Da quel giorno io ti penso

StoriediTango

PUBBLICATO IL 12 maggio 2020

 

Mi hanno detto: per un po’ non si fa.

Non si fa che cosa?

Gli abbracci, il tango. Questa storia di avere un corpo.

Ma quanto dura per un po’?

Nessuno lo sa. Però un po’ dura.

All’inizio hanno chiuso le milonghe, poi hanno ridotto le lezioni, distanziato le persone, castigato le braccia, ammonito i cuori. Alla fine hanno sigillato tutto. Figurarsi: proprio il tango, che si sta appiccicati; proprio il tango, che ci si respira addosso. Proprio il tango, che è il modo più diretto di inabissarsi nell’abbraccio di un altro.

Sembrava di essere improvvisamente sotto una dittatura, quelle situazioni in cui la prima cosa che viene bruciata è la cultura, annientati i corpi, azzerati i desideri.

È stato quel giorno – il giorno in cui hanno davvero chiuso tutto ed è divenuto chiaro che per un po’ significava una mezza eternità – che ho cominciato a immaginarti.

Ho visto la scena di noi due. Io e te. Divisi da un vetro. Come quando non ci si riesce a parlare. Come quando uno urla e l’altro è sordo. O uno ama e l’altro no.

Ci abbiamo messo del tempo a capire che c’era una persona oltre il vetro. Non ricordo chi se ne sia accorto per primo. Forse io, perché mi ero chinata a prendere una cosa e risollevando lo sguardo ho indovinato il tuo riflesso. Poi mi hai vista anche tu.

Ci siamo fatti da specchio con i palmi.

Hai battuto sul vetro con un pugno. Ti ho pregato di smettere, scuotendo la testa. Era energia sprecata. Più che vetro, sembrava acciaio.

Nell’immagine, io non vedo davvero la tua faccia. Come in quei sogni annebbiati dove si cerca inutilmente di compiere un’azione. Si viene ostacolati di continuo rimandati al punto di partenza. In questo sogno io cerco in tutti modi di guardarti il viso, ma è impossibile.

Siamo solo riusciti a prometterci che la prima tanda la faremo insieme. E forse anche la seconda e poi tutta la notte.

Non so chi sei. Ma è da quel giorno – dal giorno in cui hanno chiuso tutto – che non riesco a smettere di immaginare l’abbraccio che ti darò.

Se vorrai stare in silenzio, d’accordo. Farò io rumore per te.

***

(https://www.storieditango.it/da-quel-giorno-io-ti-penso/)

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HA SCRITTO PER NOI #
Giovanna Miolli

Giovanna Miolli ha studiato filosofia e lavora all’università. Ha vissuto in Italia, Germania e Australia. A ventinove anni ha iniziato a ballare tango, ogni giorno si chiede perché non abbia cominciato prima. Osserva le persone dal tram, ama il gelato al pistacchio, soffre se non scrive. Uno dei suoi dispiaceri più grandi è che le scarpe da tango non vadano mai in saldo. Una delle sue gioie più grandi è che il tango non vada mai in saldo.

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