Musicalizadores e buena onda le carte vincenti di Sarzana

PUBBLICATO IL 17 dicembre 2015

di Franco Garnero

Capita di rado un evento di tango – come l’encuentro milonguero “A media luz” che si è tenuto a Sarzana dal 6 all’8 dicembre – in cui tutti dicono di essere soddisfatti e di essersi divertiti moltissimo. Il merito va a Silvia Tonelli, Marcella Bordoni e Flavio Zizzu. Silvia insegna nell’ambito dell’Estivo milonguero ed è l’ideatrice del Domingo milonguero, una milonga in stile porteno organizzata in collaborazione con il Circolo Gardel di Modena. Flavio e Marcella sono tra i principali animatori dell’associazione Tango Indaco, che da alcuni anni promuove il tango d’abbraccio nel territorio sarzanese. Flavio, inoltre, è musicalizador da qualche anno nelle più importanti milonghe portene e in raduni milongueri.

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La location è stata ben scelta, il Santa Caterina Park Hotel, con un rapporto qualità prezzo decisamente favorevole (65 euro la mezza pensione): camere piccole ma confortevoli e pasti abbondanti e curati. Le giornate sono state splendide e Sarzana, a pochi minuti d’auto di distanza, offre delle belle passeggiate. La milonga era spaziosa e ben illuminata, il pavimento è rimasto asciutto anche nei momenti di massimo affollamento e gran caldo. Il numero massimo di partecipanti previsto era di 150 persone e si è arrivati a 145 circa (prevalentemente italiani, ma anche da altri Paesi europei), di cui l’80 per cento presente a tutte le milonghe, per cui si è potuto ballare tanto e bene con un gruppo sostanzialmente stabile. Uno degli elementi del successo è stata sicuramente l’indovinata scelta dei musicalizadores: Michela Indaco (domenica sera), Al Porteno (lunedì pomeriggio), Jessica Burgoni la “Bruja” (lunedì sera) e Marco Evola (martedì pomeriggio). Sono stati tutti superlativi ma il pubblico ha dimostrato di gradire in particolare Michela Indaco e Al Porteno. Tuttavia l’elemento che ha fatto la differenza è stato il clima che si è creato, molto caloroso, allegro, privo di tensioni. Gli abiti esposti erano di La Bruja di Firenze, di Elena Giromini, le scarpe di Madam Pivot di Leonardo Chellini, che hanno messo a disposizione tre premi ciascuno per una ricchissima estrazione.

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Tutto perfetto? Beh, è quasi impossibile. Alcune cose si potrebbero migliorare. La milonga era a una cinquantina di metri dall’albergo, poca strada davvero, ma a dicembre non è stato il massimo per le ballerine, costrette a scegliere se spostarsi tutte intabarrate per poi cambiarsi nel minuscolo spogliatoio oppure congelarsi le gambe solitamente nude. Discutibile anche la scelta di una pista perfettamente quadrata, non proprio da encuentro (la si poteva modificare disponendo diversamente le sedie). Una pista piccola, stretta e rettangolare – meglio se chiaramente segnata da una linea divisoria nel mezzo – aiuta molto i ballerini a seguire la ronda senza sbavature. In una pista quadrata, per forza di cose, non solo si creano più di due linee di ronda che difficilmente riescono a essere composte ma al centro si forma anche un certo numero di ballerini che si muovono in modo poco ordinato. Dettagli, per fortuna, che non hanno compromesso la riuscita dell’evento.

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HA SCRITTO PER NOI #
Franco Garnero

Torinese, amante dei viaggi, dello sport, della vita all'aria aperta e delle buone letture, inciampa nel mondo del tango nel febbraio del 2010. Grazie a una dedizione ossessiva e monomaniacale è da tempo, per unanime giudizio, il miglior ballerino del suo pianerottolo e l'indiscusso punto di riferimento tanguero di tutto il (piccolo) condominio dove abita.

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