Galliano a Roma: toccata e fuga!

PUBBLICATO IL 13 dicembre 2007

Ieri pomeriggio abbiamo sfidato la sorte. Nonostante i blocchi stradali, la poca benzina in serbatoio, una pioggia torrenziale, siamo partiti verso Roma per andare a sentire Richard Galliano in concerto. Avevamo due bei biglietti per la terza fila in platea e non vedevamo l’ora di goderci questo evento. Sorvolerò un pò sul viaggio: blocchi di camion a Rimini, a Cesena, a Orte; la neve sul passo di Verghereto, dove immancabilmente ci hanno deviato dalla E45; coda al benzinaio. Siamo arrivati “solo” con mezz’ora di ritardo! Il concerto era già iniziato e ci hanno fatto entrare, ma in galleria. Pazienza!

Era la prima volta che entravo nella sala Santa Cecilia dell’Auditorium. Un capolavoro di architettura. Un’atmosfera da “mille e una notte” per via dei pannelli di legno di ciliegio che sembrano fluttuare sul palco come tanti tappeti volanti…

Galliano è sul palco; lo accompagnano in tre: violino, contrabbasso e percussioni. Hanno appena finito di suonare un brano dai sapori brasiliani, in cui il violinista ogni tanto acennava le note di tanti auguri con fare complice (Luz negra QUI), e Galliano prende la parola al microfono; dice che il brano era dedicato ai fisarmonicisti Brasiliani, che ce ne sono tanti, come in tutto il mondo, e che tutti suonano la fisarmonica italiana!
Poi prende in mano uno strano oggetto: dice che si chiama “concertina“, ma non è la classica che conoscevo. Questa si suona con la bocca, ed è un incrocio fra un’armonica e una fisarmonica. Forse ho capito male il nome. Comunque resta in scena con il contrabbassista, Philippe Aerts di Bruxelles e ci regalano un splendido brano che, dice, descrive Parigi. E l’atmosfera parigna c’è. Il bassista fa un assolo che sarebbe piaciuto assai all’amico Franco Finocchiaro! Poi è la volta dei venezuelani, il violinista Alexis Cardenas e il percussionista Rafael Mejias. Musica ritmata; due assoli, due geni. Dico solo questo.

Ancora qualche brano dal sapore Jazz e poi arriva il momento di un grandioso Libertango (QUI); quel suo modo di far vibrare la fisarmonica è incredibile …e il finale in pianissimo! Mmmm!  Riesco a fatica a tenere Gio seduto. Quindi un vals musette, contaminato con le note di El choclo. Per concludere una versione da lacrime di Gnossienne numero 3. Sarà perchè adoro Satie, sarà perchè ha fatto un finale da brivido, lasciando che la fisarmonica respirasse in silenzio, ma mi è venuta la pelle d’oca (da papera) alta tre centimetri. Voglio far sentire il capolavoro anche a voi, soprattutto il finale (QUI).

Applausi, applausi, saluti, e son iniziati i bis. Ovviamente prima gli abbiamo cantato “tanti auguri a te” visto che era il suo compleanno. Ci ha ringraziato con due pezzi di Piazzolla: Oblivion e Esqualo (QUI). Se sul primo son riuscita a trattenere Gio, sul secondo non c’è stato nulla da fare. Aprofittando della posizione defilata in galleria, ce lo siamo ballato con gusto! Almeno arrivare tardi è servito a qualcosa…in terza fila non l’avremmo potuto fare!  😉

Ancora applausi, grida, richiesta di uscita e generosamente Galliano è uscito a concederci altri due bis. Un tango composto da lui, e una rivisitazione di quella che mi è sembrato un omaggio all’Italia con le note di “Buonasera signorina” di Buscaglione. Ancora applausi e saluti, ma nulla più!

Appagati e contenti, abbiamo aprofittato della vicinanza di una milonga che ci hanno segnalato gli amici di Malen@, e ci abbiamo fatto un giro. Visto che avevamo anche parecchia fame, siamo andati alla milonga della Luna, nel vicinissimo Giardino del tango. Ambiente accogliente, bella pista (non è vero che la striscia in mezzo da fastidio!). Sulla musica avrei da qualcosa da dire, ma andava benissimo da ascoltare mentre mangiavamo la pizza! Qualche tango siamo riusciti anche a ballarlo!

Un giro sul Ponte Milvio (senza lasciare lucchetti però!) e all’una siamo ripartiti, alternandoci alla guida. Il rientro è stato un soffio, anche perchè ci accompagnavano le note di uno strepitoso Galliano.

Un caro saluto
Chiara

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5 commenti

  1. pabe ha detto:

    complimenti per questa bella cronaca, affrontare un viaggio,credo abbastanza lungo, per realizzare un desiderio musicale ….. che bello!

  2. Chiara Chiara ha detto:

    Rimini-Roma è un viaggio lunghetto (soprattutto perchè non c’è una buona rete autostradale a unirle), ma ne è valsa senz’altro la pena!
    Ciao 🙂

  3. Daniela ha detto:

    E dire che io considero lontano l’Auditorium da Cinecittà! Complimenti! C’ero anche io e della tua descrizione ho condiviso molta “pelle d’oca”!
    Buon tango Chiara!

  4. Chiara Chiara ha detto:

    Graze Daniela. Buoni tanghi anche a te!
    🙂

  5. deborah deborah ha detto:

    Chiara che emozione! Ho tutti i cd di Galliano. La sua “Vuelvo al Sur” mi fa piangere tutte le volte. Roma era decisamente troppo lontana…per fortuna l’ho visto in passato a Ravenna.
    Grazie mille per il racconto così intenso.
    Bacio.

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