IL TANGO E LE SUE AVVERSITA’

Cosa fare e cosa non fare

PUBBLICATO IL 6 agosto 2019

Negare che nel tango abbiamo difficoltà ci assimila agli struzzi e anche a qualcos’altro per chi ne è la causa. Avete presente il loro comportamento? Sia dell’uno che dell’altro? Ecco, ammettiamo perciò di dover fare i conti con la realtà tanguera e non mettiamo la testa sotto la sabbia per evitare di vederli poiché tanto rimangono comunque. Quindi cerchiamo di dare loro uno spintone per spostarli.

Fermo restando per tutti, che ballare bene e il più possibile sia l’obiettivo principale da raggiungere almeno per la maggior parte di noi, analizzare gli ostacoli, sarà sicuramente il primo passo da compiere. Che cosa mi impedisce di ballare come e quanto vorrei? Come mai non vengo invitato/a da tutti?, ecc.

Con calma, siediti e valuta cosa non va. Se hai qualche amica/o ballerino fatti aiutare poiché i feedback esterni sono fondamentali anche se ovviamente sono del tutto soggettivi. Sii consapevole di come balli, di come ti vesti, di come ti atteggi, e poi stabilisci un piano di azione evitando di rievocare la tua solita lista di lamentele deresponsabilizzanti e sicuramente la causa del tuo permanere in questa condizione. Se ti sei detto dovrei migliorare, ma non ho abbastanza tempo, valuta seriamente come gestisci le tue giornate e le tue energie e vedrai che quasi sicuramente la tua modalità usuale è il rimando e la procrastinazione. Se ti sei detto non me lo posso permettere di fare altre lezioni sicuramente la tua priorità non è il tango.
Rifletti da quanto tempo non fai dei miglioramenti e chiediti quante volte hai dei pensieri negativi in merito. Le risposte che ti darai saranno i cambiamenti che devi apportare. Per esempio se non ti senti di fare una mirada perché sai di saper ballare poco sbagli perché nel tango non necessariamente occorre avere una tecnica perfetta per godere delle emozioni dell’abbraccio.
Datti degli obiettivi a breve termine come ad esempio imparare una cosa alla volta. Sicuramente considerare cosa puoi controllare è fondamentale, ma devi considerare i tuoi determinanti distinguendo quelli modificabili (tecnica, determinazione, autostima, peso corporeo, ecc.) da quelli da non modificabili (età, costituzione fisica, salute, ecc.). prendiamo pertanto in considerazione quelli che puoi controllare:

  1. Esamina il tuo atteggiamento. Il linguaggio fondamentale è una spia micidiale del nostro stato d’animo che chiacchiera di noi anche quando stiamo a bocca chiusa. Si vede benissimo quando siamo indispettiti o arrabbiati. Perciò armatevi di pazienza e di spirito sereno prima di mettere piede in milonga.
  2. Controlla quanto impegno ci metti. Non vuol dire fare tutti i giorni una lezione di tango piuttosto di porre attenzione veramente a cosa stai facendo. Spesso si eseguono i movimenti senza veramente percepirli ma semplicemente muovendosi meccanicamente. Ricordatevi che il tango prima di tutto si sente e poi si balla.
  3. Verifica il tuo aspetto e il tuo modo di vestire. Gli abiti tangueros sono fatti apposta per valorizzare alcune parti del corpo specie per la donna e non vi sto a dire a quali parti mi riferisco tanto li sapete da voi. Ovviamente non tutto sta bene a tutti ma c’è una gamma vastissima per scegliere modelli e colori ed è solo questione di buon gusto. Se ti manca equilibrio segui un corso di yoga o pilates che ti possono far migliorare.
  4. Analizza anche se hai una cerchia di amici oppure no perché fare gruppo può essere di aiuto se non altro per non annoiarsi in milonga. Certo vedere che i tuoi amici ballano e tu no non è di certo bello ma evitare questo vuol dire ritrovarsi da soli da qualche altra parte senza ballare comunque.
  5. Ascolta gli altri  e i loro problemi. Magari li hanno risolti e puoi trovare spunti per risolvere i tuoi e non esitare a chiedere a chi ha più esperienza di te.

I suggerimenti per superare i nostri ostacoli possono essere riassunti nei seguenti punti:

  1. Carlitos o Noelia non sono diventati famosi con la loro prima tanda, ma ci sono arrivati per tappe impegnandosi e programmando gli obiettivi che volete raggiungere. Utile è fare un elenco delle cose da fare e capire qual è l’ostacolo per quel preciso passo. Se vi prefissate di diventare come Maya o Marko prima considerate  la vostra età e scegliete semmai idoli più vicini alla vostra realtà.
  2. Usa la creatività per cercare delle soluzioni alternative al  tuo problema e chiedi agli altri come ci sono arrivati, questo potrebbe darti delle informazioni importanti e farti scoprire soluzioni che non hai mai valutato prima.  Ad esempio  suggerimenti su quali maestri sono stati più efficaci rispetto agli altri pur rimanendo nella soggettività ovviamente.
  3. Devi ora considerare che qualsiasi cosa decidi cambierà strada facendo poiché l’apprendimento del tango non è mai lineare e dipende da molteplici fattori. Non cercare di rincorrere il tempo cercando solo di imparare nuove figure poiché saranno senz’altro figurette.
  4. Ricordati di farti un bel regalo una volta raggiunta una tappa come per esempio vai a un evento che ti interessa al quale avevi rinunciato poiché non pensavi di essere all’altezza.
  5. Cerca consigli e sostegno da chi ha più esperienza ed evita persone poco incoraggianti che si lamentano e basta.
  6. Cerca di seguire le regole del galateo e il rispetto per gli altri perché non sempre la stravaganza non paga.
  7. Fatti filmare per aumentare la tua consapevolezza e guarda i video dei tuoi campioni preferiti
  8. Applica il problem solvig. Per ogni problema che incontri ci sarà una soluzione ma tieni conto dei costi-benefici. Non sempre il gioco vale la candela. Alle volte quando diventi troppo bravo ti ritrovi solo. Valuta perciò se è quello che vuoi o se hai altre priorità.

Ad ogni modo errare è un fatto dei tangueros così come essere resilienti. Ballare il tango è veramente un’ottima palestra dove allenare quest’ultima qualità, l’unica capace di non farti desistere dal ballare il tango nonostante gli struzzi!!!!

 

HA SCRITTO PER NOI #
Maria Caruso

Marilù (Maria Caruso) Marina de Caro ha visto il primocielo a San Felipe (Venezuela), ha fatto il primo ocho atras a Pisa. E’ in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga

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