Il Tango per Halloween

Tanghetto o goccetto?

PUBBLICATO IL 31 ottobre 2019

Melissa si è regolarmente iscritta a una scuola di tango a settembre. Finalmente si era decisa e adesso non riusciva a staccarsi dall’idea di imparare al meglio delle sue possibilità. Ad ogni lezione era sempre la prima ad arrivare e l’ultima ad andare via. Cercava di capire e di assimilare quanto le veniva detto dai maestri.
Insomma, come capita a molti, se ne era perdutamente innamorata e lei ogni volta restava a guardare estasiata anche la lezione successiva degli intermedi/avanzati. A fine lezione gli allievi chiacchieravano sul dove andare a ballare per il fine settimana successivo e, per l’appunto, si avvicinava la festa di Halloween. In ogni città che si rispetti, in occasione di tale data, si organizza una milonga per omaggiare la serata.
I maestri della scuola non consigliavano agli allievi principianti di andare in milonga a ballare, specie per chi aveva solo qualche lezione di tango alle spalle, ma non era un divieto assoluto. Melissa curiosa e piuttosto determinata decise che quello poteva essere il suo debutto. Per l’occasione, aveva comprato un vestito rosso nuovo di zecca. Sapeva che indossandolo avrebbe fatto colpo, poiché giovane e bella, indipendentemente dal livello di ballo raggiunto ed era convinta che quella sarebbe stata la migliore serata della sua vita. Non appena fu entrata tutti si girarono a guardarla. La cosa la sorprese: di solito nessuno la notava più di tanto ma ovviamente per i veterani della milonga, un viso nuovo, è un viso nuovo.
Una volta seduta al tavolo dei maestri si sentiva già tanguera nell’anima e come succede a tutte all’inizio della “carriera tanguera”, gli uomini presenti in sala facevano a gare nel rivolgerle mirada e cabeceo. Non era in grado di capire come riusciva a muovere i passi a seguito della marca dell’uomo di turno ma in qualche modo il suo corpo si spostava ugualmente a scapito della sua volontà. Stordita da tante emozioni, si allontanò dalla pista e andò a prendere qualcosa da bere al bar. Sentì un silenzio improvviso. La musica si era fermata. L’organizzatore annunciava al microfono i ringraziamenti e il solito rituale di presentazione del tdj, delle scuole presenti, ecc. Si girò di scatto sentendo la presenza di qualcuno dietro alle sue spalle. Vide un uomo molto bello, coi capelli e abito neri, in piedi accanto a lei. “Balla con me”, le disse. Melissa riuscì appena a fare un cenno di sì col capo stordita da quel meraviglioso tanguero. Lui la condusse in pista.
La tanda ripartì subito. Poema di Canaro decantava amore e passione a tutti i presenti. Così lei si ritrovò a ballare meglio di quanto avesse fatto durante i suoi primi passi quella sera. La coppia era al centro dell’attenzione anche perché lui era forestiero, venuto chissà da quale paese per l’occasione. Allora l’uomo cominciò a farle fare dei giri, degli ocho atràs, degli ocho adelante, ecc. Lei rimase senza fiato, ma lui continuava. La faceva girare e girare. La ragazza impaurita cercò di lasciare la presa ma lui la faceva girare sempre più veloce.
I piedi le erano diventati caldi, non essendo abituata a indossare le scarpe da tango. Il pavimento sembrava quasi sciogliersi sotto di lei. Girava così veloce che ad un certo punto perse la cognizione del suo corpo e senza nemmeno capire quanto le era successo si ritrovò a sedere con la testa confusa. I suoi compagni di milonga la guardavano cercando di interpretare le emozioni di Melissa fino a quando Mario, compagno di scuola ma più avanzato le chiese: “Ti sei divertita? Ho notato che ti ha fatto fare dei giri immensi, il tanguero di prima!”. Lei lo guarda come se in realtà non vedesse nessuno davanti a sé e riprendendo fiato risponse: “Vuoi la verità? No, non mi sono divertita! Se il tango è questo non mi piace, se l’uomo che balla con te non sta veramente con la donna, non ti dà alcuna sensazione di rispetto per ciò che sai fare, per chi sei, per cosa hai da dare, ebbene non mi piace!” Poi curiosa chiese: “Ma tu lo conosci?” Lui, con una alzata di spalle: “No. Deve essere qualcuno che è venuto per l’occasione chissà da dove!”.
Lei finalmente priva di alcuna emozione chiede ancora: “A scuola ci avevano detto cose diverse. A voi tangueri dicono di fare delle belle camminate, di non correre, di rispettare la ronda e tante altre cose che quell’uomo non ha fatto. Dove sta la verità?”. Mario con un sorriso dolce le risponde come per rassicurarla: “Vedi Melissa, il tango scopre chi sei. La tua personalità si esalta nel tango. Se sei uno spaccone nella vita, lo sarai anche in pista. Se sei un rispettoso delle donne e degli altri lo sarai anche qui.
I maestri possono insegnarti la tecnica, le regole, la storia e la cultura del tango ma non possono insegnarti l’educazione che ti è mancata dai genitori. La maggior parte delle persone inizia il tango avendo già alle spalle un vissuto e un modo di fare acquisito e ben strutturato, difficile da cambiare!” Melissa appare mesta e sconsolata. Mette in dubbio adesso la sua passione per questa danza che, a quanto pare, non è come pensava fosse, una danza fatta di dolcezza, di abbracci appassionati, di carezze per l’anima.
Mario aspetta che il turbine dei pensieri si plachi in Melissa e, intercettando lo sguardo spaurito di lei, con un sorriso e un lieve cenno del capo, la invita per una tanda. Lei un po’ in ansia accetta più per cortesia che per vero desiderio e si lascia condurre in pista. L’uomo aspetta che Troilo cominci a dare il meglio di sé e porge la sua mano sinistra alla donna. Lei si appresta a stringerla e una volta completato l’abbraccio il corpo di lui si muove verso di lei per proporre un primo passo di tango.
Melissa capisce meglio, se non viene spinta, e asseconda i movimenti di lui. Rimane ancora in ansia durante i primi minuti poiché, da un momento all’altro si aspetta, che l’uomo cominci a metterla in difficoltà facendole fare cose che lei non sa e, invece, niente cambia nella marca, niente stravolge o sconvolge Melissa e la tanda finisce con una dolcezza infinita, quando alla fine delle note, loro sono ancora avvolti nell’abbraccio. Con un aria estasiata e grata Melissa si rivolge a Mario per dire semplicemente grazie. Lui per tutta risposta: “Melissa questo è il tango… la tanda ballata con il tanguero di prima era solo uno scherzetto, e ci sta, visto il tema della serata ma adesso andiamo a farci un goccetto per riprenderci!” Melissa adesso ride pensano fra sé: “Tanghetto o goccetto? Dipende! Con Mario vanno bene entrambi!!!”

HA SCRITTO PER NOI #
Maria Caruso

Marilù (Maria Caruso) Marina de Caro ha visto il primocielo a San Felipe (Venezuela), ha fatto il primo ocho atras a Pisa. E’ in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga

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