinvolge emozionalmente.

 

Chi balla tango come me da anni, sa che il suo abbraccio è uno specchio fedelissimo del nostro modo di portarci nel mondo, ma quante volte siamo disposti a osservarci riflessi?

 

Io vedo moltissime persone ballare tango senza stare in relazione, alla stregua di una palestra o come metodo compensativo per la mancanza di qualcosa, per colmare qualche bisogno. Anche a me è capitato. Non a caso si parla spesso di dipendenza da tango. Non per tutti è così certo, ma sono pochi i ballerini che si danno, condividono e stanno aperti davvero mentre ballano.

 

C’è di più! Il Tango può essere molto di più.

L’ansia da prestazione, le nostre insicurezze, il bisogno di dare una forma esteticamente bella al tango spesso ci allontanano dal nocciolo prezioso di questo ballo: entrare in contatto con la nostra essenza profonda attraverso il Tango e manifestarla nella relazione con l’altro.

 

Il Tango Olistico è un tuffo nella nostra verità, in chi siamo. E gli occhi luminosi dei partecipanti di questo primo festival non lasciano dubbi sulla preziosità di questo lavoro.

 Per ulteriori informazioni consultate il sito  www.tangoolistico.com
 

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HA SCRITTO PER NOI #
Maria Calzolari

Sono Presidente dell’Asd OliTango, la prima associazione di Bologna che unisce il Tango alle discipline olistiche www.olitango.it. Sono insegnante di Tango Argentino diplomata MIDAS e Operatrice di TangoOlistico®. Di formazione sociologa, ballo tango dal 2007 e scrivo per passione, nel 2013 è uscito il mio romanzo “Amore... a passo di Tango” (Ed. Pendragon) che riflette il mio modo di intendere e vivere il tango. Tengo un blog sul mio sito www.mariacalzolari.it

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