I due mondi di…

JULIÁN CORRADINI

PUBBLICATO IL 6 dicembre 2018

Julián Corradini, in arte “Julico” nasce nel 1983 a Mar del Plata, Argentina, e ha accompagnato la sua famiglia nell’emigrazione verso l’Italia, arrivando nelle Marche, dove vive dal 1991. È cantautore, compositore, musicista, scrive e suona con e per numerosi artisti in Europa e Sudamerica.

Da giovanissimo, in bilico tra due mondi, quello di nascita argentino e quello d’origine e di adozione italiano, ti avvicini alla musica e al tango. Chi ti ha trasmesso questa passione?
Credo sia nel sangue. Me lo sono chiesto, nel tempo, e la domanda aveva sempre molteplici risposte: i miei nonni, la musica che ho respirato fin da piccolo, a casa e nelle strade, case, concerti in Argentina. Poi un giorno mi hanno detto “il tango arriva tardi ma non se ne va più” e allora ho capito che è l’insieme di tutto il vissuto a dare vita a una passione, che viene fuori in modo istintivo, seguendo la bellezza dello studiare la chitarra tango da grande, di vederlo ballare, di sentirsi parte di una cultura e di una storia, di assaporare l’autenticità di parole e note che toccano le corde del cuore.

Grazie all’ottima conoscenza di entrambe le lingue ti immergi in un lavoro di  traduzione dei tanghi. Attraverso questo “viaggio”non solo musicale, ma anche culturale cosa senti di aver portato alla luce? Quali sono invece le principali difficoltà che hai riscontrato nel lavoro di traduzione?
Credo di aver ri-portato alla luce il significato. Questa è stata anche la principale difficoltà: la mia traduzione è musicale, è fatta per essere cantata. Richiede dunque di stare nella metrica, mantenere l’assonanza, la rima, la musicalità, e ovviamente tenere come priorità quello di tradurre ogni verso mantenendo il suo significato.

Tradurre è come viaggiare nel tempo. Mi sono trovato in un attimo nella penna di persone anche di cento anni fa, nei loro occhi, nella Buenos Aires con le strade di terra, dove regnavano i coltelli, le parole erano storpiate dal gergo, i luoghi avevano altri nomi e le persone altri valori: alla fine sono tornato “indietro nel futuro” con questa raccolta di parole in italiano, che assomigliano sia a me, che agli autori.

E se “tradurre” è sempre un “tradire”, allora l’ho fatto con l’obiettivo di far capire bene di cosa parlano questi meravigliosi testi. Testi che, in pochi, sanno essere vere e proprie poesie che nascondono la storia.

Parlami del progetto Tango Italiano, anche questo un progetto a metà tra i tuoi due mondi…

Appartenere a due mondi è una condizione che non puoi cambiare. Se vieni portato via dal tuo luogo di nascita e cresci in un altro, alla fine sarai entrambe le persone. Lo definisco “doppio mondo” perché sei in entrambi allo stesso tempo. Quindi, con un piede in Argentina e uno in Italia, ho pensato di creare un ponte tra questi due paesi, tra questi due mondi.
Il progetto “Tango Italiano”, ha dunque carattere musicale, linguistico e culturale. Si tratta di un libro che è anche un concerto, da presentare in Argentina e in Italia, coinvolgendo i comuni marchigiani gemellati con le città argentine. Il primo volume, include -nella prefazione- anche la sua traduzione di una poesia di Borges sul tango.

La traduzione di questi 45 tanghi è nata per necessità, perché il pubblico dei concerti mi chiedeva di cosa parlassero. Mi sono venuti molto bene i primi, così li ho proposti in Italia e successivamente in una tournée Argentina, riscuotendo un successo inaspettato. Così, ho capito che questa traduzione era anche giusta, perché i tanghi raccontano spesso di storie di emigranti che erano per lo più italiani, e i cui discendenti sono oggi più della metà della popolazione argentina. Quindi ridare agli italiani questi racconti mi è sembrato un ottimo inizio per colmare questa separazione, per costruire il ponte di cui parlavo.

Mi piace raccontare che i miei bisnonni sono partiti con le navi e noi nipoti siamo tornati con l’aereo. Riportare le parole attraverso l’oceano è dunque come chiudere un cerchio: quello della mia famiglia.

La mia fortuna, alla fine – o inizio – di questa avventura, è che li posso anche cantare e suonare. Spero quindi di poter presto pubblicare questo primo volume e di cantare, sia in Italia che in Argentina e laddove risulterà interessante l’ascolto di questi capolavori accompagnati da parole italiane, dalla mia chitarra, dalla mia voce.

 

 

 

CONTATTI: 

juliancorradini@gmail.com
WEB http://www.julico.it
YOUTUBE https://www.youtube.com/julicorradini

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