Natale Tanguero a New York

Skyline di mezzanotte

PUBBLICATO IL 21 dicembre 2018

Da quasi 20 anni frequento con regolarità Stati Uniti e Canada per motivi professionali e personali, e da qualche anno, come “Guest Tango dj” invitato. Nel corso delle mie 100 e più visite, ho ballato e musicalizzato in festival, maratone, milonghe in quasi tutte le principali piazze del Nord America (New York, Toronto, Montreal, Chicago, Washington DC, Los Angeles, San Francisco, San Diego, Boston, Maine…)

Ho accolto con piacere l’invito di Faitango a condividere come appunti di viaggio le mie esperienze e conoscenze di quelle comunità tanguere che stanno crescendo in maniera molto interessante e che ormai trovano un posto nel mio cuore. Vorrei ricambiare la simpatia, il calore e l’apprezzamento con i quali il mio lavoro di Tango DJ viene accolto in Nord America creando un ponte fra i due continenti e generando un interesse e voglia di scambio con un mondo molto diverso eppure allo stesso tempo molto simile.

Tango a New York 

 

Anche se suona come un “cinepanettone”, iniziamo questa rassegna di appunti di viaggio nord americani da New York, in quanto si tratta della realtà numericamente più importante e perchè, stereotipi a parte, il Natale a NYC è davvero speciale. Inoltre, in questo periodo, ho sempre incontrato molti italiani in visita e mi sembra utile fornire qualche indicazione relativa agli eventi di Tango di qualità.

New York è la metropoli per eccellenza e una città unica: la si odia o la si ama. Io l’ho detestata le prime volte in cui ero quasi obbligato a visitarla “per motivi di cuore” e ora non vedo l’ora di tornarci appena mi è possibile. Per quanto riguarda il Tango, la scena è un pò particolare: i tangueros della “Grande mela” secondo le “communities” del Nord Est  hanno fama di essere un pò snob. In parte si tratta di uno stereotipo e con il tempo è comunque possibile conoscere molte persone simpatiche e diventare membri della loro community.

E poi, uscire da una milonga a tarda notte e girare per le vie di Manhattan con le luci della skyline è una sensazione impagabile.

Dal punto di vista numerico, la “densità” di Tangueros rispetto al numero di abitanti è forse più bassa di quella delle principali città eruropee, ma i numeri sono comunque importanti, trattandosi di una metropoli di 8 milioni di abitanti ai quali si aggiungono quelli degli stati vicini come New Jersey e Connecticut. A volte negli eventi più importanti si uniscono appassionati dalla Pennsylvania e perfino dagli stati del New England.

Non spetta a me fare una storia del tango a NYC, voglio solo condividere qualche ricordo e considerazione perchè in questi anni ho visto molti cambiamenti, in larga parte positivi. Le mie conisderazioni, inoltre, rigurdano il “mondo della milonga”, non degli spettacoli, dei concerti di musica e delle lezioni, dei quali c’è quasi sempre una buona offerta.

Ricordo le prime uscite, credo nell’anno 2000/2001, nelle quali trovavo una realtà molto diversa da quella italiana. A parte eccezioni come la storica ”La Nacional”, la maggior parte delle milonghe aveva luogo nelle scuole di ballo o in qualche loft, locali un pò asettici e super condizionati. Una sensazione diffusa di “politically correct” con  persone molto cortesi, ma poca atmosfera.

Ricordo divertito come l’abbraccio fosse “molto aperto”, non tanto per una scelta stilistica, ma forse per autentica difficoltà ad avvicinarsi fisicamente agli altri. Molti uomini in ansia da prestazione impegnati a stupire la partner con passi complessi piuttosto che a godere della musica e della compartecipazione. La musica a volte lasciava “perplessi”, spesso senza cortinas fra una tanda e l’atra.

 I ricordi più belli sono quelli legati al mitico “Triangulo”, una sorta di loft/abitazione di grande fascino in un palazzo storico (“Little Flatiron”), la cui forma ricorda, appunto, un triangolo. Situata nel “Meat packing district”, diventata in seguito una delle zone più “IN” e costose di New York, la milonga è stata ovviamente sfrattata causa l’abnorme aumento degli affitti. Esiste oggi un’organizzazione con lo stesso nome in un luogo differente, ma purtroppo, al momento, le loro attività non sono a mio avviso di grande interesse.

Le cose sono radicalmente cambiate con il passare degli anni. Una nuova, appassionata, generazione di ballerini, la “globalizzazione” del tango e gli scambi con gli altri paesi hanno portato il ivello e la cultura Milonguera Di New York ad essere paragonabile a quella delle importanti città europee.

L’abbraccio si è decisamente ravvicinato, mirada e cabeceo sono molto utilizzati nelle milonghe di qualità, insieme a una maggiore conoscenza e passione per la musica da ballo. Per quanto riguarda la musica, nelle milonghe serie viene suonata buona musica, prevalentemente della “Decada de oro” in tandas e cortinas. Rispetto agli eccessi di sperimentazione del passato, il miglioramento è stato enorme. Forse i DJ americani sono diventati “più realisti del re”, rimanendo nel solco delle orchestre più conosciute. Nelle mie esperienze in consolle ho notato che un pò di variazioni e l’energia italiana sono molto apprezzati dalla pista.
Concludo con qualche suggerimento. Premesso che ogni selezione è soggettiva e riflette gusti personali, come in tutte le metropoli è facile capitare in eventi di bassa qualità con persone e musica un pò particolari.

Propongo quindi la mia piccola scelta ragionata per aiutare nella decisione. La quasi totalità delle milonghe si trova a Manhattan, con rare escursioni negli altri “Borough”. Manca decisamente una scena di Brooklyn, che negli ultimi anni è diventato il “borough” più “hip” e popolato della città.

La Nacional (giovedì). Vera e propria istituzione, è una delle realtà più antiche in città. Anche se le mie ultime visite non sono state completamete soddisfacenti per la qualità della musica e per l’atmosfera, resta sempre un luogo da visitare assolutamente durante un soggiorno.

El Destino (domenica). Autentica rivelazione degl ultimi anni, è una milonga gestita dall’amica DJ Tine Herreman e dalle sue collaboratrici. Situata nell’East Village nel retro di un bar senza pretese, è un ambiente piccolo, “cosy” e un pò “grezzo” che crea “fascino tanguero”. Complici le piccole dimensioni, è facile fare conoscenza; il livello è sempre buono e si tratta di una delle milonghe più amichevoli in città. Resident DJ Tine Herreman e raramente guest DJ. Fortemente consigliato. Ho avuto il piacere di musicalizzare in una “hot (in tutti i sensi) summer night” dell’agosto 2017.

Tango Cafe (mercoledì). Gestita dagli amici Ciko e Adam, è un punto di ritrovo per i ballerini più giovani (ma non solo). Serate con una bella energia e buon livello. A volte guest DJ da altri stati o dall’estero. Il primo sabato del mese milonga speciale “Mala leche”.

All night Milonga (1 o 2 sabati al mese). Gestita da Sarah La Rocca è una delle più classiche in città. Un punto di incontro per tutti i tipi di ballerini. Si tiene ogni secondo e quinto sabato del mese.

Robin Thomas Nocturne (1 sabato al mese). Robin Thomas è uno dei DJ più conosciuti e apprezzati negli Stati Uniti. La sua “nocturne” mensile è uno degli eventi più attesi e frequentati anche da chi viene da fuori città.

Per un’escursione fuori Manhattan, domenica a Queens c’è “Astoria Tango Club” con una vibrazione più latino americana. Gettonatissima la “Practica Chan Chan”, dopo lavoro del venerdì sera. Necessario essere membri del gruppo Facebook. Se qualcuno fosse interessato https://www.facebook.com/groups/1210364279029781/?ref=br_rs

Tutti i dettagli su eventi, date e indirizzi sul sito gestito da Richard Lipkins, un’altra istituzione del tango Newyorchese. Il sito è sempre aggiornato in maniera ammirevole: https://www.newyorktango.com/

Per ulteriori info o scambio di opinioni non esitate a contattarmi via Facebook messenger: https://www.facebook.com/max.stasi.9

Buon Natale a tutti… e al prossimo capitolo “Capodanno tanguero sulla West Coast

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