Dal nostro inviato a BsAS: El Museo Mundial del Tango

PUBBLICATO IL 22 dicembre 2007

Torna l’appuntamento con il nostro inviato da Buenos Aires, Carlos Szwarcer. Questa volta ci scrive per ricordarci l’anniversario dell’inaugurazione del Museo Mondiale del Tango, avvenuto quattro anni fa, il 22 dicembre del 2003.
Il museo è ora parte integrante dell’Academia Nacional de Tango, e si trova all’interno del Palacio Gardel, in Avenida Rivadavia, a Buenos Aires. E dove altrimenti?

 

Non è grandissimo, ma caratteristico e affascinante; merita sicuramente una visita per la ricchezza del materiale raccolto. Ci sono copertine, spartiti manoscritti, ingialliti dal tempo, strumenti appartenuti ai grandi del tango, come ad esempio il piano di Agustín Bardi. Non mancano vestiti d’epoca, come quelli di Tita Merello, María de la Fuente, di Troilo o di Grela; c’è persino uno dei cappelli di Gardel, donato dalla cantante Susana Rinaldi (per chi non la conoscesse, QUI canta Siempre se vuelve a BsAs). Non possono mancare ovviamente libri, dischi, e tantissime foto dell’olimpo del tango.

Uno degli ideatori di questo spazio culturale, ci racconta Carlos, è stato Horacio Ferrer, che ha seguito personalmente ogni momento dell’allestimento, correndo a destra e a sinistra, aiutando gli addetti a sistemare ogni cosa, fino all’ultimo minuto prima dell’inaugurazione: alle due del pomeriggio (l’inaugurazione era prevista per le sette di sera), ancora si ritagliavano le foto da inserire nelle vetrinette! Trovo tutto questo molto italiano 😉

Inaugurazione del museo

All’inaugurazione erano presenti autorità politiche e culturali, grandi del tango, giornalisti e tantissimo pubblico. Puntuale davanti a tutti, prese la parola Ferrer per raccontare i dettagli del progetto e ringraziare i finanziatori; poi lasciò la parola a Susana Rinaldi che ci teneva a sottolineare l’importanza e la storicità del momento. Carlos ci racconta che, appena presa la parola, un black-out lasciò tutti gli ospiti al buio e la Rinaldi senza microfono. Ma lei non si dette per vinta e con grandi doti istrioniche, alzando la voce, che non le manca certo, tranquillizzò tutti, per primo un costernato Ferrer, dicendo che anche in occasione dell’inaugurazione de ‘La Botica del Ángelera‘ era successa la stessa cosa e che, visto il successo, probabilmente avrebbe portato fortuna anche al Museo. Detto questo, magicamente la luce tornò a illuminare le sale del museo, richiamando un forte applauso del pubblico.

QUI la versione integrale dell’articolo di Carlos SzwarcerQUI maggiori informazioni sul museo e QUI il video di una visita al museo!

Un caro saluto
Chiara

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