Tango

PUBBLICATO IL 12 dicembre 2007

In questo weekend in Veneto, mi sono portata dietro solo un piccolo libretto, adatto a una lettra saltuaria e poco impegnativa. Ero pur sempre in vacanza!!! Ho preso con me Tango di Carlo Rossella, il noto giornalista e direttore di Tg, quotidiani e riviste.

La copertina

Mi incuriosiva molto sapere cosa avesse a che fare Rossella con il tango, e ho scoperto, leggendo la premessa, che negli anni 80, all’epoca della guerra delle Malvinas-Falkland, l’autore alloggiò all’hotel Claridge in calle Tucuman, per mesi, in Buenos Aires. La censura militare bloccava i giornalisti lontano dalla scena di guerra e il loro lavoro consisteva nell’attesa che qualche notizia filtrasse dai beneinformati (spesso pilotati dall’Estado Major conjunto) o che qualcuno emettesse un comuncato stampa. E così le giornate del Nostro, trascorrevano tra letture, opere al Colon, giri dai vecchi antiquari di San Telmo chiacchiere al Caño 14 o al Viejo Almacen, in compagnia dei colleghi sadamericani …

Antiquario di San Telmo

I racconti di cui è composto il libro, poi sono stati scritti tempo dopo, fra la campagna di Saint-Tropez e le isole greche di Patmos. “Guardavo il mare e pensavo a Baires. A Borges. Lo vedevo camminare nella casa buia, aggrappandosi alle pareti come un ragno. Passo dopo passo sedersi accanto a un enorme gatto bianco. Lo vedevo prendere il bastone da passeggio. Appoggiare il viso pallido sul pomello di legno grezzo e fissare coi suoi occhi spenti un vuoto che non poteva scrutare. Mentre cercavo la trama di una storia sentivo le sue parole: <<Immaginare un racconto è come intravedere un’isola. Vedi le due punte. Il principio e la fine. Quel che succede fra questi due estremi devi inventarlo, scoprirlo. Il racconto è un breve sogno. Una corta allucinazione>>”.

Jorge Luis Borgues

Ovviamente Rossella è stato fedele a questa descrizione, regalandoci tanti piccoli racconti, sogni, allucinazioni. Più che descrizioni sono quadri: ci guidano ad immaginare una scena, una situazione, ma le parole mai si sostituiscono alla nostra fantasia, lasciandoci lo spazio per creare, per vedere il nostro racconto, dietro al racconto.
Questo avviene quando ci parla del protettore degli anni 20 e della ballerina omosessuale; o degli ex militanti che tornano dall’esilio, ciascuno con reazioni differenti; della sartina che si fa pagare da generali e politici per lasciarli sbirciare le clienti; della strega che predice i destini all’uomo politico; dell’affascinante nonna che consuma un fugace amore in taxi con uno sconosciuto, in attesa di ritirare il nipote da scuola; dell’Arsenio Lupin di Buenos Aires; del prete dalla facile assoluzione; degli incontri segreti al casino dei generali golpisti; …
Il tutto con il tango come colonna sonora: “Ascoltando il tango si avvertono guizzi di lame, fruscii di sottovesti, porte che si chiudono per sempre e fischi di bastimenti che partono per chissà dove. Un braccio, un passo, la mano, una voce, la fisarmonica, una canzone. Ed ecco il tango…”

Che dire? Non mi è dispiaciuto. Veloce da leggere, ricco di spunti di riflessione su cui tornare, un mix tra reale e fantasia che un pò spiazza…Non fosse stato di Rosella, forse la Mondadori non lo avrebbe pubblicato…

Una curiosità che mi ha stupito molto. Il libro è dedicato a Giuliano Ferrara! Chissà come mai!? Per amicizia? Per l’Argentina?

Carlo Rossella – Tango: storie di passione e avventura a Buenos Aires – Oscar Mondadori

Un caro saluto
Chiara

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2 commenti

  1. Alberto ha detto:

    Il libro di Rossella è a mio avviso…pessimo!
    Intriso di luoghi comuni su tango e Bs As, mi dà l’idea che il titolo “Tango” sia stato apposto come operazione di marketing(lo avresti acquistato se avesse avuto un altro titolo?).
    Credo che sia difficile scrivere un libro sul tango o fare un film sul tango;condivido in questo quello che dice l’amico Roberto che dice che è l’ambiente del tango ad essere un buon tessuto ove imbastire delle trame, delle storie…ma raccontare il tango è molto difficile.Rossella comunque non fa ne l’una nè l’altra cosa.
    E non perchè Rossella sia un tanguero alle prime armi.
    Il miglior racconto di Tango a mio avviso è scritto da chi il tango non lo ha mai ballato, ma è un grande della letteratura contemporanea, anche se è conosciuto piu’ come fumettista:
    Roberto Fontanarrosa(che non è il Roberto di prima).
    Il racconto è El Rey de La Milonga e dà il titolo alla raccolta in cui è inserito
    Alberto

  2. Chiara Chiara ha detto:

    Ciao Alberto
    Grazie del commento.
    Concordo con quanto detto. Effettivamente il libro l’ho comprato solo perchè c’è la parola tango nel titolo, ma io non faccio testo, lo faccio sempre. Ho deciso di leggere tutto ciò che incontro e che ha la parola Tango nel titolo, anche se poi tango è il nome di un cane!
    Uno che secondo me ha scritto bene di tango, anche se non balla tango è Todisco (QUI la recensione): questo Roberto di cui parli mi manca, ma stai certo che lo cercherò e si aggiungerà alla mia collezione.
    Spero di poter ballare presto con te un bel Canyengue … i ballerini che lo sanno fare scarseggiano assai, e a me diverte un sacco!!! 🙂
    Un abbraccio
    Chiara

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