Bibliografia minima per amare il tango

Alcune proposte per chi ama il tango e per chi lo amerà

PUBBLICATO IL 13 novembre 2016

Quando si parla di tango, non ci si riferisce solo a una danza, ma a un crogiuolo di vite, storie, luoghi, non luoghi e sentimenti, non a caso Paolo Conte ha detto: «Così come una lucertola è il riassunto di un coccodrillo, un tango è il riassunto di una vita». Per chi volesse approfondire alcune delle storie che, intrecciandosi, hanno dato vita al tango, proponiamo una piccola bibliografia – ben lungi dall’essere del tutto esauriente – che può aiutare nella comprensione di questa danza, dalla sua genesi ai giorni nostri.

  “Tango” a cura di Ernesto Franco e Paolo Collo (edito da Einaudi nel 2002 e nel 2004 con una nuova edizione) è un ottimo primo passo per iniziare a comprendere l’universo del tango. Pubblicato nel momento in cui il fenomeno tanguero iniziava a diffondersi sempre più nel nostro Paese, questa raccolta di testi – con a fronte i brani in lingua originale – permette di apprezzare significato e significante di oltre novanta famosi tanghi, accompagnandoci in un viaggio che diventa poetico da cui traspare a perfezione l’anima del tango e degli autori che l’hanno reso affascinante e universale.

È invece del 2008 il piccolo vademecum “Tango y tangueros” di Silverio Valeriani (DVD allegato, Edizioni Mediterranee), una sorta di manualetto per un approccio consapevole a questa danza. Il libro inizia esplorando le radici del tango, partendo dall’origine della parola, fornendo un quadro di ampio respiro dal punto di vista linguistico, musicale, geografico, proseguendo poi nel presentare una selezione di brani per comprendere bene il passaggio dalle sonorità tradizionali a quelle contaminate delle epoche successive. Di particolare interesse la sezione dedicata al galateo e al simbolismo corporeo, che introduce la breve guida pratica illustrata in cui vengono spiegate alcune figure. Quasi in chiusura di questo utile libro troviamo una serie di interviste che lasciano comprendere molto bene cosa vuol dire consacrare la propria vita al tango. Le ultime pagine sono occupate a un glossario interamente dedicato al gergo del tango.

Una prospettiva del tutto differente è quella offerta da “Tango in scatola” di Vanna Gasparini (Edizioni Il Fiorino, 2012), un’opera quasi corale, nutrita anche dai racconti giunti alle orecchie dell’autrice. Il filo conduttore dell’opera è l’ironia e proprio grazie all’ironia emerge un quadro estremamente vivido e realistico dell’attuale panorama tanguero con tutte le sue contraddizioni, i suoi stereotipi e le sue immancabili macchiette. Questo libello, davvero lieve e piacevole, sarcastico quanto basta e straordinariamente brillante, ha il pregio – e il merito, a dirla tutta – di affiancare il tango alla cucina, insomma la passionalità al cibo. Ed è soprattutto attraverso le ricette presentate dall’autrice che si compie un viaggio sensoriale coinvolgente e divertente, perfetta cornice alla carrellata di musiche, persone, luoghi che il testo presenta.

Un approccio molto più introspettivo è quello che ci presenta Elisabetta Muraca nel suo “Nell’abbraccio del tango” (Xenia Edizioni). L’autrice ha deciso di trasportare il lettore nella dimensione più recondita del tango, esplorandone psicologia ed emozioni riuscendo ad affascinare un pubblico eterogeneo: chi già pratica il tango vedrà finalmente definite alcune sensazioni rimaste senza nome, mentre i profani saranno affascinati dai risvolti psicologici che in milonga scivolano sulla pista come i piedi dei ballerini. Senza pretendere di categorizzare sensazioni troppo soggettive, il libro ha il pregio di riordinare un microcosmo altrimenti molto complesso, e lo fa anche grazie alle competenze professionali dell’autrice psicoterapeuta.

Abbandoniamo suggestioni e psicologia e partiamo per un lungo viaggio con “Xena Tango” (Edizioni Compagnia Nuove Indye) una doppia opera composta da un cd – realizzato da Roberta Alloisio con la collaborazione di Luis Bacalov e Walter Ríos – e da un libro a cura di Giampiero Vigorito. L’opera si propone di seguire le tracce del tango da Genova a Buenos Aires, anzi da Bueno Aires a Genova per dimostrare, ancora una volta, le origini italiane del tango argentino. Le sonorità proposte sono al contempo nuove e tradizionali e ben si accompagnano alle testimonianze raccolte da Vigorito e Ida Guglielmotti. Una proposta alternativa per scoprire quasi un nuovo tango.

HA SCRITTO PER NOI #
Francesca Penza

Francesca Penza, nata nel 1985 in Puglia. Nel 2009 si trasferisce a Roma dove si accosta al tango argentino per puro caso nel 2011. Muove i primi passi presso il Centro del Tango Argentino Astor Piazzolla, al Pigneto, con Alì Namazi e Paola Campagna come insegnanti. Lontana da smanie accademiche continua, tra alti e bassi, a seguire il tango in tutte le sue varianti. Ama il tango tradizionale, ma non troppo, soprattutto Osvaldo Pugliese, ma non disdegna il neotango, purché non troppo estremo. Sogna, un giorno, di ballare decentemente la milonga.

ARTICOLI CORRELATI #

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*