La Puñalada di Pintin Castellanos

Oggi vi presentiamo "La Puñalada" di Pintin Castellanos

PUBBLICATO IL 24 ottobre 2017

di Victor Hugo Del Grande

Horacio Antonio Castellanos Alves (detto “Pintin” Castellanos) nacque a Montevideo, Uruguay, il 10 giugno  1905 e morì il 2 luglio del 1983. Pintin è l’autore della celebre milonga “La Puñalada”. Penso che il destino di Castellanos come autore di milongas fosse scritto nella sua storia, perché nacque e crebbe a Montevideo, città che contava una popolazione numerosa discendente degli schiavi africani portati dagli spagnoli e per tanti anni da questi utilizzati come servitù.

A parte la creazione della “Milonga porteña”, realizzata da Piana e Manzi, è infatti nota l’influenza dei ritmi e delle danze degli africani nella formazione del tango e della milonga.

Pintin crebbe ascoltando e vedendo il Candombe, la Murga per strada nei carnevali di Montevideo. Questa esperienza lasciò a mio parere un’impronta notevole nel modo di concepire la creazione musicale di Castellanos, che diventò soprattutto un prolifico autore di milongas.

Julio e Francisco De Caro – che avevano rivoluzionato la musica del tango nel 1924 con la formazione del loro sexteto –  avevano già inciso un tango di Pintin  nel 1930, “Anocheciendo”, ma fu in seguito, nel 1935, che Castellanos scrisse a Montevideo il pezzo che lo portò alla fama: “La Puñalada”.

Nel 1937 a Buenos Aires un’orchestra iniziava ad affermarsi, famosa per aver riportato la gente fuori a ballare il tango dopo un periodo di crisi e per la caratteristica ritmica delle interpretazioni, dettate soprattutto dall’impronta del pianista dell’orchestra, un tale Rodolfo Biagi. Era l’orchestra di Juan D’Arienzo, che per l’edizione di quell’anno andò a suonare ai famosi carnevali di Montevideo.

Proprio lì D’Arienzo conosce Pintin, inizia a frequentarlo e un giorno Castellanos propone a D’Arienzo uno dei tangos che aveva scritto, appunto “La Puñalada”. D’Arienzo, di ritorno al suo hotel, chiama i suoi musicisti e  presenta loro il pezzo, che non viene però accolto favorevolmente, forse per la struttura un po’ troppo evocativa della guardia vieja; qualcuno propose “e se lo suonassimo come una milonga?” E cosi fecero, creando il grande successo che aiutò a consolidare l’orchestra di D’Arienzo, collocandola per sempre tra le più importanti della storia del tango. La incisero nel 1937 per la RCA Victor.  Nel 1943 D’Arienzo la incide nuovamente e sull’altro lato del disco aggiunge una nuova versione della “Cumparsita”.

Questa felice accoppiata fece di questo disco il più venduto della storia del tango argentino. Ancora D’Arienzo ripeté la stessa incisione nel 1951, con una tecnica di registrazione più evoluta. Anche Francisco Canaro provò a inciderla nel 1937, con il ritmo originale di tango, ma non ebbe successo. Desistette e nel 1946 e 1951 interpretò altre due versioni, questa volta in versione milonga.

Nell’anno del debutto – il ’37 – il nero Cele (Celedonio Flores) provò a scriverne le parole, ma non ebbe mai successo come versione cantata, è conosciuta per la versione strumentale, e grazie all’enorme successo ottenuto da D’Arienzo nessuno provò più a inciderla in quegli anni.

Fu cosi importante per D’Arienzo il sodalizio creato con Pintin che ne incise quasi ogni anno una milonga. A parte i tangos “Don Horacio” e “Barrio de guapos” D’Arienzo di Pintin incise le milongas: “El temblor ” nel 1938, “Meta fierro” nel 1939, “Cajita de musica” nel 1940, “Candombe oriental” nel 1941, “Tirando a matar”nel 1942, “Candombe rioplatense” nel 1943, “Me gusta bailar milonga” nel 1944, “Chaparron nel 1946, “El potro nel 1949”, “A pugno linpio” nel 1950,  “Peringundin” nel 1953, “La endiablada” nel 1955.

“La Puñalada” fu incisa da importanti orchestre come quella di Firpo, Fresedo, Mariano Mores, Domingo Federico, Attilio Stamponi, Hector Varela.

Tra le orchestre che imitavano lo stile di D’Arienzo, a me piace particolarmente la versione di Donato Racciati,  Montevideano doc.

Victor Ugo Del Grande

HA SCRITTO PER NOI #
Victor Hugo Del Grande

Il Maestro VICTOR HUGO DEL GRANDE nasce a Rosario, grande città portuale dell’Argentina, attraversata dal Paranà. Insegna tango da tempo, dopo aver dedicato molti anni allo studio e alla pratica della lirica che lo ha portato in Italia, negli anni’90, a cantare come tenore. La sua formazione, in Argentina, è però poliedrica: studia canto e tecnica vocale, ma anche teatro, compone ed interpreta musica popolare argentina e tango. Con la serietà e la passione che hanno attraversato gli incontri con le altre forme d’arte, che hanno affascinato e formato Del Grande, anche l’interesse per il Tango non si riduce alla pur consistente dimensione della danza: tiene insieme l’importanza della tecnica del movimento, la storia, le diverse musicalità, il peso specifico culturale… Con questo bagaglio, questa profondità, e con una personalissima visione della tecnica, Victor Hugo Del Grande nei primi anni ’90 apre a Milano una scuola di tango, quando il Tango non era di moda, ma qualche pioniere scommetteva sulla possibilità di diffondere, anche fuori dai confini argentini, lo spirito popolare e la potenza espressiva di quella altissima manifestazione culturale ed artistica che il tango rappresenta, e gli ha consentito di essere proclamato ‘patrimonio universale’dall’Unesco. Per anni il Maestro alterna l’attività di canto lirico nei teatri italiani con l’insegnamento del tango argentino, che struttura in modo estremamente ricco di approfondimenti storici e culturali, attraverso stage, corsi, rassegne cinematografiche incentrate sul tango, cicli di lezioni storiche resi unici dalla contaminazione di innesti autobiografici e approfondimenti storiografici. E’ con questo vasto e approfondito repertorio di competenze, con una inesauribile passione per la ricostruzione filologica delle origini e al tempo stesso per la modernità intrinseca del tango che nel 2007 fonda l’Associazione culturale Tango Azul,per valorizzare, promuovere ed implementare la cultura del tango argentino. Oggi Tango Azul rappresenta ancora per Victor Hugo Del Grande l’occasione di mettere al servizio di chi lo desidera una grande esperienza artistica maturata in anni di pratica e ricerca nel campo della musica, del teatro, della danza. Alla pratica costante dell’insegnamento si affiancano oggi le radicate passioni in campo musicale, cui si devono le recenti composizioni di brani inediti di musica popolare argentina in un proficuo connubio artistico con Mariano Speranza, amico ed ispiratore e regista del gruppo musicale ‘Tango Spleen’. Le atmosfere di questa ormai lunga carriera maturata nella storia della cultura argentina si possono avvicinare e ‘respirare’ sia nei corsi di tango che nelle milonghe domenicali organizzate da Tango Azul, luoghi un po’ incantati, dove vale una regola: “​Esibire, ostentare appartengono al mondo della materia. Il tango parla alla dimensione dell'anima, che non conosce il tempo: ci si può fermare durante una pausa in un abbraccio interminabile, mentre si ascolta la frase di un violino o si è colpiti dalla metafora di un testo che ci commuove”.

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