L’orquesta Hyperion

PUBBLICATO IL 4 settembre 2015

Sulla scena dal 1992, l’Hyperion è una delle prime formazioni europee a dedicarsi al Tango, come vi sentite?
 
Ci sentiamo bene da un lato, perché abbiamo avuto molti riconoscimenti e soddisfazioni, e abbiamo viaggiato molto, ma un po’ vecchi dall’altro….

 

Circa 900 performances tra Festival e teatri in tutta Europa. Qual è per voi lo spettatore ideale? Il tanguero che balla sulla vostra musica o il cultore che vi ascolta seduto in poltrona?
 
Sono due emozioni completamente diverse, il suonare per un concerto e il suonare per una milonga; ambedue sono affascinanti in un modo speciale. Sicuramente il pubblico della milonga, partecipando attivamente assieme a noi alla realizzazione dell’evento Tango mette noi musicisti in una comunicazione diretta, fisica e spirituale,  con il pubblico, il che ci gratifica molto; d’altro canto il pubblico del concerto invece. più concentrato sulla musica (quando non si annoia e si addormenta..) richiede una concentrazione maggiore da parte degli esecutori, una maggiore immedesimazione sulla parte musicale piuttosto che sull’aspetto “tanguero”. 
 

 orchestra Hyperion 1 (600 x 400)

   
L’Hyperion Ensemble annovera importanti collaborazioni con grandi musicisti argentini tra i quali: Luis Stazo, Daniel Binelli, Alfredo Marcucci e Juan Josè Mosalini. Cos’è significato per il gruppo lavorare con artisti di questo calibro e cosa vi ha lasciato?

 
Il Tango è essenzialmente un genere popolare. Questo implica che, come in tutta la musica di matrice popolare,  il  modo più efficace per impararne lo stile esecutivo è apprenderlo dalla viva voce di chi lo ha vissuto in prima persona, per tutta la vita e nella sua culla di origine, Buenos Aires: questi artisti, infatti, hanno conosciuto personalmente i grandi nomi del Tango (da Troilo a  Pugliese, da Di Sarli a  Piazzolla etc) collaborando anche, in molti casi, con loro. La frequentazione e la collaborazione con personaggi come Luis Stazo (fondatore del mitico Sexteto Mayor), Binelli e Mosalini (membri dell’ultima formazione orchestrale di Osvaldo Pugliese), Alfredo Marcucci (per molti anni nell’orchestra di Di Sarli) è stata fondamentale per la nostra formazione come orchestra, soprattutto per quanto riguarda l’esecuzione del Tango tradizionale: una giusta accentuazione e fraseggio, la scelta dei tempi, le innumerevoli convenzioni nella scrittura musicale del tango e la loro realizzazione sugli strumenti, assieme a molti altri elementi interpretativi, sono cose che non si trovano in nessun manuale, e costituiscono l’eredità che ci hanno lasciato questi illustri personaggi; a questo aggiungiamo il piacere di avere condiviso con loro molte esperienze umanamente interessanti anche al di fuori del palcoscenico.

 

orchestra Hyperion 4 (600 x 267)

 

Un’altra importante collaborazione è stata con la cantante Antonella Ruggiero. Uno spettacolo emozionante che avete portato in tournèe in tutta Italia se non sbaglio. Alcuni dei brani proposti sono cantati in Italiano, come mai questa scelta?
 

Abbiamo proposto nel 2010 ad Antonella Ruggiero di avvicinarsi al Tango, affascinati dall’idea di accostare la sua luminosa voce al suono scuro e passionale della melodia porteña; l’esperimento ci è sembrato  riuscitissimo e questo progetto ci ha portato in questi anni  in molti teatri della Penisola. Il successo che ha avuto la pubblicazione nel 2011 del CD Contemporanea Tango ne è la dimostrazione. Abbiamo poi voluto affiancare alle canzoni del repertorio tradizionale  alcuni brani italiani degli anni ’30 che abbiamo rispolverato dagli archivi della RAI, e che ci riportano ad un mondo veramente lontano da noi, quando i nostri connazionali lasciavano le coste dell’Italia per emigrare a Buenos Aires. La rilettura di queste canzoni in chiave “tanguera” ci è sembrata molto interessante ed originale, l’interpretazione di Antonella è, a nostro avviso, insuperabile, e l’apprezzamento del pubblico è stato notevole.

 

 

Sulle vostre note hanno ballato alcuni tra i migliori ballerini al mondo Miguel Angel Zotto, Osvaldo Zotto, Sebastian Arce e Mariana Montes, Chicho Frumboli e Juana Sepulveda, nonché spettacoli con Esteban Moreno e Claudia Codega, Roberto Herrera ed altri. Ci racconti di questa esperienza?
 

Come abbiamo imparato moltissimo dai musicisti sopra citati, altrettanto importante è stato il lavorare molto coi migliori ballerini, che ci hanno sempre stimolato ed esplorare il repertorio del tango e dato importanti consigli sull’esecuzione; in particolare mi riferisco a Javier Rodriguez, a Esteban Moreno, a Miguel Angel Zotto, tra gli altri; loro hanno riposto fiducia nel nostro lavoro sin dall’inizio e questo è stato di grande stimolo per noi, che abbiamo sempre dato una grande importanza al ballo e all’ambiente della milonga. Quest’anno abbiamo lavorato molto con la Compagnia Tango Seduccion di Gustavo Russo, che ci ha portato nei Teatri più famosi della Germania, come il Gewandhaus di Lipsia e molti altri: è stata un’esperienza straordinaria data la grande professionalità dei ballerini e dei coreografi Gustavo e Samantha, unita ad un ottimo gusto musicale nella scelta dei brani.

 

orchestra Hyperion 3 (600 x 450)

 

 

Nel 2014 è uscito il vostro ultimo CD: “Remembranzas”. Ci racconti questo vostro (il non) disco?
 

Avevamo il desiderio di realizzare un nuovo omaggio alle grandi orchestre dell’Epoca d’oro, come avevamo già fatto con il precedente disco “Epoca de Oro”, rivisitando gli arrangiamenti più celebri; in particolare ci siamo concentrati su Calò, Varela, Tipica Victor, Canaro e Pugliese, mirando a fare una selezione di brani ballabile al 100%. Il disco è stato molto ben accolto nell’ambiente, ed è stato anche presentato alla Radio argentina “2×4” nel corso di un programma dedicato ai gruppi attualmente in attività.

 

Suonate sia tango tradizionale che tango contemporaneo, quale dei due “generi” se così vogliamo chiamarli, quello che preferisci? C’è una differenza di approccio nel suonare l’uno o l’altro?
 

C’è molta differenza nell’approccio tra i due generi; paradossalmente è più facile suonare Piazzolla che il tango classico, soprattutto perché nella musica di Piazzolla è tutto scritto sulle partiture che si trovano in commercio, mentre invece nel tango classico le partiture e gli arrangiamenti praticamente non esistono e ogni orchestra deve realizzare i suoi, individuando un proprio stile personale nel rispetto della tradizione e delle convenzioni interpretative proprie del genere.

 

Come vedi la l’odierna scena musicale tanguera, italiana, europea e mondiale?
 

Il Tango è cresciuto enormemente in Europa nell’ultima decade, e questo ha portato con sé in modo naturale un differenziarsi di vari ambienti all’interno del tango: in alcuni di questi si dà molta importanza alla musica dal vivo, in altri meno; per certi tipi di pubblico per esempio è impensabile proporre in una milonga la musica di Osvaldo Pugliese, per altri invece è obbligatorio eseguire almeno un paio di tande del Maestro, alcuni amano ballare anche tango moderno, altri lo detestano, e cosi via…… In Italia stanno nascendo molti gruppi che si dedicano con ottimi risultati alla musica per la milonga, e tutti ci dobbiamo confrontare con queste variabili che rendono molto delicata la scelta del repertorio da proporre nelle varie serate, nell’intento di soddisfare il pubblico in sala e animare la serata. Personalmente sono convinto che la musica dal vivo sia in grado di dare un grande apporto alla realizzazione di una bella serata, perché apporta una energia “live” che la musica riprodotta non ha, e penso che un’orchestra non possa mai mancare nel casting di un Festival che si rispetti.

 

 

Avete in cantiere nuovi progetti per i prossimi 20 anni dell’orchestra? Date importanti, etc…
 

Progetti ne abbiamo molti e devo dire che il 2016 sembra essere particolarmente generoso con l’Hyperion: saremo varie volte in Francia, a Le Mans, Toulouse e in Bretagna, a Barcellona in gennaio, e in molte altre città Italiane ed europee. Quindi ringraziamo e salutiamo  gli amici tangueri di tutto il mondo che amano la musica dal vivo e ci auguriamo di vederli sempre più numerosi sulle piste delle Milonghe e dei Festival, a ballare al suono delle Orchestre che oggi riportano in vita le magiche sonorità degli anni d’oro del Tango.

 

www.ensemblehyperion.com

 

 

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