Il lato oscuro del tango

....e nei tangueros

PUBBLICATO IL 19 marzo 2019

Il tango sprigiona un campo di energia generato da tutti i tangueros che si muovono nell’universo e in tutto ciò che contiene.
Il tango vive e si muove attraverso i danzanti e, senza di essi, ovviamente non esisterebbe. Nel tango e in ogni tanguero/a, come nella vita, c’è potenzialmente un lato chiaro e un lato oscuro.
Il primo è luminoso ed ha un forte legame con il galateo, il rispetto della ronda, il buon gusto nel vestire, ecc.
In questo caso i ballerini perfetti sono descritti come i tangueros che seguono la luce e i maestri di tango sono noti come messaggeri di tale danza e dovrebbero concepire pertanto il tango come una specie di sensazione interiore da trasmettere agli allievi al fine di renderli capace di interagire con il partner di ogni tanda, armonizzando nel contempo sé stessi con il fluire della musica durante i movimenti.
Ad ogni modo questo fantastico ballo ci insegna a vivere il momento, facendoci concentrare su ciò che in quel istante vogliamo fare, quali passi marcare o seguire, quali sensazioni si stanno provando e quali invece stiamo trasmettendo all’altro/a, e non dovremmo invece pensare alla prossima tanda, al prossimo evento, ecc.

Molti personaggi che gravitano intorno a questo nostro tango, guardano lontano, guardano al guadagno, guardano al “beccaggio” e si instaura inevitabilmente una guerra fra poveri. Nonostante tutto però, il tango, è forza unificante e mantiene i tangueros in pista abbracciati e connessi, a dispetto di tutto e tutti.

Si vedono bene coloro che ballano con il loro lato chiaro perché sono socievoli, si appassionano al partner del momento, usano la saggezza nel fare figure e la logica quando l’affollamento in sala non lo consente.

Chi balla con il suo lato chiaro prova emozioni positive, si impegna per migliorare la propria tecnica, cerca di capirsi e di capire gli altri, sia durante il ballo che durante le cortine. Combatte e cerca di scoraggiare coloro che sono sopraffatti dal loro lato oscuro, dando il buon esempio e avendo buone relazioni con tutti.

Chi balla con il proprio lato oscuro, è sempre crucciato perché non balla quanto vorrebbe, perché i colleghi organizzatori fanno una milonga il loro stesso giorno, perché non viene accettato all’evento su invito al quale voleva partecipare, ecc.

Si capisce che ha un sete insaziabile di vendetta e cerca di boicottare gli altri,  non invita nessun altro o non accetta alcuna mirada ritenendosi superiore.

Sono coloro che non riaccompagnano la dama a sedere, sono le donne che sdegnano di ballare con i principianti, quelli che parlano male di tutti, ballerini, maestri, organizzatori…

Dovremmo prendere l’abitudine, per scoraggiare i comportamenti di quelli afflitti dal lato oscuro, di salutarci tra noi con la frase: “Che il tango sia con te!” intendendo ovviamente il comportamento di chi ha la luce dentro, che vede questa danza come qualcosa di sacro, non superficiale.

Ad ogni modo in tutti i tangueros esistono entrambi i lati, a mio parere, come fossimo una gigantesca luna di cui vediamo sempre una delle due facce e mai  l’altra o entrambe contemporaneamente, ma di cui sappiamo  comunque l’esitenza.

Ognuno di noi ha dei comportamenti similari in base alle circostanze, agli amici, dai propri maestri, dai posti che frequenta e altro.

In realtà salvo in qualche rarissimo caso non esistono modi di fare estremi e i tangueros contengono i loro rispettivi lati oscuri. Per ballare in armonia occorre sviluppare la relazione con gli altri come fossimo note di un pentagramma che insieme determiniamo un brano da ballare. Se invece siamo in accordo dissonante creiamo tensione pertanto a maggior ragione, dobbiamo trovare un equilibrio alternando i momenti tesi a quelli rilassati.

Anche se parliamo della sala ritroviamo il lato oscuro e il lato chiaro: quando sono troppo illuminate e quando  sono troppo buie!!! Ah Ah Ah

 

 

HA SCRITTO PER NOI #
Maria Caruso

Marilù (Maria Caruso) Marina de Caro ha visto il primocielo a San Felipe (Venezuela), ha fatto il primo ocho atras a Pisa. E’ in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga

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