Pellegrinaggio a Buenos Aires/02 – I preparativi: la ricerca della casa

Reportage da Buenos Aires per gli amanti del tango

PUBBLICATO IL 26 gennaio 2017

Dopo sette anni di ossessione da tango mi sento pronto per il mio primo pellegrinaggio a Buenos Aires. A convincermi non solo la cabala ma anche la fortunata coincidenza di essere ormai in pensione e quindi non si tratta della solita toccata e fuga di due – o al massimo quattro – settimane: mi fermerò nella culla del 2×4 per tre mesi. “Pellegrinaggio a Buenos Aires” è il racconto di questa avventura, tra dettagli pratici, curiosità e note di costume, senza la presunzione di esporre verità assolute ma con l’unico obiettivo di condividere le mie esperienze e le mie impressioni personali, che vi invito, se volete, a commentare.

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Il secondo passo, dicevamo nella prima puntata, è stata la ricerca della casa. Ci siamo dati alcuni parametri: monolocale, arredato,   wi-fi, piano alto, con guardia h24 per lasciare le nostre cose in casa senza preoccupazioni, in Centro, Almagro, Palermo, San Telmo. Abbiamo pensato a questi quartieri perché sono i più comodi per tutto, i più sicuri, i più forniti di servizi. Ci è sembrato importante poter andare alle milonghe principali a piedi o con i mezzi pubblici e non dover spendere troppo in taxi per tornare a casa a notte fonda.

Per ragioni di costi, inutile pensare ad alberghi o alle tante “case di tango” disponibili, tutte belle soluzioni ma per chi sta lì per brevi periodi. Il primo passo è stato evitare Airbnb non solo perché è pensato per il mercato internazionale – che paga in valuta forte – ma anche per via degli alti costi di intermediazione. Abbiamo cercato di arrivare a dei portali per davvero privi di commissioni o ai siti delle agenzie immobiliari che lavorano con e per il mercato locale, immaginando che i prezzi fossero più bassi, ma non è stato facile, perché Google in prima battuta ti indirizza solo su Airbnb. Abbiamo allora chiesto aiuto a tutti i nostri amici che erano già stati a Buenos Aires e ci avevano parlato di sistemazioni meravigliose al prezzo delle patate ma, all’atto pratico, non uno che ci abbia dato un’indicazione concreta. E abbiamo così imparato che la gente non solo mente su età, statura, peso e titolo di studio – per non parlare dei curricula dei sedicenti maestri di tango, che al riguardo sono particolarmente divertenti – ma anche sulle sistemazioni a Buenos Aires.

L’unica alternativa ad Airbnb che siamo riusciti a trovare è stato il sito di Imobiliaria Reynolds, che però si è rivelato una perdita di tempo: pochissime risposte e tutte di bassa qualità. E così abbiamo deciso di ripiegare su Airbnb. Vista la massa di annunci è stato possibile concentrarci solo su Palermo e, dopo una trentina di tentativi andati a vuoto effettuati in tre diverse ricerche nell’arco di un mese abbondante, abbiamo finalmente trovato un bel monolocale, ben arredato, cassetta di sicurezza, portierato, quarto piano, con lavanderia e palestra condominiali, in Avenida Francisco Acuña de Figueroa, spesa complessiva mille e 950 euro, tutto compreso per tre mesi. Siamo a cinque isolati dal Salon Canning e a sette da La viruta: missione compiuta.

Tra i preparativi di viaggio non bisogna naturalmente dimenticare lo studio dello spagnolo. Chiara, buon per lei, lo parla già bene di suo. Io mi sono dovuto rimettere sui libri, si fa per dire. Tre anni fa ho acquistato per 300 euro circa il pacchetto completo di Rosetta Stone per lo spagnolo sudamericano. Si tratta di un corso interattivo su internet diviso in cinque livelli – ogni livello in quattro unità, ogni unità in quattro lezioni – di cui sono molto soddisfatto. Nei primi due anni ho fatto i primi due livelli, nell’ultimo gli altri tre. Non è che basta quello per parlare spagnolo – mi sono messo a seguire anche la fiction Tv in quella lingua reperibile in streaming – ma è un buon punto di partenza. Posso dare un unico consiglio: non credere che lo spagnolo sia una lingua facile perché “assomiglia” all’italiano, va studiata come una qualunque altra lingua straniera.  

Rimaneva da trovare un maestro da seguire, una scuola da frequentare e anche qui non è stato facile perché la caccia al turista da spennare è chiaramente il primo sport di chi vive di tango sulle rive del Rio de la Plata. Di questa ricerca parliamo però la prossima volta.

HA SCRITTO PER NOI #
Franco Garnero

Torinese, amante dei viaggi, dello sport, della vita all'aria aperta e delle buone letture, inciampa nel mondo del tango nel febbraio del 2010. Grazie a una dedizione ossessiva e monomaniacale è da tempo, per unanime giudizio, il miglior ballerino del suo pianerottolo e l'indiscusso punto di riferimento tanguero di tutto il (piccolo) condominio dove abita.

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2 commenti

  1. Demetrio ha detto:

    Bravi!!!! Vi auguro uno splendido e “istruttivo” soggiorno a B.A.
    Franco , Ottima l’idea di scrivere ….sarà interessante leggerti oltre la qualità ci sarà la durata !!!!! Auguri
    Demetrio

    • Franco Garnero Franco Garnero ha detto:

      Grazie a te Demetrio per seguire TyG. Speriamo anche noi che sia una grande esperienza e ci è sembrato importante cercare di condividerla. Un abbraccio.

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