Intervista a…Fabrizio Mocata

Tango e oltre

PUBBLICATO IL 29 novembre 2018

Chi è Fabrizio Mocata?

Fabrizio Mocata sono io, siciliano DOC approdato a Firenze per completare gli studi accademici e musicali. Durante il conservatorio ho incontrato la musica di Astor Piazzolla che è stato il tramite per affacciarmi in questo mare sconfinato che è il Tango.
Dopo alcune collaborazioni in Italia e in Europa sia con musicisti nostrani che provenienti dal Rio de La Plata, decido di andare a vedere cosa succede dall’altra parte dell’oceano. Il ritrovare la nostra cultura arrivata grazie alla immigrazione tra fine 800 e inzio 900 mi ha fatto capire qual è il sentimento forte e caratterizzante che ha fatto nascere il Tango: un incontro unico tra culture, melanconie e poesie differenti che si uniscono in un solo ancestrale lamento.

Nella sua ricca carriera tantissime sono state le collaborazioni con grandi artisti mondiali e tanti anche i progetti musicali a cui ha partecipato, può raccontarci quali sono state per lei le esperienze più significative?

Parallelamente al Tango ho sempre seguito il mio percorso jazzistico esordiendo con “Puccini Moods” (MM records) in trio con G. Scaglia e E. Fioravanti e seguendo con “Free The Opera!” (RAM records) insieme sempre a Scaglia e con alla batteria l’idolo della mia gioventù Paul Wertico. Questi lavori sono stati importanti perché mi sono confrontato con pagine scritte da maestri come G. Puccini e G. Verdi rileggendole in jazz e mi hanno permesso anche di presentarli in giro per il mondo sia in trio jazz che anche nei miei recital solistici in Europa, Africa e America latina. Ho poi affrontato la rilettura di musica sacra in Jazz con “Magnificat!”. Sempre nel jazz  ho inciso a New York con grandi figure del jazz un CD di mie composizioni intitolato “Letter from Manhattan” (Alfamusic). Tutte queste esperienze mi hanno portato a essere ciò che sono, un musicista libero che affronta la musica senza pregiudizi e preconcetti, sempre pronto a nuove sfide e sperimentazioni e comunque sempre pronto a mettersi in discussione.
Nel tango arrivai prima a Montevideo insieme al cantante R. Olivera, grazie al quale ho conosciuto J. Cobelli. W. Metediera, R, Jaurena, O. Del Grossi e tanti altri. Un incontro molto importante in questo senso fu quello con il Maestro Atilio Stampone, che mi spinse, una volta che se ne sia conociuta e rispettata la tradizione, a cercare l’innovazione nel Tango senza porsi limiti o barriere di nessun tipo.
Altro momento importante è l’incontro con un altro grande personaggio che è il Tenore Fabio Armiliato, conosciuto a livello mondiale come uno dei massimi esponenti della Lirica italiana. Da quest’incontro e dalla iniziativa di Armiliato nasce il progetto Recital CanTango che lega il belcanto Italiano con l’Opera lirica attraverso la Tango Canción di Carlos Gardel. Gardel era ammiratore e ha frequentato il Tenore Italiano Tito Schipa durante il suo soggiorno a Buenos Aries, nel quale ha cantato ma anche composto dei Tanghi. Abbiamo quindi affiancato al repertorio di Gardel i brani composti da Schipa che ho arrangiato in una chiave moderna e che sono stati per la prima volta incisi nuovamente con la voce di F. Armiliato dopo quasi 100 anni.
Nel progetto discografico abbiamo ospitato grandissimi nomi cha testimoniano la validità e la varietà stilistica del lavoro come Daniela Dessì, Luis Bacalov, Ariel Ardit e Paul Wertico. Il progetto ha incluso importantissimi musicisti da Montevideo e Buenos Aires e anche un quintetto di archi italiano. L’attività dal vivo, con le coreografie de Los Guardiola, ci ha portato nei grandi teatri italiani oltre che al Maipo di Buenos Aires e la Sala Zitarrosa di Montevideo e recentemente al Royal Opera House di Muscat.
A livello musicale ho potuto anche arrangiare ed esibirmi al fianco di grandi orchestre con la Filarmonica Toscanini e l’OFI. Un altro incontro importantissimo della mia carriera è stato nel 2014, quando mi sono esibito come solista al Festival di Tango di Montevideo e ho incontrato una pianista di grandissima fama, la Maestra colombiana Teresita Gomez. Grazie a lei ho potuto conoscere la realtà di Medellín, dove ho fatto diversi recital solistici e che è legata al tango anche per la tragica morte di Carlos Gardel.
Un momento di grande intensità è stato quando nel 2016 sono stato invitato a due pianoforti con la Maestra Gomez e le voci di Marcelo Tommasi e Carmen Usuga ad esibirmi nel Festival di Tango di Medellín, uno dei più importanti a livello mondiale che si svolge nell’aeroporto Olaya Herrera dove Gardel passò dalla storia al mito. Importanti gli incontri con grandi cantanti come Raul Lavié, Sandra Luna, Martin Alvarado, Ana Karina Rossi, Marcelo Boccanera e Negro Falotico con ciascuno dei quali ho collaborato dal vivo e discograficamente e innumerevoli quelli con musicisti di grande spessore.
Altri incontri importanti sono stati con grandi ballerini con alcuni dei quali ho collaborato come Pablo Veron, Miguel Angel Zotto, Juan Carlos Copes, Sergio Cortazzo, Julio Balmaceda, Gaston Torelli. Di recente inoltre, grazie all’invito di Tato Rebora, Diego Rivarola e F. Torné ho partecipato a La Cumbre Mundial del Tango dove ho potuto passare giorni indimenticabili di Tango e condivisione. Tanti gli incontri musicali sicuramente, ma la verità è che dobbiamo valorizzare anche quelli umani.
La condivisione di vita è per me fondamentale per poter creare musica di spessore. Da questa idea nascono due progetti culturali che mi vedono presente e pronotore: I Live al ridotto del Teatro Carbonetti a Broni (PV) e l’altro è il Tertulia Tango  Firenze insieme a Damian Boggio, grandissimo tango Dj di Buenos Aires. Non c’è libro che può insegnarti il respiro del Tango, l’espressione e il sentimento, devi viverli in prima persona. Mi duole molto che diversi musicisti pensano che il Tango sia solo uno stile musicale e quindi vada appreso sulla carta.
Per me è importante tutto ciò che non si può scrivere in uno spartito o trasformare in parole. Il tango è quello lì!

Tra i suoi progetti anche un’orchestra Italo/Argentina  L’Atipica Mocata – “Tango Wine Orquesta” che  oltreagli strumenti tradizionali del tango  raccoglie anche contaminazioni stilistiche. Da questa commistione deriva il nome “atipica”? L’orquesta introduce un nuovo genere musicale: lo “Swango” un mix tra Swing e Tango, quali sono le principali caratteristiche di questo nuovo tango?

Come ho già detto cerco un modo di suonare Tango che sia un modo di essere me stesso. Poter incanalare la vena improvvisativa nel fluire del 2 x 4 è la sfida che mi sono proposto in questo progetto che ricerca anche una pulsazione e degli accenti propriamente jazzistici senza snaturare la natura del Tango. Le forme compositive e le scelte melodiche e armoniche propongono sonorità che derivano dallo swing e dal jazz più moderno. Questo è il cuore dell’atipicità in quanto l’organico (se si fa eccezione per la batteria di P. Wertico) è un tradizionale sestetto con Pianoforte, Contrabbasso, 2 Bandoneon e 2 Violini. Partner fin da subito del progetto è il Tango Wine dell’azienda Monsupello, spinta dalla figura di Laura Boatti, che insieme al rispetto della tradizione propone una costante innovazione e che cura anche la nostra immagine. Così è nato il primo Tango Wine Festival a Voghera e abbiamo portato il Tango in manifestazioni di altissimo livello come il Merano Wine Festival insieme ai grandi ballerini Luis Castro e Claudia Mendoza e la voce di Katia Palmer. Tango Wine è un brano di mia composizione che si è trasformato in “Tango y vino” con le parole di Martin Alvarado che lo ha anche interpretato in un videoclip che vede protagonisti Los Hermanos Macana tra i filari di Torricella Verzate. I musicisti che hanno registrato con me il lavoro discografico di prossima uscita sono Nico Perrone e Nicholas Enrich al bandoneon, Javier Weintraub e Damian Gonzales ai violini e i contrabbassi di Gerardo De Monaco e Pablo Motta. In Italia invece ho la fortuna di avere grandi musicisti che hanno aderito con entusiasmo alla proposta artistica e con i quali abbiamo già diversi concerti all’attivo che sono Simone Tolomeo e Ezio Borghese al bandoneon. Gen Llukaci e Sergio Zanforlin al violino e il contrabbasso di Alessio Menegolli. Non mancheranno altre sorprese e altri ospiti di riguardo nel passare dei mesi.

I suoi prossimi impegni dove la porteranno?

Cominciamo da subito. L’8 Dicembre è da tutta la vita per me una data particolare perché è il mio compleanno. Quest’anno, oltre alla rituale candelina in più, ho l’onore di essere stato invitato da Fortuna Del Prete e Fernando Cabrera ad accompagnare il grandissimo cantante Guillermo Fernandez in un live a Napoli. Dopo vari concerti in Italia a dicembre sarò a Gennaio tra Uruguay e Argentina dove registrerò con S. Luna, M. Boccanera e farò diversi live. A Febbraio sarò in Finlandia e in Sicilia. A Marzo, dopo un tour di Jazz in trio con G. Scaglia e P. Wertico, sono stato invitato a suonare per il galà di chiusura dell’importantissimo Festival di Tango di Granada nel quale mi esibirò sia come solista che insieme alla voce di Osvaldo Jimenez e al Franco Luciani Trio. Il 2019 porterà anche lo spettacolo con le mie musiche e le coreografie de Los Hermanos Macana. A Giugno sarò in Colombia. Sarò poi in estate a Varna (Bulgaria) con Fabio Armiliato e il progetto Recital CanTango in versione sinfonica e succesivamente presso l’Anfiteatro di Segesta e al Teatro Bellini di Catania. A Settembre partirò per un tour di tre mesi in tutti gli Stati Uniti. Sarò sempre e comunque impegnato in moltissimi live in Italia per cui potete seguirmi.

 Contatti:

Sito web: tangoargentino.es

Facebook: facebook.com/mocatapiano

Mail: fabriziomocata@gmail.com

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1 commento

  1. Ruben ha detto:

    Grande maestro….

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