Tango e Danza Movimento Terapia

Intervista ad Angela Nicotra

PUBBLICATO IL 29 ottobre 2018

“In contatto con la realtà. Tango e Danza Movimento Terapia. Conversazioni con il Maestro Rodolfo Dinzel” di Angela Nicotra


Angela Nicotra, danzaterapeuta a Berlino, individua e analizza in questo volume le relazioni tra il Tango e la Danza Movimento Terapia, DMT, offrendo strumenti teorici e pratici volti ad arricchire l’efficacia terapeutica di entrambe le discipline. Nato da conversazioni, lezioni e scambi di competenze con il grande maestro argentino Rodolfo Dinzel, scomparso nel 2015, il testo offre una rigorosa indagine psicofisica ed emotiva del tango, filtrata attraverso i principi di analisi del movimento della DMT e di Rudolf Laban. Si rende così possibile spiegare gli effetti della danza sulla persona e proporre un contesto teorico per comprenderne i fenomeni emozionali, rendendo mani- feste le potenzialità relazionali del Tango.

Nella sua formazione e nella sua attività lavorativa che ruolo attribuisce al tango?

Il tango ha arricchito profondamente sia la mia formazione che la mia attività lavorativa. Non solo è diventato uno dei miei strumenti terapeutici ma mi ha insegnato anche a livello personale molte cose su me stessa e su me stessa nella relazione con i miei clienti e i partecipanti ai miei seminari. Mi da la possibilità di confrontarmi con nuovi compiti. Per esempio sto per partire per dare una formazione sul possibile uso del Tango per operatori sanitari che lavorano con i malati di Alzheimer.

Come si è avvicinata a questa disciplina che trascende il suo essere semplicemente un ballo?

La mia esperienza di danza e teatro è molto vasta, ho fatto teatro fisico, danza contemporanea, arti marziali ma la dimensione delle danze di coppia fino al 2005 mi era sconosciuta. L’idea di seguire ed essere guidata non mi piaceva molto, in verità. Dopo una operazione alla schiena, a causa della quale ero rimasta inattiva per diversi mesi, un amico mi ha proposto di ricominciare a danzare e siamo finiti in un corso di Tango. La mia resistenza rispetto al seguire ed essere guidata si è dimostrata ingiustificata. Infatti non si tratta affatto di seguire e guidare ma di reciproco ascolto e di sviluppo di una strategia efficace per mantenere la connessione in movimento.

La sua pubblicazione nasce dallo scambio di competenze con il grande maestro argentino Rodolfo Dinzel, scomparso nel 2015. Rodolfo e Gloria Dinzel sono stati i primi ad utilizzare il tango come strumento terapeutico. Qual è il contributo che lascia il maestro e ricercatore al suo libro? (Anche Gloria Dinzel purtroppo è deceduta lo scorso Agosto)

Rodolfo è stato l’unico maestro disposto ad aiutarmi concretamente nella mia ricerca. Ci ha creduto quasi piú di me! Mi ha incoraggiata nel dare a questa ricerca una base scientifica. Los Dinzel hanno creato un sistema complesso, non solo di trasmissione pedagogica, che connette il tango a diverse discipline, dalla linguistica, alla filosofia, alla architettura, alle arti performative e ovviamente alla psicoterapia. Rodolfo era curioso di apprendere i principi che nella Danza Movimento Terapia rendono il movimento leggibile e permettono di spiegare la connessione con lo sviluppo psico-emozionale della persona. Tutte le informazioni sulla tecnica e la meccanica del tango, cosí come gli accenni storici e sociologici, che si trovano nel libro le devo a lui. A lui devo la certezza che il tango non è solo un ballo e che per „come è costruito“ può considerarsi una disciplina per la crescita interiore. Questo approccio supera gli stereotipi del tango commerciale. Il suo contributo piú grande è stato la sua insaziabile curiosità.

Il volume analizza le connessioni tra il Tango e la Danza Movimento Terapia, come descriverebbe questa relazione?

Per me è importante restare una danzaterapeuta che usa il tango come strumento tra gli altri. La Danza Movimento Terapia DMT è una forma di terapia a base psicodinamica, quindi basata sulla relazione e sulla consapevolezza che le nostre esperienze nelle relazioni primarie e nei primi anni di vita hanno influenzato il nostro percorso. Non si tratta solo di sentirsi meglio dopo avere danzato ma di creare una coesione cosciente di gruppo, o una relazione se si lavora in setting individuale, e di rielaborare parti del vissuto per arrivare a una trasformazione. La DMT non é „wellness”. Gli strumenti nella DMT sono diversi e ogni terapeuta usa quelli che gli sono piú consoni e che funzionano meglio con determinati disagi. Io uso anche il Tango perché so che per come è costruito permette alla persona di conoscere meglio se stessa. Lavorando sulla tecnica si possono dare alla persona strumenti per crescere e superare i propri modelli non funzionali. Alcuni hanno bisogno di elementi di tango, altri di altri tipi di danza.

Qual è il messaggio che vuole comunicare agli appassionati di tango, agli addetti ai lavori o ai semplici lettori?

Il mio messaggio principale è quello di rispettare questa danza, e trasmetterla con responsabilitá. Essere consapevoli delle potenzialità e degli effetti che ha. Non pensare che solo perché si balla o si insegna tango si stia facendo terapia. La terapia è un percorso che si sceglie. Un maestro di tango consapevole degli effetti psicoemozionali dei suoi strumenti può trovare degli impulsi in questo libro e forse acquisire competenze su come contenere i propri allievi, ma non diventa per questo terapeuta. Un terapeuta che usa il tango ha un potente strumento a disposizione ma non è un maestro di tango. In questo libro si trovano spiegazioni e informazioni per gli uni e per gli altri. Per  i semplici lettori o per chi inizia a ballare tango il libro vuole essere un incoraggiamento: il tango è una danza complessa, difficile da imparare è vero, ma produce gioia e libertà. Se trasmesso con la giusta attitudine il tango ci libera dalla paura di commettere errori. È questo é il messaggio che vorrei arrivasse a tutti.

Il libro si può anche ordinare senza costo di spedizione direttamente dal sito della casa editrice www.edizioniephemeria.it o inviando una mail di richiesta a edizioni@ephemeria.it

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