Alberto Podestà

PUBBLICATO IL 22 settembre 2015

Il 22 di settembre del 1924, nella provincia argentina di San Juan nasceva Alejandro Washington Alé meglio conosciuto come Alberto Podestá, uno dei più grandi cantanti di tango di tutti i tempi. Iniziò a cantare da piccolissimo: quando ancora frequentava le elementari partecipò ad un programma radiofonico condotto da una delle sue maestre nel quale si esibì con alcuni brani di Gardel; fu in quell’occasione che si guadagnò l’appellativo di Gardelito. Nel 1939 durante un tour realizzato dal duo comico Buono-Striano e da Hugo Del Carril, gli stessi lo sentirono cantare e lo invitarono a Buenos Aires per cercare fortuna. Nel locale Paradise Podestà conobbe Roberto Calò fratello del famoso direttore Miguel Caló. Dopo aver sostenuto dei provini ed a seguito dell’abbandono del vocalista Mario Pomar (che poi ritroveremo al fianco di Carlos Di Sarli) il 13 dicembre del 1939 venne assunto nell’orchestra di Miguel Caló a soli 15 anni di età. In quella formazione suonavano grandi nomi del tango come Osmar Maderna, Domingo Federico, Armando Pontier ed Enrique Mario Francini. Con questi ultimi due inizierà un’amicizia che durerà per tutta la vita. Con Calò incise, nei diversi periodi di collaborazione, dei veri e propri gioielli: tanghi come “Percal” (di Domingo Federico e Homero Expósito), “Que falta me haces, “Dos Fracasos e valses come “Pedacito de Cielo” di Enrique Francini  con testo di Homero Expósito o “Bajo un cielo de estrellas”, sempre di Francini con letra di Jose Maria Contursi
 
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Nel ’42 Carlos Di Sarli lo contatta offrendogli per una serata quello che con Calò guadagnava in un mese. Fu proprio Di Sarli a suggerirgli il nome d’arte di Alberto Podestà  (Podestà era il cognome della madre del nostro protagonista). Con lui incise successi come “Nido Gaucho”, “Nada” ( di José Dames), “La Capilla Blanca e molti altri. In quegli anni Radio El Mundo mandava in onda un programma detto Ronda de Ases con orchestre come quelle di Tanturi, D’Agostino, Di Sarli, D’Arienzo, Fresedo, Troilo che si esibivano dal vivo. Ognuna suonava un brano ed a seconda degli applausi del pubblico si decretava il vincitore. Alberto Podestà, accompagnato da Di Sarli, vinse in un’occasione con il tango “Al compás del corazón”. Tuttavia in quell’orchestra il cantante, per così dire titolare, era Roberto Rufino per cui egli veniva regolarmente oscurato.  Passò così nella formazione di Pedro Laurenz con il quale incise tanghi come “Recien”, “Todo” o “Nunca tuvo novio” di Agustin Bardi, ma successivamente, insieme a Laurenz, fece ritorno nell’orchestra di Calò dove si trovò a far coppia con un altro mostro sacro del canto, Raúl Berón. Nel 1945 formò un’orchestra assieme ai suoi amici Enrique Mario Francini ed Armando Pontier  e nel ’51 debuttò come solista a Radio Splendid, in rinomati café e cabaret e in confiterías di Buenos Aires da cui passarono i grandi personaggi internazionali. Tra il 1967 e il 1970 andò a vivere in Cile dove continuò la sua carriera e dove, tra l’altro, fu premiato con il Disco d’Oro per il grande successo del tango Qué falta que me hacés.

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Alberto Podestà è stato un prestigioso ambasciatore del tango nel mondo, non a caso fu nominato “Accademico Ad Honorem” all’Academia Nacional del Tango de la Argentina. Egli ha cantato praticamente ovunque: Perù, Venezuela, Colombia, Messico, Repubblica Dominicana, Ecuador, Europa,  Giappone ed in esibizioni memorabili a New York, Chicago, Los Angeles, Boston e Filadelfia. Nella sua carriera ha totalizzato la registrazione di quasi cinquecento brani con le orchestre sopra citate ma anche con Alberto Di Paulo, Leopoldo Federico, Luis Stazzo e Jorge Dragone. Si è anche esibito  con la compagnia del grande ballerino Juan Carlos Copes e  negli ultimi anni  è stato invitato a cantare con grandi orchestre come il Sexteto Mayor e, recentemente, con le orchestre di Lisandro Adrover, di Carlo Buono e con l’Orquesta Sans Souci (che reinterpreta lo stile di Miguel Caló).  E’ anche stato protagonista del progetto cinematografico intitolato “El café de los maestros”, presentato con gran successo al Teatro Colón. Questo film documentario fornisce uno spaccato dei grandi personaggi del tango ancora in vita ed è davvero imperdibile. La produzione musicale è stata curata da Gustavo Santaolalla dei Bajofondo Tango Club e contiene una registrazione di Alberto Podestà in Percal assolutamente superlativa.  

 

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In omaggio alla sua carriera ed al significato di essa per la cultura Argentina è stato nominato Cittadino Illustre della Città di Buenos Aires nel mese di marzo del 2008,  in una cerimonia nel Salón Dorado del Palacio de la Legislatura di Buenos Aires,  che ha visto la presenza di grandi personalità del tango e della cultura. In quell’occasione, in suo onore, ha cantato uno delle più belle tra le nuove voci del tango, Ariel Ardit.
 

 
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Alberto Podestà rappresenta una figura emblematica per i milongueros di tutto il mondo. Leggenda vivente della storia del tango, fornisce una testimonianza eccezionale di ciò che fu. Un caso unico per aver preso parte alle formazioni più importanti del mondo intero, ed oggi come allora,  in tutti gli angoli del pianeta si continuano a ballare ed ascoltare le orchestre di Miguel Caló, Carlos Di Sarli, Pedro Laurenz, Francini–Pontier che accompagnano la bellissima voce di Alberto Podestà.

 
Percal

 
Percal
(1943 Música: Domingo Federico, Letra: Homero Expósito). In una recente intervista Alberto Podestà ha dichiarato che Percal è forse il tango nel quale più si rispecchia. Esso è stato oggetto di censura durante le varie dittature militari in quanto la protagonista aveva quindici anni “Tenias quince abriles” e vi erano dei riferimenti alla prostituzione. Il percal è un tessuto liscio, a prima vista facilmente scambiabile con altri più pregiati come la seta. Ma è invece molto economico tanto che tutte le ragazze meno abbienti facevano i vestiti con questa tela che era quindi un simbolo di povertà. In questo testo c’è il desiderio di  “cambiare il vestito”, di elevarsi per avere qualcosa di meglio dalla vita, di ambire a qualcosa di veramente pregiato

 

Percal…
¿Te acuerdas del percal?
Tenias quince abriles,

 anhelos de sufrir y amar, de ir al
centro, triunfar

y olvidar el percal.

 

Percal…
Camino del Percal,
te fuiste de tu casa…
Tal vez nos enteramos mal.
Solo se que al final
te olvidaste el percal.
 
La juventud se fue…
Tu casa ya no está…
Y en el ayer tirados
se han quedado
acobardados
tu percal y mi pasado.
La juventud se fue…
Yo ya no espero más…
Mejor dejar perdidos
los anhelos que no han sido
y el vestido de percal.
 
Llorar…
¿Por qué vas a llorar?…
¿Acaso no has vivido,
acaso no aprendiste a amar,
a sufrir, a esperar,
y también a callar?
 
Percal…
Son cosas del percal…
Saber que estás sufriendo
saber que sufrirás aún más
y saber que al final
no olvidaste el percal.
Percal…
Tristezas del percal.

Percal….
Ti ricordi del Percal?
Avevi quindici anni,

voglia di soffrire e di amare,
di andare al centro (del mondo) a trionfare

e dimenticare il percal,

 

Percal….
strada del Percal,
te ne sei andata di casa..
Forse non ci siamo capiti,
so solo che alla fine,
ti sei dimenticata il percal.

 
La gioventù è finita
la tua casa non c’è più
e nei giorni andati
sono rimasti
gettati e impauriti
il tuo percal e il mio passato..
La gioventù è finita
io ora non sperò più..
meglio lasciare insoddisfatti
i desideri che non si sono realizzati
e il vestito di percal.
 
Piangere…
perché ti viene da piangere?
Forse non hai vissuto?
Forse non hai imparato ad amare,
a soffrire, a sperare,
e anche a tacere?
 
Percal…
Son cose di Percal (irrisolte)
sapere che stai soffrendo
sapere che soffrirai ancora di più.
E sapere che alla fine
non hai dimenticatoi il percal.
Percal….
Tristezza del percal

 

Qua sotto il link di un’intervista ad Alberto Podestà 
 

 

HA SCRITTO PER NOI #
Gianni Marasco

Tanguero dal 2009, appassionato di musica da sempre, fin da subito ho cercato di approfondire la conoscenza del tango ballato e non. Mi sono così trovato ad affiancare lo studio della salida basica a quello delle grandi orchestre, dei poeti e musicisti che ne hanno fatto la storia. E’ così nata la serie “Los Astros del Tango” che nel corso di questi anni abbiamo rappresentato alla milonga "Ai due Ponti” di Siena non a scopo didattico ma con il solo obiettivo di far osservare il tango da un altro punto di vista. (F.B. Gianni Marasco) Frase preferita:"Stiamo navigando nel vasto oceano del tango. La cosa importante è conoscere le correnti che ci conducono al porto del cuore della gente”. (Osvaldo Pugliese)

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2 commenti

  1. Antonio Mario Savella Antonio Mario Savella ha detto:

    Ottimo e interessante. Complimenti !

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