Il canyengue

Alle origine del tango

PUBBLICATO IL 26 marzo 2020

 


Il Canyengue ha origini porteñe e vede il suo periodo d’oro nel cinquantennio a cavallo fra l’’800 e il ‘900.

La sua culla è il Rio de la Plata, quella vasta area fluviale fra l’Argentina e l’Uruguay;  la musica e il fiume ne sono i protagonisti assoluti, in un contesto storico tanto complesso quanto misterioso.

Si balla in modo burlesque e divertente e la sua caratteristica principale è la musicalità, l’arte di camminare restando fedeli allo spirito della musica. Ha origine dalla fusione – avvenuta nel corso dei decenni – fra ritmi africani, musiche locali e altre di importazione europea ed il termine, che si ritiene di origine africana, significa “camminare cadenzato”.

E’ l’essenza del tango, camminare abbracciati a tempo di musica; lo stile più “antico”,  precursore di tutti gli altri stili.

Ma il Tango Canyengue è ancora a conoscenza di poche persone in Italia e nel mondo, essendo andato perduto negli anni ‘30.

Ricerche storiche e contatti internazionali però hanno permesso al canyengue di rifiorire, o quanto meno di sbocciare in un contesto musicale – quello della Guardia Vieja – che sta tornando a riscuotere un sempre maggiore interesse.

Si costituisce nel 2002 a Buenos Aires il Mo.C.C.A. (Movimento Culturale del Canyengue Argentino) su iniziativa di Martha Anton e Manuel Salvadór “El Gallego Manolo”  –  coppia storica nel panorama canyengue internazionale  –  con l’intento di far rinascere questo ballo, che ci vede attivi nel contribuire ad ampliarne le prospettive.

Si pensa comunemente che il canyengue sia un ballo a se’; si parla di tango, vals, milonga e canyengue.

In realtà il canyengue è uno stile di tango, pari al “salon”, al “milonguero” e al “nuevo”.

Essendo lo stile più antico ballato troviamo però nel tango canyengue l’aspetto più scanzonato e strutturalmente più semplice. La postura, le dinamiche e l’adattabilità a qualsiasi suolo rende il canyengue uno stile di facile e veloce apprendimento; ciò si traduce in rapida soddisfazione nel riuscire a ballare in breve tempo, senza però che l’aspetto tecnico/didattico del ballo ne venga penalizzato.

L’estilo canyengue rende il tango più versatile, in ogni occasione, in ogni ambiente, con qualsiasi pavimento, in sala o all’aperto, ballando sempre la musica nel modo adatto; nuovo, innovativo, completo ma soprattutto divertente!

Un insieme di dinamiche che, mettendoci in connessione col partner, ci permettono di esprimere la musica trasformandola in abbracci e passi; passare dal canyengue ad altri stili di tango stimola la nostra creatività e abilità interpretativa, adattandola al nostro modo di relazionarci.

Il ballo del tango è l’espressione corporea di una musica che è man mano cambiata nelle varie epoche in cui è stata composta.

La musica di fine ‘800 diversa da quella dei primi del ‘900 e ancor più da quella degli anni ’40, per non parlare di quella ancora più contemporanea; cambiano le linee interpretative e gli arrangiamenti delle orchestre, cambiano gli ambienti in cui si suona e balla, cambiano gli stili di ballo.

Tutti gli stili sono ugualmente accettabili, aggreganti, divertenti; e allora impariamo ad usarli con la musica giusta, la dinamica che più si adatta, la connessione più completa!

Proporre a i principianti a quello stile meno conosciuto che è il Canyengue   può sicuramente aiutare nella didattica iniziale per chi vuole avvicinarsi al tango.

Per i tangueri già avviati diventa invece un arricchimento interpretativo.

Perduto nei tempi dei tempi il tango canyengue ha caratteristiche di semplicità di strutture e ricerca del puro divertimento, senza nulla togliere alla dolcezza.

Per chi fosse interessato a saperne di più sul TANGO CANYENGUE e/o sulla nostra proposta didattica  può contattarci all’indirizzo mail: mavarina@libero.it

 

Maura Comotti nel 2005 si avvicina al tango argentino, dopo essere stata rapita da una milonga di piazza in una sera d’estate in riva al lago. Nel 2010 poi conosce Ferruccio Diotti; fulminata sulla via di Seregno germogliano rapidamente i semi della sua avventura canyenguera. Nel 2012 sceneggia, cura, produce e realizza lo spettacolo teatrale “Ventarron – Storia di diavoli, bassifondi e bistecche”; il tango argentino in un percorso semiserio dall’Africa alla Brianza passando per il Caminito. Credendosi ormai sceneggiatrice nel 2015 scrive lo storyboard per il corto cinematografico “CANYENGUE, ALLE ORIGINI DEL TANGO”, che viene poi prodotto in collaborazione con Milonga De Baires e che ottiene il Patrocinio del Consolato Argentino e di Faitango. Si dedica anche alla stesura di un altro spettacolo teatrale – “Ma perché non ho chiamato Belfagor?” – ambientato nel periodo della guardia vieja, che viene rappresentato nel 2017 in occasione del 1° INCONTRO NAZIONALE sul Tango Canyengue “EL DIA DEL CANYENGUE”; incontro di cui cura l’organizzazione e i contenuti anche nelle edizioni successive. Avrebbe voluto dare ai suoi lavori sul CANYENGUE il titolo “RITORNO AL FUTURO”, ma il suo cane (un Bovaro delle Fiandre) si chiamava Avana, non Einstein.

 

HA SCRITTO PER NOI #
Maura Comotti

Maura Comotti nel 2005 si avvicina al tango argentino, dopo essere stata rapita da una milonga di piazza in una sera d’estate in riva al lago. Nel 2010 poi conosce Ferruccio Diotti; fulminata sulla via di Seregno germogliano rapidamente i semi della sua avventura canyenguera. Nel 2012 sceneggia, cura, produce e realizza lo spettacolo teatrale “Ventarron – Storia di diavoli, bassifondi e bistecche”; il tango argentino in un percorso semiserio dall’Africa alla Brianza passando per il Caminito. Credendosi ormai sceneggiatrice nel 2015 scrive lo storyboard per il corto cinematografico “CANYENGUE, ALLE ORIGINI DEL TANGO”, che viene poi prodotto in collaborazione con Milonga De Baires e che ottiene il Patrocinio del Consolato Argentino e di Faitango. Si dedica anche alla stesura di un altro spettacolo teatrale – “Ma perché non ho chiamato Belfagor?” – ambientato nel periodo della guardia vieja, che viene rappresentato nel 2017 in occasione del 1° INCONTRO NAZIONALE sul Tango Canyengue “EL DIA DEL CANYENGUE”; incontro di cui cura l’organizzazione e i contenuti anche nelle edizioni successive. Avrebbe voluto dare ai suoi lavori sul CANYENGUE il titolo “RITORNO AL FUTURO”, ma il suo cane (un Bovaro delle Fiandre) si chiamava Avana, non Einstein

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