Pellegrinaggio a Buenos Aires/07 – Buenos Aires come Rimini

Reportage da Buenos Aires per gli amanti del tango

PUBBLICATO IL 13 febbraio 2017

Dopo sette anni di ossessione da tango mi sento pronto per il mio primo pellegrinaggio a Buenos Aires. A convincermi non solo la cabala ma anche la fortunata coincidenza di essere ormai in pensione e quindi non si tratta della solita toccata e fuga di due – o al massimo quattro – settimane: mi fermerò nella culla del 2×4 per tre mesi. “Pellegrinaggio a Buenos Aires” è il racconto di questa avventura, tra dettagli pratici, curiosità e note di costume, senza la presunzione di esporre verità assolute ma con l’unico obiettivo di condividere le mie esperienze e le mie impressioni personali, che vi invito, se volete, a commentare.

***

Giovedì  mattina siamo andati alla nostra prima lezione con Alejandro El Turco Suaya. Combiniamo per le 11 del mattino. Il giorno prima si fa vivo e chiede di anticipare alle 10,30. Noi, che siamo dormiglioni, protestiamo e alla fine ci accordiamo per le 10,45: arriviamo puntuali ma lui si fa vivo alle 11,05, la lezione parte alle 11,15. Ottimo inizio. El Turco lavora alla Escuela Mundial de Tango diretta da Gabriela Elias, in Viamonte 525, presso il Centro Cultural Borges. La sala è ok. Come sempre noi chiediamo di lavorare su postura, camminata e abbraccio. Lui è molto piacione, si sbrodola un po’ troppo in complimenti anche se, dopo i primi, gli abbiamo fatto presente che non ci mettiamo a piangere se ci dice che siamo un disastro. Fa finta di non capire quando non vuole rispondere (orari, soldi, impegni) ma a lezione si spende, corregge, spiega, illustra i concetti inquadrandoli anche in un contesto storico e musicale. Insomma alla fine siamo soddisfatti. Abbiamo pagato 750 Ars (poco meno di 45 euro) per un’ora, direttamente in segreteria. Lui ci dice che, volendo, possiamo anche fare lezione in una saletta di Palermo, senza intermediari. Noi pensiamo che ci sia da risparmiare e gli chiediamo il prezzo: 900 Ars (quasi 54 euro) ci risponde. Fantastico! Ma, volendo, aggiunge, potete fare novanta minuti per la stessa cifra. Incredibile! E se vogliamo fare un’ora sola? Sempre 900. Da applausi.

Quella sera incontriamo un’amica del posto, segnalataci da un milonguero di Madrid conosciuto agli encuentros. Ci siamo dati appuntamento un’altra volta a El Beso (Riobamba 416, a Balvanera), questa volta organizzato da Lucia & Oscar (Lujos), dalle 20 all’una del mattino. Serata normale, piacevole, netta prevalenza di pubblico maschile, prezzo invariato: 120 Ars (poco più di 7 euro)  l’ingresso e 30 (1,80 euro) la mezza d’acqua, età indifferenziata, in maggioranza locali. Musica sempre tradizionale, ben scelta, soprattutto con brani ritmici. La cosa strana è che verso le 23 la pista è già praticamente vuota. Corre voce che sia costume proseguire la serata da Gricel. 

Venerdì pomeriggio siamo andati a lezione da Roberto Canelo, che riceve nella sua scuola, in Ecuador 682, all’incrocio con Tucuman. Di nuovo abbiamo chiesto una lezione su postura, abbraccio e camminata. Canelo è preparato, meticoloso, attento, efficace nelle spiegazioni quanto nelle dimostrazioni e corregge con precisione millimetrica dettagli anche minimi che però fanno la differenza. Lavora con Valeria Eguìa che è altrettanto coscienziosa. Siamo rimasti conquistati. La spesa complessiva è di 50 euro.

Ora dobbiamo scegliere con chi continuare a studiare, ma dobbiamo ancora incontrare la Plazaola.

In serata, sempre per mettere a confronto stessi locali con organizzatori diversi, siamo tornati al Canning (Scalabrini 1331, a Palermo) proposto questa volta da Parakultural. È stata una vera esperienza. In fondo a sinistra campeggia un megaschermo di tela su cui vengono continuamente proiettati in loop degli spot pubblicitari relativi al mondo del tango: scarpe, vestiti, maestri, milonghe e chi più ne ha più ne metta. Non poteva mancare l’esibizione dei campioni mondiali di questo e di quello seguita dai campioni mondiali di quello e di questo. E, come a Rimini con i bomboloni e le collanine, ogni 20 minuti passa qualcuno dal tuo tavolo ad ammollarti un depliant pubblicitario. Non meglio la pista: solita baraonda, solito tango wrestling, solita caccia alla turista. Nessuno sa cosa siano mirada e cabeceo. Le prime sei tande rimango a secco, mentre Chiara, che padroneggia il meccanismo come pochi, riesce a pescare una bella serie di inviti con ballerini locali. Alla fine, siccome avevo pagato l’ingresso anche io e non me ne volevo stare seduto tutta la sera, mi sono alzato, sono andato ad appoggiarmi al bancone del bar e da lì ho cominciato a invitare, ballando poi senza problemi con tutto il mappamondo. Comunque sia, una ressa incredibile, ci saranno state cinquecento persone: se succede qualcosa non se ne salva uno. Alle 2 arrivano i ragazzi e la milonga va avanti sino all’alba.

HA SCRITTO PER NOI #
Franco Garnero

Torinese, amante dei viaggi, dello sport, della vita all'aria aperta e delle buone letture, inciampa nel mondo del tango nel febbraio del 2010. Grazie a una dedizione ossessiva e monomaniacale è da tempo, per unanime giudizio, il miglior ballerino del suo pianerottolo e l'indiscusso punto di riferimento tanguero di tutto il (piccolo) condominio dove abita.

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2 commenti

  1. gianfranco cappa ha detto:

    Interessante narrazione,buon stile di scrittura,amerei continuare la lettura!

    • Franco Garnero Franco Garnero ha detto:

      Grazie. Come vedi siamo alla settimana puntata, a breve uscirà l’ottava, poi faremo una pausa ma riprenderemo a marzo.

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