IL POTERE MASCHILE NEL TANGO ARGENTINO

Il potere cambia i tangueri

PUBBLICATO IL 25 settembre 2018

E’inutile negarlo. Nel tango argentino i maschi hanno dei poteri e lo esercitano alla grande. Uomini normalissimi che se li incontrassimo per strada non li degneremmo nemmeno di uno sguardo, altro che mirada. Lo so che la maggior parte dei tangueri mi odierà, ma cerco solo di denunciare un fatto poiché mi pongo sempre dalla parte dei più deboli. Mi comporto come fossi la sindacalista delle tangueras quando ancora il sindacato aveva la sua reale funzione a difesa e per i diritti dei lavoratori.
Per spiegare cosa intendo mi riferisco al potere maschile inteso come la possibilità di dirigere molte tangueras, di contare sull’accettazione della mirada da parte di quasi tutte le presenti in sala e di disporre coercitivamente della volontà di tante, che se avessero la stessa quantità di scelta avuta da loro, non ci penserebbero minimante a ballarci. Questo loro potere ovviamente conta sulla storia del tango, su come difatti è stato concepito fino ad ora e dipende dalle “sanzioni psicologiche” previste, usate come strumento per imporre o ripristinare l’obbedienza e dissuadere da ciò, poiché se per caso dici di “no” una volta, finisci per sempre nella “lista nera”. Il sistema di dominio di questi uomini tangueri sfrutta diverse cose:

  1. Risorse umane donne: sono la prima causa di questa attribuzione di potere perché con il loro comportamento sostengono il mantenimento di tale situazione.
  2. Abilità e saperi: ovviamente più il tanguero è giovane e bravo maggiormente potrà esercitare tale potere.
  3. Risorse materiali: naturalmente le donne sono in sovrannumero.
  4. Fattori psicologici e culturali: teoria gerarchica in cui l’uomo sceglie e la donna risponde anche quando non è proprio di suo gradimento poiché sa che non avrà la possibilità di ballare come e con chi vuole.
  5. Sanzioni: legge non scritta ma praticata, punizione del non esser più invitate (poiché il tanguero si offende) se per caso una volta gli dici di no, specie agli inviti fatti senza il codice “mirada-cabeceo”.

In pratica questo causa la distribuzione di altri valori sociali e fornisce la possibilità di identificare la strutturazione delle disuguaglianze sociali che si intravede nelle nostre sale. Per molti tangueri le donne sono delle“poverine” perché mancano in realtà del medesimo potere, il potere cioè di procurarsi le tande più belle con i ballerini più bravi. E si vede da come ti guardano, con occhi vacui da pesce lesso, con un atteggiamento quasi da ebete o coi sorrisi di circostanza quasi ironici (retro pensiero: col cazzo ballo con te!) quando non ti considerano “palpabile” come dice un mio vecchio amico tanguero. I rapporti che intercorrono tra le classi sociali (uomo-donna) sono quindi basati sul potere anche se risulta difficile identificarlo in quelle circostanze (rare) in cui gli uomini sono in minoranza e si devono accontentare di subire gli inviti. I più bravi o i maestri usano soprattutto la politica tanguera per conquistare il potere sulle donne. Le rivendicazioni delle donne in tal senso sono dannose perché rischiano appunto di “panchinare” ancor di più (ricordate? I più sostengono che dobbiamo elargire sorrisi, sorrisi, sorrisi…). Nel dettaglio esistono 4 tipi di potere tanguero:

  1. Il potere in generale sulle donne
  2. Il potere poiché bravi
  3. Il potere perché maestro indipendentemente dalle sue reali capacità (ruolo ad ogni modo che da risalto)
  4. Il potere esercitato sul momento che magari in altri ambienti o eventi non avrebbero (vedi maratone a numero chiuso, festival, eventi all’estero dove nessuno di conosce, ecc).

Mi sento di aggiungere un quinto potere riferito a quello esercitato dalle scuole specie quelle d’èlite che creano allievi che se la “tirano” di “default” indipendentemente dall’età, dalla tecnica posseduta, ecc., i quali devono garantire l’obbedienza. Niente milongas senza alcun benestare da parte dei maestri, niente inviti a chi non è del tuo clan, ecc.
Lo psicologo Stanley Milligran dimostra come l’obbedienza tenga legate le persone fino ad arrivare a conflittualità interiori  quando, in fondo al loro cuore e sentire, non aderiscono appieno a quanto imposto più o meno velatamente, pur mantenendo ugualmente tale comportamento per non restare fuori dal cerchio. Per contrastare tale tendenza le donne possiamo compiere un’azione giusta senza affidarsi al buon cuore dei maschietti, senza bisogno che ci sia qualcuno a perorare la causa in quanto solidali con il proprio genere di appartenenza. Tale azione significa pertanto prendere su di sè la personale responsabilità per realizzare il cambiamento. La cosa peggiore è che il potere cambia i tangueri. In effetti diventano più impulsivi, meno prudenti e soprattutto meno capaci di mettersi nei panni altrui. La ricerca scientifica dimostra che il potere danneggia i neuroni a specchio, quelli che si attivano per apprendere e paradossalmente i più bravi e i più potenti smetteranno di migliorare tanto si considerano già al “Toppe” per dirla alla toscana. Non avendo più la capacità di essere empatici, non ricorderanno più le loro prime tande, quelle imperlate di sodore, quelle fatte con le gambe molli e tremanti. Adesso chi se ne frega se in sala c’è una principiante che anela di poter ballare con loro per apprendere qualcosa di più rispetto a quello che può darle un compagno di corso principiante come lei?. Che stimolo hanno a migliorare se dopo aver imparato qualche passo o misera sequenza ballano come dannati tutta la sera?. Difficilmente ricevono dei rifiuti e mai plateali come quelli ricevuti dalle donne. Perché dovrebbero socializzare e ballare con tutte indistintamente?. Già sopportano poco le compagne di corso, addossando generalmente a loro la colpa (anche se non lo esprimono a voce, lo pensano) quando non riescono nella marca o non sanno come guidare la donna. Abbasso il potere dei tangueri e W le donne che con il loro comportamento potrebbero cambiare lo stato delle cose.

Ahimè il primo problema da risolvere per noi tangueras è la solidarietà tra di noi e l’unione necessaria per cambiare lo stato delle cose, poiché chi balla, chi è giovane, chi è intermedia-avanzata, difficilmente perorerà questa causa. Vedremo!

 

HA SCRITTO PER NOI #
Maria Caruso

Marilù (Maria Caruso) Marina de Caro ha visto il primocielo a San Felipe (Venezuela), ha fatto il primo ocho atras a Pisa. E’ in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga

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9 commenti

  1. Loredana Cristina ha detto:

    Riguardo l’articolo …il potere maschile dei tangheri…..ultimamente sto facendo lezioni con Aonikè Quiroga,il quale ai maschietti di questo corso intermedi/avanzati ..che ballano da tanti anni….sta smontando tante false certezze , che rappresentavano la roccaforte del loro potere, quando si va in milonga evitando anche spesso di salutare per non compromettere inviti…..come …ilfare “gli insegnanti” alle donne che per il 50% siamo le loro risorse ed indispensabili per poter ballare….Ce ne fossero insegnanti che rimettono a posto tanti uomini…diventati anche maleducati e presuntuosi. Credo che il tango non volesse raggiungere questo obiettivo….soprattutto se si ritiene “sociale”

  2. Giovanni ha detto:

    ballo tango da dieci anni, il liscio da tantissimo , e debbo riconoscere che le tesi dell’articolo sono veritiere. Secondo il mio parere moltissimo sta nella concentrazioni di narcisismo negli uomini tangheri. Nelle milonghe questa concentrazione è altissima, vuoi perché l’approccio del ballerino non ha lo scopo di divertire la momentanea compagna di ballo, ma di dimostrare le strutture che conosce e l’abilità nel saperle applicare, senza tener presente né la musica, né tantomeno il contesto della sala. Ecco allora la continua esibizione, senza preoccuparsi di chi ha nelle braccia e di chi sta intorno. Questo nel liscio è molto attenuato dalle tante persone che son lì solo per divertire-si. Mi scuso con i puristi del “solo Tango”, ma per me il ballo lo si può esprimere in tantissimi modi. Tornado alla tesi dell’articolo, vorrei solo far presente che noto con dispiacere “che la Mirada” è scomparsa. Vuoi perché molte ballerine usano troppo i “Smart…”, vuoi perché chiaccherano, tanto sanno che poi qualcuno si avvicina… come nel liscio e le invita, impedendo cosi il diniego. Tralascio considerazioni su abbigliamento, su ciancicamentociccingommesco davvero fine. Allora credo che tutto si possa sintetizzare nel concetto che vale ovunque . Ci si comporta per quello che si è, dal ballo … al parcheggio al rispetto degli altri.

    • Francesco ha detto:

      Maria simpaticissimo il tuo post, molte cose che dici sono veritiere, ma credo anche che estremizzi i fatti. Sia chiaro il problema esiste, ma parlarne in questi termini non aiuta a risolverlo. Io amo ballare con tutte non importa il le loro fattezze somatiche e fisichele, dopo quasi 15 anni di tango, continuo a ballare com tutte le categorie compresi le principianti assolute. Adoro ritornare a camminare come si dice: ” al Piso ” ,ma sapessi quanti no , ho collezionato e continuo a collezionare . Ma dopo il loro NO,io caparbiamente rinvito le donne che mi si sono negate, molti tangueri una volta ‘bruciati’ si astengono dal farlo, ma io non lo faccio, perché ritengo che una donna ha il diritto di poter scegliere, sperando che come un “poeta con usa la sua licenza”, non ne abusi più del dovuto.

  3. Sandro ha detto:

    Buongiorno. Ballo Tango Argentino da circa 12 anni e sono insegnante. Prima ballavo anche altre discipline. Dissento fortemente da quanto scritto perchè non corrisponde al vero, almeno negli ambienti e nei locali che frequento, che possano definirsi “Milongue”, nei corsi e nelle scuole dove insegno e dove studio per perfezionarmi, in Italia e all’estero. Pur sapendo che le pessime persone esistono ovunque (uomini e donne) e che i fatti narrati talvolta accadono, ciò non è assolutamente la regola, anzi è il contrario. Purtroppo i fatti spiacevoli, in special modo se subiti, lasciano spesso maggiormente il segno rispetto a quelli piacevoli e per tale motivo si ricordano e si notano di più. Tuttavia, per ballare bene il Tango Argentino, quello sociale delle milongue, bisogna essere disposti a condividere, a collaborare, e dedicarsi gli uni agli altri durante il ballo.. e la collaborazione deve iniziare sin dall’invito. Per questo si dovrebbe cercare l’invito che si desidera e non ballare con chi capita e si deve rifiutare, con garbo ed educazione, un invito non gradito. Non è una partita a carte dove al tavolo si può sedere chi vuole. Nel Tango Argentino si condivide il proprio corpo, ci si scambiano emozioni, profumi e respiri, ballando, cosa che non si può fare piacevolmente con chiunque. Il codigo “mirada e cabeceo”, più le altre regole di buona educazione, vennero introdotti apposta per non palesare davanti a tutti gli imbarazzanti rifiuti e preservare il diritto di ognuno (uomini e donne) a non ballare per forza. Non è una questione di livelli, perchè si fanno anche ottime tande con principianti, quando c’e ascolto e misura nei movimenti e si balla malissimo con chi “esperti” quando questi pensano solo a mostrare passi.. Mi chiedo per quale motivo una donna dovrebbe voler ballare con uomini cosi aberranti come quelli descritti. Si dovrebbe essere fiere di essere sulle loro liste nere, e non il contrario. Un abbraccio a tutti.

    • Maria Caruso Maria Caruso ha detto:

      Vi pregherei di prendere sempre con un po’ di ironia quanto scrivo anche se traggo spunto dalle mie osservazioni in milonga. Ben vengano i commenti e le riflessioni poiché aumentano le conoscenze di tutti!!!

  4. Roberto ha detto:

    Ciao a tutti/e, sono un maschio (maschietto è peggiorativo) e ballo da 10 anni. Ho fatto (e continuo a fare) tante tande di obbligo perchè quelle donne sanno che io ballo con tutte, e le vecchiette e le principiante vengono a cercarmi. Io non oso invitare quelle che sono più nella mia età o più giovane di me per paura che mi assimilano a uno dei quelli (rari) squali di pista. E meno ancora se si tratta di una bella donna, qualunque sia la sua età. Invecce, acceto loro invito, per cortesia e curiosità.

    Ho collezionatto la mia dose di rifiuti, anzi da parte di vecchiette bravissime che non degnavano ballare con un livello intermedio come me.

    Cioè, le donne che si la tirano, esistono.

    Le donne che rifiutano i inviti perchè l’uomo è +15 anni maggiore di loro, esistono (e si lamentano su fb).

    Le donne che rifiutano i inviti perchè l’uomo non è abbastanza figo o ben vestito, esistono (e si lamentano su fb).

    Le donne che rifiutano perchè considerano il livello dell’uomo al di sotto loro, esistono (e si lamentano su fb).

    Sono già 10 anni che vedo la loro esistenza. Penso che quelle donne esistono da per tutto.

    Lunedi 2018/09/24, a una nota milonga della mia cità, dalle 21:00 fino a 23:00, ho visto un uomo anziano (+/- 75 anni) farsi rifiutare sistematicamente per tutte le donne, vechie, giovane e mature; avanzate, intermedie o principiante. E ho visto nei suoi occhi di maschio anziano l’umiliazione, il dolore e la vergogna di essere crudelmente rifiutato davanti a tutti, per anziano, per essere vestito normale (pantalone e camiccia normale, niente odore), per non essere uno di questi maestri. In somma, era un perfetto gettabile, un kleenex. E per di più, in tanto UUOMO, lui non ha mai avuto, non avrà mai, e morirà senza mai avere il diritto di esprimere il suo dolore, la sua umiliazione. E come lui è un uomo, tutti e tutte assumiamo come un fatto normale che lui, in tanto uomo, gliela deve cavar da solo, starsi zitto e fare brava figura, mortaccia sua. E me ne voglio tantissimo di non avere ritenuto il viso di quelle donne crudele, per far loro lo stesso sorriso condiscendente quando cercherano disperatamente di ballare con chiunque sia.

    Voi donne che rifiutate per mostrare il vostro potere siete le stesse chi vi lamentate su fb di non essere invitate dal figo di turno e chi vi lamentati di tutti i uomini. Magari i neuroni che quello specchio ha daneggiato non sono tanto quelli degli uomini, ma un pò più i vostri neuroni feminili?

    Lo so che non tutte le donne sono come queste altre donne che rifiutano con crudele soddisfazione. E mi chiedo per chè si viene sempre con questo argomento “i uomini se la tirano e imporrono la loro tirania su di noi, povere donne curatissime che chiedamo soltanto una tandina”.

    Mi sembra particolarmente antitango il pensiero che generalizza e mette tutti i uomini nella stessa bursa.

    I tangueros non ci concertiamo alle vostre schiene per rovinarvi le vostre serate. Siamo tutti in concorrenza spiatata per ottenere una donna con cui ballare quella tanda. Si può essere brava e figa, champagne; sennò, si fà con cui ci abbiamo in braci nostri. Non serve ni a nessuna, ni a nessuno, ni a la causa del tango, il mettersi a concertarsi tra le tangueras alle schiene de i tangueros (e viceversa). Boicottare qualcunO/A che si la tira, benissimo. Di là al dire che tuttE lE personE del suo genere, età, mezzo sociale, etc. siano lE stessE, mi sembra totalitarista; quindi, da combattere.

  5. Rick Bonanni ha detto:

    Questo e’ un argomento a cui tengo particolarmente, ritengo che i nodi cruciali della questione sia una ancor troppo radicata corrente maschilista, che dilaga tra le donne, gli uomini, e i MAESTRI, ……….. combatto dolcemente contro l’ abitudine delle Dame che mi chiedono scusa quando vi si presenta una increspatura nella comunicazione di quel istante di ballo a due, le mie frasi rivolte alle Dame scusanti, sono ormai consolidate : <> un altra <> <> , per i Maestri e le insegnati DONNE, UN GRAVE e’ imperdonabile comportamento MASCHILISTA, che ho notato di persona, che ve ne sia una che insegna alle Dame come difendersi dai maschi insegnanti e correttori incalliti di figure, posture, posizioni di piedi e contrappesi, nel bel mezzo di una milonga, le insegnanti dovrebbero insegnare a GAMBIZZARE psicologicamente questi soggetti, mentre al contrario la maggior parte suggeriscono di portare pazienza, e sopportarli, per poter ballare, …………………. difetto finale, certe piaghe sociali femminili sono coltivate, sostenute, assecondate dalle stesse donne, che permettono il perpetuarsi di comportamenti che avvolte rasentano la sudditanza, ………….. Ma quanto sarebbe semplice in una serata di milonga, che il locale, che il DJ imponesse, dei momenti in cui gli uomini si mettono al centro piata ad occhi chiusi a braccia aperte, e le donne vanno a prendersi il ballino, ed altri momenti simili, che portino a far ballare anche chi viene invitata di meno, io ricordo quelle dame di seconda fila che punto e vado direttamente a chiedere di ballare, mi alzo e mi vada a prendere il Si o Il No, e queste Dame di seconda fila, che avvolte non ballano mai, quando le prendi tra le braccia, devi essere molto delicato, tremano come foglie, e il fine della prima canzone e quello di metterle a loro agio, strappandogli un sorriso, per stemprare l’ emozione, e nel accompagnarle al tavolo ricevi dei grazie che ti riscaldano il cuore.

    Anche il fatto che e’ solo l’uomo che “guida”, odioso, io cerco in maniera pasmodica le Dame che guidano che danno modo di affinare la mia sensibilità, di poter ascoltare la Loro interpretazione, del brano. Basta questa comunicazione preferenziale, cerchiamo una condivisione creativa ugualitaria, io personalmente mi sto rivolgendo ad altri balli più ugualitari, stanco di bannare a mio avviso a senso unico, …. e non mi venite a dire, che gli ornamenti sono una appagante completa espressività femminile. Siete il veliero della creatività, e vi fate guidare dal moscone del bagnino.

  6. Roberto ha detto:

    Mi chiamo Roberto e ballo da circa 10 anni. E’ la prima volta che commento un post (se non per qualche sporadico intervento su FB nel galateo).
    Posso condividere del tutto quanto nell’articolo, ma …. la cosa che mi ha spinto a commentare è la frase
    “uomini normalissimi che se li incontrassimo per strada non li DEGNEREMMO nemmeno di uno sguardo”.
    Ecco la “sensazione” che fa scaturire questa frase è PRECISAMENTE
    la stessa sensazione a fronte del quale ci sono donne che, anche se in milonga poi ti mirano come se tu fossi un bignè alla crema, ….. non inviterò mai.
    😉

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