Santander: l’allarmante deriva degli encuentros milongueros

Encuentro o maratona?

PUBBLICATO IL 12 gennaio 2018

Gli encuentros milongueros continuano a proliferare in tutta Europa. Uno degli ultimi entrato a far parte di questa ormai grande famiglia è “El Santo milonguero”, che si è tenuto a Santander dal 13 al 15 ottobre 2017. Sempre di più, però, è evidente che questa crescita esponenziale non riesce a tenere il passo con la qualità o, meglio, a seguire il disciplinare – per rubare un termine all’enologia – degli encuentros e, spesso, alla fine ci si ritrova iscritti a delle maratone, ribattezzate a fini di marketing.

Diciamo subito le cose positive: tutto l’evento si è svolto all’Hotel Santemar, un eccellente quattro stelle che ha messo a disposizione un bel salone opportunamente ripavimentato con un palchetto assolutamente adatto al ballo; gli organizzatori (Asier Galardi e Marion Belguiral) hanno curato i dettagli e c’era una bella luce, posto a sedere per tutti, buffet molto buono, ricco e variato, scelta dei musicalizadores (Asier Galardi, Eric Heleno, Mikel Rodriguez, David Gonzalez Luengo) adeguata all’evento, atmosfera generale decisamente calda e accogliente (come sempre in Spagna).

Detto questo, quello di Santander non era un encuentro e gli appassionati del genere hanno avuto non poco da ridire. In primo luogo il numero dei partecipanti, oltre 250, davvero troppo alto. Chiaro che gli organizzatori, per fare fronte alle non poche spese per l’ottimo albergo, hanno dovuto accettare molte iscrizioni – a volte anche solo per una serata – ma questo alla fine ha creato dei problemi. Il dettaglio più negativo è che i due organizzatori, che hanno una scuola molto affollata in zona, hanno aperto le porte a tutti i loro allievi, senza escludere chi è ai primi passi, inevitabile quindi la presenza sia di persone poco esperte sia di gruppi/classe. Hanno poi accolto anche tutti gli appassionati della zona – che a loro volta tendono ad aggregarsi secondo le consuete dinamiche – con il risultato che chi veniva da lontano si è trovato un po’ tagliato fuori, a dispetto delle non trascurabili spese sostenute. Chi non è abituato a frequentare le milonghe tradizionali o chi è solito ballare solo con i compagni di corso non padroneggia myc e spesso ignora i codigos quindi la ronda era un po’ schizofrenica: chi ballava in un modo e chi in un altro, chi fermava l’amica in pista per accaparrarsela per la tanda successiva e chi aspettava l’inizio del primo brano per mirare, spesso ostacolato da numerosi altri partecipanti che stazionavano in piedi davanti a chi era seduto.

Difficile che le prossime edizioni siano diverse perché gli organizzatori non sono sembrati disponibili a cambiare impostazione. “Non esiste un modello rigido di encuentro”, ha detto Marion. “Non sta scritto da nessuna parte – ha continuato Asier – che si debba fare così o cosà, noi pensiamo che la cosa fondamentale è che la maggior parte dei partecipanti si diverta e di sicuro così è stato”. Anche se Asier, nello spiegare perché questa volta hanno voluto chiamare encuentro il loro evento – ne hanno già all’attivo un buon numero, prevalentemente delle maratone – ci ha tenuto a precisare che “era un omaggio al modo di ballare che si trova nelle milonghe tradizionali di Buenos Aires”. Alla fine, però, è evidente che sono prevalse altre considerazioni.

Il rischio di questa condotta è che si possa finire per creare confusione e malcontento tra chi è disposto a viaggiare e spendere molto per ballare tango: tutti i formaggi sono buoni ma se mi si promette del Parmigiano Reggiano, io ho il diritto di avere del vero Parmigiano Reggiano.

HA SCRITTO PER NOI #
Franco Garnero

Torinese, amante dei viaggi, dello sport, della vita all'aria aperta e delle buone letture, inciampa nel mondo del tango nel febbraio del 2010. Grazie a una dedizione ossessiva e monomaniacale è da tempo, per unanime giudizio, il miglior ballerino del suo pianerottolo e l'indiscusso punto di riferimento tanguero di tutto il (piccolo) condominio dove abita.

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1 commento

  1. Floriano Bastarelli ha detto:

    QUESTO è il mio pensiero, l’ho anche scritto nel mio gruppo prima che iniziassero le iscrizioni: “Molte persone mi chiedono se l’evento che sto organizzando (Pur essendo scritto a caratteri particolari), sarà una vera MARATONA o altro. Alla mia risposta affermativa, guardando negli occhi degli interlocutori, chiesi del perché di tale domanda, per tutti la risposta è stata univoca. A noi la Maratona non interessa perché solitamente non ci fanno ballare. Vi sembra una risposta adeguata al TANGO oppure adeguata al CASO..?

    __Def. RADUNO = Riunione di più persone in uno stesso luogo per partecipare a manifestazioni di vario genere, spec. sportive o celebrative.
    __Def. ENCUENTRO = Occasione di colloquio e di conoscenza che si crea quando due o più persone si trovano nello stesso luogo contemporaneamente.
    __Def. MARATONA = Attività che dura a lungo e che è estremamente impegnativa. ***

    Ora spiegatemi Voi, Cosa avrei dovuto dire a quelle persone, per dare una spiegazione sulla scelta del mio evento?, che per sua natura include tutte le definizioni sopra citate. Forse avrei dovuto scrivere: Tango Angels La “ RADUNCUENTRATONA “?
    Noi abbiamo creato questo Evento solo per chi AMA BALLARE e non per chi si identifica in una delle sopra citate etichette”.

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