Scienza Tanguera

di Maria Caruso

PUBBLICATO IL 29 gennaio 2020

Per scienza tanguera s’intende l’insieme delle conoscenze ottenute dal tanguero tramite ricerca su articoli, riviste, informazioni di maestri o sperimentate nel ballo. Tutti si contengono il primato di Galilei poiché si tratta di verificare continuamente di saper ballare, di sapere tutto del tango, rigettando le idee altrui.
Non tutti gli scienziati del tango sono uguali e nella panoramica tanguera troviamo gli scienziati tangueri formali, quelli che semplicemente applicano la loro scienza ballando e infine i tangueri empirici senza alcun fondamento che peraltro tutto sanno fare, fuorché ballare. Non esiste ovviamente un solo tipo “puro”, poiché per certi versi sono tutti, interconnessi tra loro.
Generalmente questi scienziati sono vecchi maestri di scuola, ma di pari passo sono sempre più affiancati da maestri di nuova generazione, più giovani, che insegnano un tango più moderno. I tangueri empirici dunque hanno imparato per osservazione e hanno un approccio induttivo: se mi muovo da A a B, la donna farà altrettanto. La scientificità sta nella possibilità di verificare e di ripetere l’esperimento poiché corroborata dall’esperienza. Difetto principale di questa sottocategoria è che alle volte la tanguera non va da A a B e questo lascia il tanguero empirico nel mondo dell’incertezza che deve pertanto accontentarsi di sostenere che la sua scienza non è conoscenza e che non si può mai pretendere di raggiungere la verità assoluta, neppure come sostituto di verità come probabilità. Altra categoria di scienziati è quella dei cosiddetti “umani” che però incontrano molte difficoltà ad applicare la loro scienza perché i tangueri sono strani e non hanno lo stesso comportamento tutte le volte che ballano le tande. Ci sono anche gli scienziati tangueros molto tecnici che sono quelli che t’insegnano a ballare il tango con il metro, con il bastone, con i lacci alle caviglie e imbavagliamenti vari, offrendo alla scienza tanguera strumenti d’indagine sempre più avanzate. Certo tale scienza tecnica è quella che ha determinato il progresso nell’insegnamento del tango ma è tipica dell’addestramento e perciò facciamo attenzione poiché la passività degli allievi può divenire una cosa normale con il rischio di formare un popolo tanguero povero di creatività. Alla fine che scopo hanno questi scienziati del tango? Perché ognuno di loro si ostina a perorare la sua causa? Ognuno di loro vorrebbe sviluppare un modello di tango ideale allo scopo di avere più allievi possibili che ballano al loro stesso modo. Da qui le guerre tra gli scienziati tangueros poiché alla fine della fiera nessuno è in grado di dimostrare, ne produrre verità assolute ma semmai di indicare gli errori e di scartare le falsità soprattutto tramite face book, tenendo però sotto controllo costante e coerente la sua ipotesi sugli altri. Vorrei dire loro comunque che il vero scienziato tanguero è critico nei confronti della stessa scienza tanguera, dovrebbero, infatti, essere consapevoli di quanto poco conoscono rispetto a quanto, hanno ancora da conoscere. Curioso è notare che qualche scienziato fa confusione riguardo a ipotesi, modelli, teorie, leggi e pertanto spiegherò ognuno di questi termini nel dettaglio. Un’ipotesi è un assunto tanguero non ancora supportato da verifiche sul campo di battaglia milonguero: se non dissocio la donna, si muoverà lo stesso? Il modello invece è un’astrazione utile per fare previsioni sulla concorrenza che possiamo verificare una volta in milonga mediante osservazione: la donna figa con la minigonna balla di più se ha una scollatura profonda? Una teoria la si ha quando ancora non è stato provato niente e, difatti, in teoria questi scienziati ballano benissimo. Una legge tanguera è un valore assoluto dove tutti sono d’accordo: il tango è una camminata. Comunicherò una cattiva notizia a tutti questi scienziati: il tango si evolve, cambia, tutto è perciò relativo e non cumulativo (più passi fai meglio balli). Alcuni scienziati del tango si sono specializzati semplicemente considerando solo l’aspetto tecnico e atletico del corpo (il corpo deve essere perfetto, palestrato, vita sottile, lato b ben fatto, ecc), altri osservando l’aspetto psicologico, sociale, romantico del tango (indagine sugli allievi sulla loro vita privata, sulla loro autostima, sui loro problemi di vita e relazionale, ecc) e, infine, ci sono scienziati tangueros che studiano il tango applicato, che balla per alleviare le loro sofferenze o per alimentare l’ego personale.  Ulteriori sottotipi sono quelli scienziati che adoperano la matematica nel loro insegnamento: gli allievi imparano a contare. Difetto principale è che alla fine sanno contare solo fino a otto. Parliamo di un’altra specie di scienziati tangueros detti filosofi che sono maestri che si perdono in un mucchio di discorsi passando più della metà del tempo dedicato alle lezioni a parlare del tango, della sua storia, dell’argentina, della paternità di Canaro, ecc e i loro allievi sanno tutto in teoria, poco della pratica tanguera e della memorizzazione corporea del movimento. Ultimo elemento da considerare è lo scienziato tanguero politico che può essere chi organizza, scrive senza esporsi, mantiene le relazioni, promuove alcuni eventi piuttosto che altri per potervi accedere gratis, scopiazza in qua e in la senza considerare l’etica, la correttezza, i valori umani e colui invece che difenda a spada tratta il suo sapere, la cultura per il tango e quant’altra gira in questo mondo tanguero ritenendosi detentore assoluto di verità.

Meno male che ci sono i tangueros operai, quelli semplici, quelli che si divertono, che ballano il tango, punto.

A proposito, a tutti questi scienziati, vorrei dire che ballare con un/a principiante serve come strumento di prova se sapete o no ballare perché alla fin fine conta riuscire a danzare con la musica, per la musica e per il partner.

Buonissimo tango a tutti!!!!

HA SCRITTO PER NOI #
Maria Caruso

Marilù (Maria Caruso) Marina de Caro ha visto il primocielo a San Felipe (Venezuela), ha fatto il primo ocho atras a Pisa. E’ in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga

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4 commenti

  1. Rubèn Costanzo ha detto:

    Ma lei a perso tempo per scrivere queste sciocchezze?

  2. Maria Caruso Maria Caruso ha detto:

    Lo stesso tempo che ha perso lei a leggere…
    ognuno passa il tempo come vuole non crede?
    saluti e abbracci
    m.

  3. Maria Caruso Maria Caruso ha detto:

    Comunque grazie per feedback ma voleva essere un articolo ironico…
    Buona serata

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