Sul tango – L’improvvisazione intima

PUBBLICATO IL 18 ottobre 2015

Sul tango – L’improvvisazione intima 
Davide Sparti     Ed. il Mulino – pp. 200 – € 15,00

Sul tango

Non è difficile evocare un’immagine del tango: «un minuscolo secondo d’eternità» in cui due persone avvolte in un abbraccio viscerale si muovono in direzioni opposte. Chi lo pratica non sempre é consapevole dello spessore culturale di cui esso è impregnato. Questo libro nasce da una passione, tardiva ma profonda, per il ballo, prendendo le mosse dall’esperienza delle milonghe, il luogo dove il tango diventa pratica sociale e in cui il contatto fra due persone in movimento – nonché fra queste e le altre coppie (a loro volta in movimento) – genera un peculiare ambito, dinamico ed intimo al tempo stesso. Dopo aver esaminato il ruolo dell’incorporazione della tecnica e quello dell’improvvisazione (già esplorato dall’autore in relazione al jazz), il libro si interroga sul successo odierno del tango. In un’epoca in cui la porzione di tempo libero speso in solitudine e «passivamente» è accresciuta, e in cui si incrementa l’interconnessione virtuale ma diminuisce il contatto fisico fra le persone, il tango rappresenta una forma di socialità viva e incarnata.

 

Davide Sparti insegna Metodologia della ricerca sociale e Sociologia dei processi culturali e comunicativi nell’Università di Siena. Tra i suoi libri più recenti presso Il Mulino «Sogni inauditi. L’improvvisazione del jazz e nella vita quotidiana» (2005); «Il corpo sonoro. oralità e scrittura nel jazz» (2007), «L’identità incompiuta. Paradossi dell’improvvisazione musicale» (2010).

 

Il giorno che arrivai alla sede della scuola di tango argentino – un luogo riservato a questa attività specifica, dove si «fabbrica» e modella questo corpo-dinamico che è il ballerino – sono rimasto colpito dai danzatori che si spogliavano o rivestivano, si pulivano e cambiavano le scarpe, si flettevano sul posto, si guardavano allo specchio. Ho notato subito che il cambiarsi in quell’area di transito che sono gli spogliatoi (talvolta semplicemente un angolo della sala) è un’esperienza trasformativa, contrassegnata da gesti e riti che si ripetono: si estraggono le scarpe – veri e propri simboli di questo passaggio – e si spazzolano le suole con speciali spazzole di metallo, si prova il pavimento per saggiarne la scorrevolezza, si indossa l’outfit per l’allenamento, ci si «erge» automaticamente liberandosi dalle posture della quotidianità.

I caratteristici passi flessuosi di chi balla possono iniziare.
Cominciata la lezione, ci si sottopone a tutte le fasi della preparazione, dal riscaldamento iniziale, all’esecuzione delle basi per ciascuna tipologia di danza (tango, vals, milonga), ad esercizi specifici volti ad apprendere qualcosa di nuovo, o a correggere qualcosa di noto.
Con inesauribile esercitazione, si affinano le abilità tecniche ed armonizzano i movimenti; si imparano ad eseguire i passi con i fianchi ed i piedi posizionati in un certo modo, si lavora sull’abbraccio e la connessione, ci si cimenta con la dissociazione fra busto e bacino.
Il tango è una forma di improvvisazione fra coppie e all’interno della coppia. La circostanza di ballare con chi non si conosce, né ha mai discusso preventivamente con noi cosa fare – tale accoppiamento improvviso e imprevisto, dunque improvvisato – carica la performance di un elemento di indeterminazione ma pure di eccitante attesa. Il dialogo dentro la coppia, nel tango, non va pensato sul modello del contratto sociale (un contratto estetico): due individui che, pur accordandosi per svolgere una attività congiunta, restano ontologicamente tali, due unità intatte che sommano i loro sforzi. Non si tratta nemmeno solo del fatto che tale attività presupponga una forma di mutuo aggiustamento, ma della circostanza che entrambi i ballerini contribuiscono all’indeterminazione dell’esito, il quale davvero trascende la sommatoria addizionale delle due parti. In questo senso il tango è un prodotto in- trinsecamente relazionale.

Davide Sparti
da «Sul tango»

 

HA SCRITTO PER NOI #
Antonio Mario Savella

Ultimo presidente della prima associazione di tango in Italia, il Barrio Tanguero di Torino, appassionato di musica di tango, editore del dvd sul poeta Horacio Ferrer, il paroliere di Astor Piazzolla.

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