Horacio Salgán

Biografia

PUBBLICATO IL 26 novembre 2018

Horacio Adolfo Salgán nacque a Buenos Aires, nei pressi del mercato del Abasto, il 15 giugno del 1916. Fu un eccellente pianista, compositore e direttore d’orchestra, inziando a 6 anni lo studio del pianoforte e della teoria musicale. A 13 anni si mise in luce come miglior pianista del Conservatorio Municipal, eseguendo opere di Bach, Beethoven, Chopin e di altri importanti compositori di musica classica. L’anno successivo, nel 1930, proseguì gli studi con il maestro Luppo e, per esigenze economiche della famiglia, trovò un impiego come accompagnatore di film muti presso il cinema Universal di Villa del Parque. Durante la sua adolescenza lavorò anche presso un caffè, El Gato Negro, e poco più tardi partecipò nell’orchestra di Juan Puey, nonché fu assunto come organista nella chiesa di San Antonio di Villa Devoto. A 18 anni debuttò a Radio Belgrano, e successivamente partecipò come solista o membro delle orchestre che accompagnavano i grandi cantanti nelle Radio Excelsior, Prieto e Stentor (tra le quali quelle di Elvino Vardaro e Juan Caló).

Nel 1936 fu scoperto da Roberto Firpo, il quale lo scritturò come pianista della propria orchestra, mentre il pianoforte venne occupato dallo stesso Firpo nel Cuarteto de la Guardia Vieja; contemporaneamente partecipò come arrangiatore dell’orchestra di Miguel Caló, dove arrangiò il suo primo brano, Los Indios di Francisco Canaro. Queste opportunità di lavoro gli permisero di essere inserito stabilmente tra gli artisti di Radio El Mundo, dove occupò il posto di organista in un trio con Carlso García (pianoforte) e Bernardo Stalmann (violino).

Il jazz, il folclore e la musica brasiliana incuriosirono fin da subito il giovane Salgán, così come i grandi classici della musica europea dell’Ottocento. Angel Riera fu una figura di riferimento per collezionare esperienze nelle orchestre di ritmi brasiliani, mentre Martínez-Lezama lo coinvolse attivamente nella musica folclorica.

Nel 1942 partecipò nell’orchestra di Alberto Cima, dove fu ascoltato da un muscista jazz olandese, il quale lo introdusse negli ambienti della casa discografica Simar. Questa etichetta fu la prima con la quale Salgán registrò un proprio disco. Solo nel 1944 armò una propria formazione, completata tra gli altri, dai violinisti Ismaél Spitalnik e Benjamín Olgado Barrio; Héctor Insúa, Jorge Durán, Edmundo Rivero, Oscar Serpa e Alfredo Bermúdez furono le voci scritturate per questa prima orchestra, senza però lasciare testimonianze incise.

Dopo esser transitato per la RCA Víctor e Radio Belgrano, che interruppero la collaborazione con Salgán poiché la sua orchestra era troppo “ricca di dissonanze” ed il cantante (Edumndo Rivero) una pessima voce, nel 1947 il maestro sciolse l’orchestra e si dedicò all’insegnamento ed alla composizione. Alla fine del 1949 tornò a costituire una seconda orchestra, questa volta integrata da Leopoldo Federico, Toto Rodríguez, Abelardo Alfonsín e Antonino Cselza (bandoneónes), Carmelo Cavalliaro e Víctor Felice (violini), Adriano Fanelli (violoncello), Angel Alegri (contrabbasso) e le voci di Oscar Serpa e Angel Díaz. Si presentò a Radio Belgrano dove ebbe un discreto successo e nel 1950 si insediò in sala di registrazione per iniziare ufficialmente la sua carriera discografica. Horacio Deval, Roberto Goyeneche, Héctor Ortiz e Mario D’Elia furono le voci dell’orchestra di Salgán per alcuni programmi trasmessi da Radio Spendid, nonché i cantanti con i quali il maestro concluse la seconda tappa come direttore di una propria orchestra nel 1957.

Il tango attraversò negli anni ’50 e ’60 un periodo di appannamento, rispetto all’epoca d’oro degli anni ’40 le possibilità di impiego si ridussero notevolmente, così come la macchina economica che vi ruotava intorno. In questo periodo di avanguardisti, Salgán trovò lo spunto per incidere con Astor Piazzolla, unirsi poi a Ciriaco Ortíz in un duo per la pasticceria New Inn e, poco dopo, al chitarrista Ubaldo De Lío, con il quale suonò sempre in duo in altri locali come il ristorante dell’Automóvil Club di Buenos Aires. Nel 1960 Salgán incontrò un altro duo in cerca di collaborazione e lavoro, quello del violinista Enrique Francini e del contrabbassista Rafael Ferro. Decisero di unire le forze, ma per completare la nuova formazione era necessario trovare almeno un bandoneón. Presso la pasticceria Richmond, Horacio Salgán ebbe l’opportunità di incontrarsi con Pedro Laurenz, al quale proposero il progetto di realizzare un nuovo conjunto formato da cinque elementi. Nacque così il Quinteto Real, nel 1960, con il quale Salgán debuttò a Radio El Mundo e raggiunse un successo internazionale che lo portò a tournee oltreoceano, in Giappone, nel 1964, 1966 e nel 1969. Parallelamente al Quinteto Real, Salgán seguì anche un progetto di musilca folclorica con l’orchestra di Adolfo Abalos.

Nel 1969, per puro diletto, Horacio avviò una collaborazione con il pianista Dante Amicarelli, con il quale si cimentarono in composizioni jazz, fondando l’Instituto de Estudios Musicales e registrando un disco per la casa Philips. Nel 1972 realizzò uno strepitoso tour negli Stati Uniti insieme ad Ernesto Baffa (bandoneón) e Ubaldo De Lío, intervenendo anche in un LP dal titolo “All Star” promosso dalle Nazioni Unite. Anni dopo, su richiesta di una casa discografica giapponese, e visto i numerosi successi conclusi con il tour del 1981 nel Paese del Sol Levante, Salgán costituì il Nuevo Quinteto Real, integrato da Ubaldo De Lío, Leopoldo Federico (poi rimpiazzato da Néstor Marconi), Antonio Agri e Omar Murtagh.

Il 19 agosto del 2016, da poco compiuti 100 anni, Horacio Salgán si spense nel Sanatorio Güemes dopo una degenza resa necessaria dalla sua età avanzata.

Fonti consultate

  1. Todo Tango – Biografia de Horacio Salgán por Sonia Ursini
  2. Roberto Daus – Historia del Tango vol. 2
  3. Terapia Tanguera – Horacio Salgán
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Nasco come musicista nel 1987, all'età di 10 anni, ma "solo" nel 2010 ho incontrato il Tango e, iniziando per gioco, mi sono cimentato nel ruolo di musicalizador. Per "deformazione professionale" amo studiare la musica, la storia delle orchestre e gli stili, dedicando gran parte del mio tempo libero all'ascolto e alla lettura. Per condividere il frutto delle mie ricerche ho aperto da poco il mio "locale virtuale", La Milonga di Alvin, uno spazio dove è possibile scaricare gratuitamente una varietà di risorse per tutti i gusti (elenchi discografici, testi con traduzione, partiture musicali, documentari, documenti, ecc).

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