Vita di un Tango Dj

Intervista a Max Stasi

PUBBLICATO IL 17 dicembre 2018

Max Stasi informatico per necessità, tango Dj e sommelier per passione, viaggiatore per vocazione inizia a ballare e a collezionare musica di Tango nel 1999. Nel febbraio 2006 inizia la sua attivita’ di Tango DJ e da allora collabora con diverse realtà nazionali e internazionali in Europa, Nord America e Asia..
Condividerà prossimamente nel nostro blog Tangoygotan i suoi “diari di bordo”, vivaci reportage di tango raccolti in giro per il mondo…

1) “Un DJ set è come un grande vino: complesso, intenso, speziato, armonico, persistente… e dopo ogni sorso (tanda), già desideriamo per il prossimo”. Questa sua affermazione racconta il suo lavoro di Sommelier e quello di Tango Dj. Passioni che la fanno viaggiare in tutto il mondo… Come descriverebbe questo particolare connubio nella sua vita?

Mi vengono in mente 3 parole: Passione, Emozione, Competenza. Non può esistere un grande vino che non sia fatto con passione ( a mio modesto avviso i grandi vini sono quasi solo i vini artigianali).

Un grande vino deve trasmettere emozione e unicità, altrimenti è solo un prodotto agroalimentare. Un grande vino richiede altissima competenza da parte del viticultore e dell’enologo…credo che questi siano anche gli ingredienti per la creazione di un bel DJ set… e probabilmente per ogni altra impresa umana

2) Nelle sue serate da Musicalizador che tipo di tango racconta?

Nella vita, come nel Tango amo la varietà e detesto le espressioni monocordi. Il Tango non può essere solo tristezza oppure un continuo di ritmo sparato ad alto volume. Ci sono brani tristi,  allegri, divertenti, romantici, arrabbiati, nervosi, drammatici, noiosi e gioiosi, lenti e veloci. Così come la nostra giornata è piena di sensazioni ed emozioni di ogni tipo che si susseguono e che lottano fra di loro, così cerco di “raccontare” un Tango che sia metafora della ricchezza della nostra vita emotiva.
Un bel complimento ricevuto di recente: “Max stasera ci hai regalato un vero caleidoscpoio di emozioni”

3) Prepara in anticipo le sue esibizioni? Cosa la influenza maggiormente nella scelta della musica?

Preparavo una scaletta solo nei primissimi mesi di attività. Da molto tempo il mio metodo di lavoro è basato sull’improvvisazione assoluta (supportata da anni di ascolto e di esperienza), sono influenzato dalla pratica della Mindfulness: ogni minuto della nostra vita è unico e irripetibile e così ogni DJ set è unico e irripetibile e al termine cancello la sequenza dei brani. Sono influenzato da chi è presente in quel momento nella sala, dalle mie emozioni, dalle loro emozioni. Quando riusciamo davvero ad essere nel “qui e ora” della milonga, e a dare forma all’energia ritmica ed emotiva, il lavoro è fatto (se alle spalle ci sono anni di lavoro sulla musica).

4) Il viaggio fa parte della sua vita e del suo lavoro. Diverse culture e diversi approcci al tango…

Le due cose al mondo che ci permettono di “aprire la mente” sono i libri e i viaggi. Ogni viaggio, anche quando sembra ripetitivo e non molto divertente, ci insegna qualcosa. Per quanto riguarda la mia attività di TDJ credo di aver compiuto un salto di qualità quando ho iniziato a suonare all’estero e a confrontarmi con i DJ stranieri, non perchè siano piu bravi (penso che gli italiani siano fra i migliori), ma perchè ho potuto osservare e a volte  “fare miei” diversi punti di vista, approcci alla serata, brani mai considerati, comportamenti.

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