Il Tango come Terapia

Il Tango Argentino è una metafora delle nostre Relazioni

PUBBLICATO IL 23 giugno 2018

Due corpi s’incontrano per ballare insieme, ma solo se seguono alcune regole possono farlo. Sorprendentemente queste stesse regole sono spesso anche alla base della vita di coppia e più in generale dei nostri rapporti umani.

In una dimensione magica di tre minuti si sperimenta l’incontro più autentico con l’altro, grazie ad una comunicazione profonda fatta di corpo, emozioni, energia. Una comunicazione che appare oggi così ardua nelle nostre relazioni quotidiane.
Quando oggi si dice che è difficile comunicare ci si riferisce all’incapacità di dirsi reciprocamente quali sono i propri sentimenti e i propri bisogni, perché spesso frenati da pensieri giudicati ed egoici che non ci permettono una reale volontà di connessione.

Nel tango nasce una comunicazione aperta e spontanea poiché diretta e non filtrata dal pensiero. E’ un ballo che non permette di mentire, né al partner né a se stesso, in quanto il dialogo non è fatto di parole, ma di vibrazioni e sensazioni.

La prima cosa che si insegna nel Tango è il “Radicamento“

Per comunicare con l’altro è essenziale essere prima di tutto consapevoli del proprio corpo, del rapporto con lo spazio e con il pavimento, del respiro, del proprio peso e del proprio asse. Per prima cosa si crea una profonda connessione con se stessi, che permette di essere in Equilibrio, stabili nel proprio Io, al Centro di se stessi.
Il movimento partirà da questo Centro verso l’altro, portando il proprio asse verso il partner, nell’Abbraccio, formando un nuovo Equilibrio. Questo non è un equilibrio dei singoli, ma un equilibrio della coppia, che si raggiunge quando iniziamo a sentire l’altro come un’opportunità e un arricchimento. In una Relazione non armonica, può accadere che ci avviciniamo all’altro senza aver maturato un nostro Equilibrio interiore: difendiamo il nostro equilibrio senza mai metterci in gioco oppure cerchiamo di essere sostenuti diventando un peso per l’altro e creando una fusione (con-fusione).
Non dimentichiamoci che nel Tango è essenziale il rispetto dello Spazio: al di là dei punti di contatto, c’è sempre una grande attenzione nel lasciare all’altro lo spazio di espressione, così come un impegno nel prendersi il proprio spazio.

L’Equilibrio con l’altro è essenzialmente dinamico e si costruisce, si riorganizza e si rinnova costantemente.

Come il corpo nel ballo non fa errori, ma fa esperienze di consapevolezza, così nella Relazione nascono delle incomprensioni che possono rafforzarci sia a livello personale che di coppia.
Nell’Equilibrio e nell’Abbraccio, inizia l’ascolto profondo che permette il movimento.Uno dei partner indica la direzione, cioè fa una proposta relazionale, l’altro, se sa ascoltare e se è d’accordo, può seguirlo. Ognuno esprime se stesso, in armonia con l’altro.

Nel Tango si balla anche il momento dell’Attesa

La “sospensione” (Attesa) è possibile soltanto se c’è una connessione e un ascolto profondo: ci si ferma insieme e si riparte insieme, in uno spazio temporale che ognuno può gestire come vuole improvvisando.

Nei rapporti si alternano sempre periodi in cui si è più orientati a fare cose insieme e periodi in cui si è orientati di più alla riflessione. Uno dei due può avere la necessità di fermarsi, di essere più concentrato su di sé, di ritrovare un nuovo equilibrio personale. In questo spazio l’Attesa è viva, perché si è in ascolto di se stessi e dell’altro e dei bisogni reciproci.

Nelle Relazioni umane l’altro ci fa sempre da specchio, riflettendo i nostri limiti e le nostre potenzialità, le paure e i nostri schemi ripetitivi, la nostra bellezza interiore.
Nella connessione profonda del Tango, questo avviene in maniera immediata e spontanea, creando la possibilità di uno spazio di crescita personale e relazionale. Uno spazio potenziale di cura e di terapia.

HA SCRITTO PER NOI #

Psicologa e Psicoterapeuta. Responsabile del Gruppo di Psicosintesi a Genova presso il centro clinico Spazio Synthesia.nSpecializzata in Psicosintesi Terapeutica (S.I.P.T.) ed Esperta in Psicologia Oncologica e delle patologie croniche gravi. Si è formata nell'ambito della Medicina Psicosomatica e nella Psiconcologia. Esperta psicologa in ambito penitenziario e membra della Società Italiana di Psicosintesi Terapeutica di Firenze. Svolge laboratori di gruppo come Tango-Terapeuta in percorsi di crescita personale e nel campo delle relazioni di coppia. Dopo aver seguito la formazione in tango-terapia con il Dr.Trossero, ha integrato tale metodo in un approccio di Psicosintesi che lavora in senso olistico sui diversi livelli corpo-emozioni-mente-transpersonale, utilizzando tecniche di comunicazione non violenta basate sul riconoscimento e sull'espressione del proprio mondo interiore. Attualmente conduce gruppi di tango-terapia per la Lega Tumori LILT di Genova all'interno del 'Progetto Ancora Donna' e per la Associazione Italiana Sclerosi Multipla AISM sezione Genova nelle attività per il benessere, insieme al maestro di tango Massimiliano Fontanini e suoi allievi volontari dell'Asd Centro Buenos Aires di Genova (Alessandro Uccello e Franco Salaris).

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1 commento

  1. Francesca Attisano ha detto:

    Articolo fantastico

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