Pellegrinaggio a Buenos Aires/04 – L’arrivo e le prime milonghe

Reportage da Buenos Aires per gli amanti del tango

PUBBLICATO IL 2 febbraio 2017

Dopo sette anni di ossessione da tango mi sento pronto per il mio primo pellegrinaggio a Buenos Aires. A convincermi non solo la cabala ma anche la fortunata coincidenza di essere ormai in pensione e quindi non si tratta della solita toccata e fuga di due – o al massimo quattro – settimane: mi fermerò nella culla del 2×4 per tre mesi. “Pellegrinaggio a Buenos Aires” è il racconto di questa avventura, tra dettagli pratici, curiosità e note di costume, senza la presunzione di esporre verità assolute ma con l’unico obiettivo di condividere le mie esperienze e le mie impressioni personali, che vi invito, se volete, a commentare.

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Siamo a Buenos Aires. Il viaggio con Air Europa è andato bene, a parte i pasti, ma questo lo si può dire di quasi ogni compagnia aerea.

L’interno de La Viruta

Prima di partire ci siamo messi in contatto con la nostra padrona di casa per avere informazioni sui collegamenti tra l’aeroporto e la città e lei ci ha dato il contatto whatsapp del suo tassista di fiducia, così gli abbiamo chiesto un passaggio. Con i mezzi pubblici sarebbe stato sicuramente più economico ma, dopo oltre 24 ore di viaggio – contando da quando siamo usciti di casa – trovarlo ad attenderci in aeroporto è stata una bella cosa. Il trasferimento costa 650 Ars (circa 38 euro) e dura un’oretta. Comunque sia ecco il suo numero: + 54 911 6010 7517. Hugo è un immigrato di terza generazione di famiglia calabrese, anche lui ballava tango in gioventù, ma poi per gli orari del taxi ha abbandonato. Gli abbiamo chiesto delle milonghe non per turisti e lui ha precisato “donde se baila el tango familiar”, espressione mai sentita prima, ma che ben definisce il tango di chi nasce qui. E mi ha fatto tornare in mente quello che mi ha detto Adrian Aragon qualche settimana fa: “Quando chiedevo a mio nonno come si faceva un determinato passo, lui mi rispondeva: semplice, prendi la ballerina e piano piano la sposti”. E poi ha aggiunto: “Nel tango non ci sono algoritmi”, appunto il “tango familiar”. La milonga in questione dovrebbe trovarsi in Calle Loyola. Verificheremo.

Il primo impatto con Buenos Aires non è stato molto incoraggiante, ma era colpa della stanchezza, del jet lag e della pioggia, poi però abbiamo fatto due passi per Palermo Soho e ci siamo ricreduti, è un angolo meraviglioso, pieno di negozi carini e di tendenza, unico neo i prezzi, che sono a livello europeo.

Visto che eravamo di strada siamo andati sino al Salon Canning (Raul Scalabrini Ortiz 1331), ma era ancora chiuso. E ci siamo spinti sino a La Viruta (Armenia 1366). L’edificio è maestoso e ospita l’Associazione Armena. In fondo a destra del salone d’ingresso si scende una rampa di scale e si arriva alla milonga, in un seminterrato non proprio rispettoso delle norme antincendio. L’addetta all’ingresso ci ha dato il materiale informativo e spiegato che le lezioni si tengono lunedì, martedì e sabato, dalle 19 alle 22, due lezioni collettive di un’ora costano 100 Ars a testa (poco meno di 6 euro). Andremo a vedere se ne vale la pena. L’impressione che abbiamo avuto è di folle oceaniche buone per fare amicizia ma non imparare qualcosa.

L’esterno del Salon Canning

Il giorno dopo abbiamo deciso di buttarci e, sempre per via del fuso orario, siamo andati a una pomeridiana. Il sito di riferimento è www.hoy-milonga.com e non c’è che l’imbarazzo della scelta: almeno una ventina di milonghe tutti i giorni. Diversamente dai nostri siti come FaiTango non si parla né di musicalizador né di prezzi, compare solo il nome dell’organizzazione e l’indirizzo della milonga con l’indicazione di tutti i mezzi pubblici che la raggiungono. Per comodità abbiamo optato per il Salon Canning, che è a due passi, la serata era promossa da Canal Rojo Tango e durava dalle quattro del pomeriggio all’una di notte. Per i due ingressi abbiamo pagato 180 Ars (circa 10,50 euro), per le consumazioni, praticamente obbligatorie, abbiamo speso altri 90 Ars (poco più di 5 euro). Età media decisamente avanzata, abbigliamento informale e netta preponderanza di ballerini locali, in parità numerica. Siccome non c’è alcun filtro all’ingresso vuol dire che qui gli uomini vanno a ballare come le donne. Appena entrati una signora ci ha accolti e chiesto se volevamo sederci insieme o separatamente. Sentita la nostra risposta ci ha accompagnati a due tavolini diversi ma sempre in prima fila. Luce in sala molto forte e condizionatori a palla per cui si stava bene. Volendo si possono consumare anche degli spuntini. Ambiente decisamente curato e pulito, tutti i tavolini con doppia tovaglia e perfettamente allineati. Che dire? Abbiamo entrambi ballato tutto il tempo, ma è essenziale padroneggiare perfettamente mirada e cabeceo che qui funziona anche a decine di metri di distanza sebbene con molta compostezza e senza mai alzarsi dalle rispettive sedie. Ronda molto attenta ma anche qui ci sono gli indisciplinati, vissuti però senza particolari ansie. Della qualità del tango non è il caso di dettagliare, basti dire che l’ambiente era molto cordiale, accogliente e rilassato.

HA SCRITTO PER NOI #
Franco Garnero

Torinese, amante dei viaggi, dello sport, della vita all'aria aperta e delle buone letture, inciampa nel mondo del tango nel febbraio del 2010. Grazie a una dedizione ossessiva e monomaniacale è da tempo, per unanime giudizio, il miglior ballerino del suo pianerottolo e l'indiscusso punto di riferimento tanguero di tutto il (piccolo) condominio dove abita.

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2 commenti

  1. ELENA ha detto:

    Ciao Chiara e Franco,
    mi permetto di darvi qualche dritta.
    Rispetto all’Italia, dove noi tangueri seguiamo chi musicalizza, a Buenos Aires (Bs As), seguono chi organizza.

    Milonghe dove non potete assolutamente mancare (ovviamente mio modesto parere):
    OBELISCO (lunedì organizza EL MAIPU’)
    CLUB EL BESO (martedì organizza CACHIRULO EN EL BESO)
    GRISEL (mercoledì e domenica organizza SUEÑO PORTEÑO)
    GRISEL (giovedì organizza LA CACHILA)
    SALON REGION LEONESA (venerdì organizza YIRA YIRA)
    Ovviamente, poi per tirare mattina mattina c’è sempre LA VIRUTA……
    Dalla app potete mandare mail di prenotazione.
    Ovviamente queste sono le Milonghe più gettonate….

    I taxi non sono costosi (li avete già sperimentati), ma il collettivo (autobus e metro è ancora più conveniente) la tessera si acquista nelle edicole (se non ricordo male per 30 Ars) la carichi nei chioschi “25 h”, e la puoi utilizzare per scaricare il costo fino a 4 persone.
    Avendo più di 200 linee di autobus, non esiste una piantina, vi segnalo il link della mappa interattiva dei trasporti a Bs As, inserendo la località di partenza e la destinazione calcola il percorso più comodo sia con la Subte (metrò) sia con i “collectivi” (bus)

    http://mapa.buenosaires.gov.ar/

    Spero di esservi stata utile 🙂
    Ballate anche per me….olè
    Besos y abrazos
    Elena

    • Franco Garnero Franco Garnero ha detto:

      Grazie Elena per continuare a seguirci e per le dettagliatissime informazioni che di sicuro anche gli altri troveranno utilissime. Per quanto riguarda la tessera del Subte noi siamo stati fortunati perché ce l’ha prestata Hugo, il tassista. Le milonghe, piano piano, le visiteremo tutte, e poi condivideremo le nostre impressioni. Come anche sui maestri: oggi facciamo la nostra prima lezione. Vi faremo sapere. Un abbraccio.

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