Tango al buio

Parte il nuovo corso di tango al buio presso l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

PUBBLICATO IL 18 marzo 2017

Al Pacino balla il famoso tango al buio in “Scent of a woman” in cui interpreta Frank Slade, un ex ufficiale non vedente

di Piera Campestrini

Buio: non solo inteso come assenza di luce ma come impossibilità di vedere. Al buio si presta più attenzione a quanto percepito dagli altri sensi.

Quante cose si possono fare al buio!?

A Trento ci hanno insegnato che, oltre a visitare percorsi, si può mangiare, si può sorseggiare qualcosa, si può assistere a spettacoli musicali. E guarda un po’, non poteva che nascere a Trento la “Milonga al buio”.
Milonga, si sa, vuol dire una serata di tango. “Non buio completo”, scherza Simona Niero, l’insegnante di un corso che è partito in seno alla sezione trentina dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. “…nella milonga dell’11 febbraio, svoltasi nella suggestiva location del Castello del Buonconsiglio, la luce era ridotta al minimo indispensabile per muoversi in pista e la serata è stata un successo con presenze dal Veneto, dall’Emilia e da oltralpe. Alle donne è stata consegnata una mascherina da indossare per provare a “ballare al buio”, questo perché la milonga era aperta a tutti. L’evento è stato il coronamento del corso partito nell’autunno 2015. Perché, come insegnano gli sportivi, la gratificazione non sta tanto nell’allenamento, quanto nella presenza alle manifestazioni”.
Come racconta Simona, con l’entusiasmo nella voce “L’anno scorso abbiamo formato un gruppetto e abbiamo partecipato a delle milonghe, dove siamo stati accolti benissimo. Per un privo di vista la cosa potrebbe presentare qualche controindicazione, invece tutto è filato per il verso giusto. Ovviamente gli organizzatori degli eventi sono stati avvisati della nostra presenza e a loro volta hanno annunciato che in pista ci sarebbe stata la presenza di ballerini non o ipovedenti”.
Una domanda è inevitabile: “Simona, è difficile insegnare a un cieco?” Non si scompone troppo la maestra. “Dipende, se si tratta di un cieco assoluto un problema potrebbe essere la postura in quanto non tutti conoscono a fondo il proprio corpo e di conseguenza non sanno come utilizzarlo. Insegnare a persone con problemi fisici di qualsiasi tipo comporta accorgimenti non indifferenti; serve una maggiore sensibilità per quelli che possono essere le difficoltà che affronta chi abbiamo davanti. Una competenza che va oltre la semplice conoscenza del ballo, ma i risultati che ottengono i tuoi allievi diventano per quanto piccoli dei traguardi che ti emozionano: la loro felicità diventa la tua e vederli in pista in una milonga è un’enorme soddisfazione”.
Quindi emozioni a piene mani, e la luce dell’entusiasmo per la “Milonga al buio”, che verrà riproposta, dato il successo, anche in autunno.
Lunedì 20 marzo parte un nuovo corso presso la sede Uici e inoltre stiamo organizzando un seminario di cinque incontri da due ore (per dieci ore totali) aperto ai vedenti che sanno già ballare e vogliono addentrarsi nel mondo del tango al buio, rimettendosi in discussione, rinunciando per qualche ora ad un senso per accentuare gli altri. Una forma di integrazione che arricchisce entrambe le parti coinvolte.
Nulla imparato a memoria, non ci sono sequenze da ripetere, è il corpo che assorbe, ascolta e trasmette.
A volte fermarsi e guardare una cosa che conosciamo da un’angolatura diversa può farci scoprire qualcosa di meravigliosamente bello, questo è TANGO AL BUIO!

Maestra del Tango al Buio: Simona Niero
Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Onlus Sezione Provinciale di Trento
e-mail per info: milongaalbuio@gmail.com

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