Pellegrinaggio a Buenos Aires/05 – Mirare per non morire

Reportage da Buenos Aires per gli amanti del tango

PUBBLICATO IL 6 febbraio 2017

Dopo sette anni di ossessione da tango mi sento pronto per il mio primo pellegrinaggio a Buenos Aires. A convincermi non solo la cabala ma anche la fortunata coincidenza di essere ormai in pensione e quindi non si tratta della solita toccata e fuga di due – o al massimo quattro – settimane: mi fermerò nella culla del 2×4 per tre mesi. “Pellegrinaggio a Buenos Aires” è il racconto di questa avventura, tra dettagli pratici, curiosità e note di costume, senza la presunzione di esporre verità assolute ma con l’unico obiettivo di condividere le mie esperienze e le mie impressioni personali, che vi invito, se volete, a commentare.

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Prima di passare alle novità, ancora due note su Salon Canning, dove siamo stati mercoledì. La prima riguarda il pavimento: un bel palchetto, il meglio che si può sperare, perfettamente liscio, né troppo scivoloso né troppo aggrappante; la seconda è a proposito della musica: ovviamente solo tango tradizionale, le solite orchestre e i soliti brani che anche noi europei ben conosciamo e che vengono proposti nelle nostre serate di qualità. Unici assenti Osvaldo Pugliese, ma questo già si sapeva, e Francisco Canaro (una grave mancanza, questa, per quanto mi riguarda).

Abbiamo dedicato la mattinata di giovedì a cercare di prendere contatto con i maestri che ci interessano. Abbiamo lanciato una rete piuttosto ampia, servendoci di Facebook, dei vari siti delle scuole e/o personali, attraverso indirizzi mail o numeri di telefono trovati qua e là. Ci siamo fatti vivi con Roberto Canelo, Elina Roldan, Hugo Daniel, Ricardo Viqueira, Ricky Barrios, Laura Melo, Diego Escobar, Oscar Mandaragan, Nito y Elba, Eduardo Pareja y Laura Grandi, Susanna Miller y Maria Plazaola, Chino Perico, Alejandro Turco Suaya. Un modo sicuro per prendere contatto con chi non si riesce a rintracciare altrimenti è quello di andare alle loro lezioni di gruppo pubblicizzate su www.hoy-milonga.com ed è quello che abbiamo fatto con Anamaria Shapira. In ogni caso non molti hanno risposto, com’era prevedibile: anche qui l’organizzazione e il customer care non sono la priorità dei maestri di tango. Al momento siamo in contatto con Maria Plazaola e Oscar Mandaragan – che però sono fuori città e li incontreremo a marzo – e con Alejandro Turco Suaya, Roberto Canelo e Nito y Elba.

Abbiamo deciso di non inseguire chi non risponde. Avranno le loro buone ragioni: pigrizia, disattenzione, disorganizzazione, troppo lavoro, troppi soldi già in tasca, sia come sia, non avranno anche i nostri. Non siamo venuti sin qui per perdere tempo con chi non ha passione per il proprio mestiere.

Giovedì sera, sempre per via del jet lag, siamo ancora andati a una pomeridiana. Abbiamo scelto, sempre per non fare troppa strada, l’Associazione Casa di Galicia, organizzata da Nuevo Cliqué, in calle San Jose 224, a Montserrat. Andare e tornare da una milonga con i mezzi pubblici è inconsueto quanto istruttivo perché non è il massimo girare per la città abbigliato come un deficiente e si capisce perché qui nessun locale si vesta da tango, neanche le scarpe fatte apposta si mettono: è tutto molto ma molto più normale, facile, tranquillo. Dopo tre cambi di metro e un’ora di viaggio – ed era la milonga più vicina! – arriviamo a questa associazione che ha la sala da ballo al primo piano e il ristorante al secondo. L’ingresso è sempre 90 Ars (poco più di 5 euro) a testa e la consumazione è sempre obbligatoria, ma più economica: 38 Ars (poco più di 2 euro) per una mezza d’acqua. Come sempre dobbiamo aspettare per essere accompagnati al nostro posto. La sala è più lunga e stretta, ci sta una sola fila di tavolini e due di sedie. Entrambi veniamo fatti accomodare in seconda fila, ma non è male. Sul lato stretto ci sono quattro file di tavolini e sarebbe stato un bel guaio doversi sedere lì. Anche qui, come al Salon Canning, un centinaio di presenti, di nuovo età media elevata e prevalentemente locali, una piccola maggioranza di uomini. Ambiente ancora meno informale che al Canning e location meno curata: tutto vecchiotto ma comunque di fascino, pavimento in palchetto ma un po’ malmesso e decisamente scivoloso. Anche qui occorre saper mirare per non morire però si balla tanto e senza ansie e i vicini di sedia attaccano bottone su qualunque argomento come se si fosse vecchi amici. Il chamuyo va forte pure in pista, tanto che il rumore del chiacchiericcio si fa assordante durante le pause e la ballerina locale non ti abbraccia sino a che non ha avuto la sua dose di conversazione, alla quale, peraltro, sembra davvero interessata. Come al Salon Canning musica senza sorprese.

Venerdì siamo andati per musei e la sera, alle 21, al Salon Canning, a seguire una lezione collettiva di Anamaria Shapira perché volevamo incontrarla. Due ore di lezione ci sono costate 120 Ars (poco più di 7 euro) a testa ma con altri 30 si pagava anche l’ingresso alla milonga che iniziava alle 23. Una trentina i presenti, da tutto il mondo, ma anche locali. Prima di questa c’era un’altra lezione tenuta da due tizi senza arte né parte, seguiti da una decina scarsa di allievi, tutti alle primissime armi, che sono stati ubriacati di enrosque dai due maestri evidentemente non molto consapevoli del livello della loro classe.

La Shapira invece sembra in gamba. Una buona mezz’ora solo di camminata e cambio peso poi piccoli, apparentemente semplici, giochi ritmici con infinite variazioni. Era accompagnata da Lola, una brava assistente, e si era portata alcuni amici da casa per la parità numerica. Ha seguito tutti e dispensato una buona quantità di consigli a un gruppo comunque molto eterogeneo. Al termine abbiamo combinato per una lezione di coppia per lunedì alle 17 a casa sua, 1.200 Ars (circa 70 euro) per un’ora. Mica poco, vedremo se ne vale la pena.

Sabato, assorbito finalmente il jet lag, ci siamo buttati nella nostra prima milonga serale. Abbiamo scelto Las Morochas, organizzata da Jimena Salzman a El beso, l’indirizzo è RioBamba 416, dalle 22,30 alle 4,30 l’orario di apertura, in zona Balvanera. Consigliata la prenotazione, che abbiamo fatto, ma nonostante l’avessimo inviata decisamente tardi, dopo le 21, è stata rispettata. L’ingresso è 120 Ars (circa 7 euro) a testa, più 30 per la mezza d’acqua d’ordinanza. Jimena ci accompagna e sedere, di nuovo in prima fila, al centro della sala. Età media un po’ meno elevata, presenti un po’ più curati, ambiente accogliente ma non raffinato, pavimento perfetto. Sala affollatissima, oltre duecento persone dove ce ne dovrebbero stare un’ottantina e gestire la ronda è un’impresa. In ogni caso tutti molto cordiali – schiacciante maggioranza di locali – si parla con tutti degli argomenti più disparati e abbiamo entrambi ballato tantissimo. Frequenti le proposte musicali inconsuete e a volte di impervia attribuzione. Al termine di un brano di una tanda misteriosa ho chiesto alla mia ballerina, portena non di primissimo pelo, se sapeva quale fosse l’orquesta. E lei mi ha detto che stava pensando alla stessa cosa. Alla fine abbiamo convenuto che fosse De Angelis. Siamo tornati a casa in taxi, preso al volo in Corrientes, che è a 20 metri dall’uscita del locale, tempo di attesa pochi secondi, 90 ARS di spesa. All’andata ci siamo mossi con i mezzi pubblici, comodissimi.

HA SCRITTO PER NOI #
Franco Garnero

Torinese, amante dei viaggi, dello sport, della vita all'aria aperta e delle buone letture, inciampa nel mondo del tango nel febbraio del 2010. Grazie a una dedizione ossessiva e monomaniacale è da tempo, per unanime giudizio, il miglior ballerino del suo pianerottolo e l'indiscusso punto di riferimento tanguero di tutto il (piccolo) condominio dove abita.

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2 commenti

  1. ELENA ha detto:

    Ciao Chiara e Franco,
    sempre io 🙂
    Lo scorso anno nel mio primo viaggio a Bs AS, io e la mia amica, abbiamo preso lezioni di tango/vals/milonga, presso il Centro Cultural Borges, all’interno delle Gallerie Pacifico (Florida y Av. Córdoba). Hai un assortimento di maestri molto validi, poi ovviamente è soggettivo…puoi acquistare una sola lezione, oppure pacchetti da 4 a 10 lezioni (ovviamente i pacchetti sono più convenienti)!
    Besos y abrazos
    Elena

    • Franco Garnero Franco Garnero ha detto:

      Ciao Elena. Scusa per il ritardo nella risposta ma vedo solo ora il tuo intervento. Sì, ottima la scuola che si trova ne CC Borges. Come avrai visto dalle altre puntate ci siamo stati sempre per delle lezioni di coppia e ne siamo rimasti molto soddisfatti.

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