Zapatos Rotos

 ballare fino a rompere le scarpe!

PUBBLICATO IL 17 luglio 2020

Nona tappa di Finché c’è tango c’è vita! Viaggio all’interno del nostro sentire

E finalmente dopo mesi di stop, possiamo tornare a viaggiare! Per ballare il nostro amato tango dovremo aspettare ancora, ma intanto cominciamo a tornare a muovere i primi passi.

Ballare e viaggiare hanno un “ingrediente” in comune molto importante, oltre alla dimensione del sentirsi liberi: un buon ballo e un buon viaggio spesso trovano la loro ragione nel paio di scarpe che si indossano.

Ballare fino a “rompere le scarpe” “hasta romper los zapatos”, viaggiare fino a consumare la suola delle scarpe, che scarpe mettere in valigia, quali sono più adatte a quel determinato ballo? Certo è che per un buon ballo e per un buon viaggio è necessario un buon paio di scarpe.

E le scarpe da tango? Perfette per il viaggio in questo ballo di vita. Una vera passione! Quante ne possediamo soprattutto noi donne! Sempre con noi, ovunque noi siamo, casa, ufficio e soprattutto in macchina, stanno lì ad aspettarci in qualsiasi momento.

Come in valigia: il primo oggetto da riporre con cura sono proprio le scarpe da tango! Il posto per loro ci deve sempre essere disponendole in maniera tale che non disturbino: discrete, una a destra e una a sinistra, oppure una in alto e una in basso, tenendo presente che il tacco può servire da spartiacque per altri oggetti, oppure che lo spazio tra tacco e suola può diventare un vano comodo per allocare qualcosa di morbido e sagomabile.

Anche in ufficio è bene averne un paio di scorta, può sempre presentarsi l’occasione di un “aperitivo tanguero” all’improvviso e non avere il tempo di passare da casa per recuperarle!

O quanto meno questo succedeva fino a un po’ di tempo fa: in questi mesi infatti le scarpette sono rimaste ferme ad aspettarci, lucide e ordinate sulla mensola più alta della scarpiera, sotto il nostro sguardo nostalgico e la nostra delicata carezza.

Ne abbiamo di tutti i tipi. Come per qualsiasi scarpa, è meglio variare per esempio l’altezza del tacco: non sempre i nostri piedi sono in grado di reggere il 10 (c’è chi osa anche di più) e quindi avere a disposizione un tacco 7 oppure 8 o una scarpa da studio…. è cosa buona e giusta!

I colori base come il nero e l’argento sono forse i primi in lista nella scarpiera: sono imprescindibili, ben si abbinano a qualsiasi abito. Ma quelle rosse e quelle dorate non possono certo mancare. E poi che dire del color carne, cosi neutro e chic da sembrare tuttuno nel suo tuttonudo col nostro smaltato piedino? Eleganza assoluta.

Le scarpe per le donne sono proprio una vera passione, a volte un’ossessione e quelle da tango diventano un perfetto alibi ulteriore per arricchire la nostra collezione.

Chissà forse si impara a ballare proprio per indossare le magiche scarpette!

D’altro canto la scarpa da ballo ha un forte immaginario sin dalla più tenera età: ricordo quando a tutti i costi volli che mia madre mi comprasse il mio primo paio di scarpette da punta, erano rosse, avevo 6 anni, le guardavo nella vetrina del negozio, certo non potevo ancora indossarle, ma il loro fascino era una magnetica attrazione!

Scarpe, scarpe e ancora scarpe!

Quale donna sa esattamente quante paia ne possiede? Quale donna non si è sentita dire dal suo uomo “ancora? Ma non ne hai già tante?”. Se non sai che cosa donare a una donna, è il regalo più certo che verrà apprezzato.

Si dice che le scarpe siano indicatori della personalità, quasi a rappresentare un’estensione del se’ e delle emozioni, nonché di alcuni tratti psicologici. Chi non ne ha mai comprato un paio quando il morale non è dei migliori?

La shoes addiction è una mania che può colpire in ogni momento: in America è stato coniato il termine “shoesaholic” per indicare una persona che possiede più di 60 paia di scarpe: nel 2011 è uscito il primo documentario sul legame intimo tra donne e scarpe analizzato dal punto di vista storico, psicologico e socioculturale, intitolato “God save my shoes”!

L’attaccamento alle scarpe esprimerebbe dunque meccanismi di compensazione. L’acquisto compulsivo risponderebbe alla necessità di colmare un vuoto esistenziale e tanto altro ancora.

Io preferisco pensare che un paio di scarpe siano semplicemente un vezzo, un vizio, un capriccio, un divertimento, un gioco di seduzione senza troppe sovrastrutture psicologiche.

La cosa buffa è che c’è un’evoluzione ai piedi della ballerina di tango visibile e divertente: all’inizio della “carriera tanguera” infatti si tende ad indossare scarpe da passeggio molto sexy e col tacco alto anche per entrare in milonga per essere diciamo “già sul pezzo”.

Dopo qualche anno, quando i nostri piedi e soprattutto i nostri metatarsi sono duramente provati, affaticati, doloranti dalle innumerevoli tande ballate per notti e notti, la vera tanguera abbandona il tacco alto da passeggio e opta per una comoda sneaker, una casta ballerina, un anfibio aggressivo, una deliziosa infradito per lasciare che i suoi poveri piedi riposino il più possibile!

Una soluzione che in fin dei conti ci fa molto felici: è una doppia opportunità! Un alibi ulteriore! Si comprano tante scarpe da passeggio nuove di zecca, senza tacco, comode, morbide e di giorno la scarpa piatta diventa l’irrinunciabile must!

E da piccole donne dall’andatura a volte timida, sportiva e un po’ goffa, diventiamo di notte altere regine, sicure e seducenti! Pronte per l’ennesimo tango! Pronte con la nostra arma di seduzione! Pronte a ballare fino a “romper los zapatos”

E a tal proposito godiamoci questa milonga ballata magistralmente dagli istrionici Mariano Otero e Alejandra Heredia, dal titolo “Zapatos rotos”, un divertente brano degli anni ’50, cantato da Armando Moreno con l’orchestra di Enrique Rodriguez. Certo le scarpe del brano erano rotte per tutt’altra ragione!

 

Buona estate cari ballerini viaggiatori, e mi raccomando, scarpette in valigia…non si sa mai!

Un abbraccio.

Vittoria Maggio

 

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