Solo carne fresca

StoriediTango

PUBBLICATO IL 17 giugno 2019

Quando Pelle-di-luna va in milonga, attiva il radar e fa la sua selezione.

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Solo carne fresca (ma del resto della bellezza non ti accorgi)

(https://www.storieditango.it/solo-carne-fresca/)

Pelle-di-luna – e notoriamente la luna non è liscia – scruta il panorama umano della milonga. C’è quella ragazza con la gonna stretta, gambe lunghe lunghe, che l’estate ha già colorato di caramello. È tutta un riflesso di luce, sicuramente ha il gusto dei bonbon alla fragola, o di un bagnoschiuma al cioccolato con veri pigmenti di cacao.  Nell’angolo c’è un’altra ballerina: frangetta sensuale, rossetto guizzante, forse vent’anni, massimo ventidue. Al centro della pista una donna si stropiccia tutta nell’abbraccio, spalma il corpo sulla musica, stringe gli occhi per sentire meglio quanto è forte la vita con sotto una canzone di tango. Trent’anni, non di più. Il viso ne dimostrerebbe anche meno, ma quelle righe leggere che segnano il collo parlano la lingua di chi ha passato almeno il ventottesimo compleanno.

Pelle-di-luna le vuole tutte e tre. Una alla volta le inviterà a ballare. Sentirà come si muovono le gambe della prima, assaporerà la giovinezza della seconda, godrà dell’intensità della terza. Pelle-di-luna è raggiante. La milonga ha molto da offrire. È un’ottima riserva di caccia.

Vicino al tdj volteggia Esther. Ha qualche chilo in più, portato non dal cibo, ma dall’età. La maglia asseconda la carne morbida, la pancia sporge un po’ sopra l’elastico della gonna. La guardo mentre muove il suo piccolo corpo dentro un sentimento gigante. Si sposta con la dolcezza di un’onda calma, che lentamente erode qualsiasi massa dura. Non so se esista un modo di sciogliere il mondo tutto intero, ma lei lo sta sciogliendo. Resto incantata, gli anni che si porta addosso sono ciò che la rende capace di ballare così. C’è consapevolezza nel suo abbraccio. E al tempo stesso una sorta di perdono per ciò che accade e non accade. Esther ha perdonato. Non importa cosa. È più una condizione del cuore che una relazione a qualche fatto o a qualche oggetto.

Pelle-di-luna è mio amico. Non è grasso, ma nemmeno magro, ha un po’ le sembianze del birillo o di quei pupazzi con un peso che li mantiene sempre a terra anche se li fai dondolare con spinte vigorose: si rialzano immediatamente e ti guardano con aria beota. Pelle-di-luna è un quarantenne con la voglia di vivere sempre altrove, di lavorare altrove, di pensare altrove, di divertirsi altrove, di vivere i vent’anni che non ha più altrove.

Mi indica le ballerine che ha selezionato per le tande successive. Scherzo sul fatto che siano tutte giovani. Pelle-di-luna non riflette neppure un secondo, mi risponde come stesse esponendo all’universo delle verità auto-evidenti: «Ah, certo, sopra i trentacinque nemmeno le calcolo!»

Pelle-di-luna era mio amico. Poi ha esposto la sua verità all’universo e mi è sembrato che non gli servisse altro per stare bene con se stesso. Gli ho sorriso e mi sono allontanata. Ciao, Pelle-di-luna. Enjoy.

Però, peccato, Pelle-di-luna, perché ti perdi le cose grandi. Ti perdi gli altri livelli della bellezza. Ti perdi chi è stato in grado di perdonare tutto e ha un’anima fonda così, che se ci infili una mano, non la vedi più e non la senti nemmeno più attaccata al polso. Che poi, Pelle-di-luna, se le donne dovessero usare il tuo stesso criterio per decidere se ballare con te o meno, saresti immediatamente tagliato fuori. Ciao ciao, Pelle-di-luna.

Torno a guardare Esther. Chissà, magari un giorno avrò la fortuna di essere come lei.

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HA SCRITTO PER NOI #
Anna Mio

Anna Mio ha studiato filosofia e lavora all’università. Ha vissuto in Italia, Germania e Australia. A ventinove anni ha iniziato a ballare tango, ogni giorno si chiede perché non abbia cominciato prima. Osserva le persone dal tram, ama il gelato al pistacchio, soffre se non scrive. Uno dei suoi dispiaceri più grandi è che le scarpe da tango non vadano mai in saldo. Una delle sue gioie più grandi è che il tango non vada mai in saldo.

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