Il tango a Dubai

di Elisabetta Norzi

PUBBLICATO IL 18 settembre 2020

Il ballo proibito. Il ballo della nostalgia. Il ballo dei migranti. Il ballo che avvolge con il suono triste del bandoneon. Il tango è arrivato a Dubai da oltre dieci anni, ma solo ultimamente si è diffuso e hanno aperto diverse scuole che lo insegnano.

Non solo, la comunità dei tangueri continua a crescere e da tre anni è arrivato uno dei maestri argentini più noti al mondo, che sta portando in città, per la prima volta, l’autentica cultura del tango: Enrique De Fazio, nome d’arte Los Hermanos Macana.

“Mi hanno portato qui la mia energia e l’amore di trasmettere il tango in una città bella come Dubai – spiega Enrique De Fazio -, con un grande potenziale. Qui non si è ancora formata una vera e propria cultura del tango, e sono il primo maestro argentino fisso. Questo mi piace molto ovviamente, ma mi sento addosso anche una grande responsabilità. A Dubai c’è necessità di socializzazione, di interazione, anche perché molte persone lavorano e viaggiano di continuo e non è semplice stringere relazioni. E poi, come ogni città moderna, ha bisogno di una danza elegante come il tango. Così come questa danza è arrivata a Parigi, nelle città italiane o in Germania, credo che anche a Dubai possa affermarsi nello stesso modo”.

E in una terra deserta, dura e lontanissima dalle vecchie, calde, avvolgenti milonghe di Buenos Aires, il tango qui riacquista, stranamente, un po’ del sapore delle sue origini: quella di un ballo proibito. Sappiamo che il tango nacque all’inizio del Novecento nei porti del Rio de la Plata, tra Buenos Aires e Montevideo, rompendo totalmente con gli schemi delle danze del secolo precedente. Si ballava nei bassifondi, inizialmente solo tra uomini, proprio come  ripropongono oggi Los Hermanos Macana, improvvisando e unendo tre mondi che in quella parte di mondo e in quel preciso momento storico si incrociavano: America, Africa ed Europa.

Così, anche qui a Dubai il tango unisce chi arriva da Paesi lontani e mescola popoli e culture. Forse è il destino delle città di passaggio, città di speranze, partenze, ritorni. Sul marmo lucido dei pavimenti delle milonghe emiratine, si abbracciano persone provenenti davvero da tutto il mondo, ed è proprio questo uno degli aspetti più belli. E’ concesso ballare solamente al chiuso, negli hotel o nei ristoranti, quasi di nascosto, come allora.

Oltre alle diverse milonghe – prima del Covid-19 si poteva ballare quasi ogni sera della settimana in un posto diverso-, l’evento più importante è il Dubai Tango Festival, che porta in città maestri di fama internazionale e che in genere si svolge nel mese di maggio.

Ora, come in tanti altri Paesi del mondo, siamo tutti in attesa di poterci riabbracciare di nuovo, ma stanno riprendendo gradualmente le lezioni. Rigorosamente con la mascherina.

ELISABETTA NORZI

Chi sono? Giornalista di professione, giramondo e tanguera per passione, vivo a Dubai dal 2008. Cosa amo di più di questa città? Le sue sorprendenti contraddizioni e la convivenza, pacifica e costruttiva, tra persone provenienti da tutto il mondo. Inclusi gli abbracci multietnici delle colorate milonghe emiratine.

 

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