Evita, il mito a passo di tango

PUBBLICATO IL 16 maggio 2012

La storia di Evita a ritmo di tango, dalla povertà al lusso, tra illusioni e caparbietà. Con il fuoco della passione tra la freddezza delle avversità. È interpretando la donna più famosa d’Argentina che Eleonora Cassano, etoile del Colon di Buenos Aires, da l’addio alla danza. «Ma non al teatro» sottolinea lei. La Cassano compie lo stesso passo di Julio Bocca, suo compagno di ballo per 20 anni, che lasciò il palcoscenico della danza nel 2007. Con lo spettacolo «Evita – la Duarte», che giunge a Roma al teatro Olimpico dal 13 al 18 marzo, la Cassano rende omaggio alla donna-mito a 60 anni dalla morte: «Quello che ammiro di lei è la grinta che aveva, la determinazione. E come riusciva ad identificarsi nel popolo che amava profondamente». Una donna amata e odiata, che ha lasciato un segno indelebile.

Eva Duarte, moglie del presidente Peron, venuta a mancare a soli 33 anni per colpa di un male incurabile, che le ha tolto la vita senza levarle la celebrità, ancora oggi è un simbolo per l’Argentina. La sua immagine riprodotta in una gigantografia campeggia su un grattacielo nel mezzo della piazza dell’Obelisco, nell’avenida 9 de Julio a Buenos Aires: un disegno voluto da Cristina Kirchner, l’attuale «presidenta » argentina. Ed è proprio lì, di fronte all’obelisco, che si concluderà la tournèe di Eleonora Cassano: con uno spettacolo in piazza aperto a tutti, nel dicembre del 2012.

Lo spettacolo «Evita – la Duarte», realizzato da Silvia Vladimivsky da un’idea di Lino Patalano con la musica di Sergio Vainikoff, è incentrato sul profilo emotivo della vita di Eva Peròn. Dalla precaria infanzia fino al suo culmine nel potere e nel lusso. Una donna insicura e timida che da Los Toldos va verso la grande città, Buenos Aires, con la sua piccola valigia, alla ricerca di un’identità e del suo posto. In un ambiente ostile, tra false illusioni e difficoltà, Eva scopre il corpo dell’altro e svela il suo. Un gioco di danza-teatro che esalta la personalità «umana» di una donna carismatica, evidenziandone passioni, conflitti, sessualità. Il tailleur, preferito da Evita a un abbigliamento più lussuoso, è simbolo della lotta, dell’identificazione nel popolo, fino a quel momento soffocato dalla potente classe aristocratica. Si apre così uno spazio per le donne e per la popolazione che non sapeva di avere un ruolo ed Evita, moglie del generale, sceglie l’azione e l’impegno sociale. Ma ignora la richieste del suo corpo che non sopporta tanta passione e finisce per crollare.

 

Fin dagli esordi negli anni ’80, ELEONORA CASSANO ha alternato la sua formazione di ballerina classica con spettacoli realizzati per lei, di teatro e danza contemporanea. Tra i suoi principali maestri ci sono Mirta Furioso, Karemia Moreno, Lidia Segni, Graciela Sultanik e Wilhelm Burmann. Ha avuto un ruolo da protagonista nel Teatro Colón di Buenos Aires, dove ha ballato con Julio Bocca, Carla Fracci, Ludmila Semeniaka, Ekaterina Maximova e Vladimir Vassiliev. Tra le opere interpretate ci sono «Romeo e Giulietta», «Don Chisciotte», «Giselle», «Il lago dei cigni». Tra gli ultimi spettacoli di tango giunti anche in Italia, c’è «Tango de Burdel,Salon y Calle». Gode di numerosi riconoscimenti sia in Argentina che all’estero. Nel 2007 ha ballato per la serata di addio alle danze di Julio Bocca. Il 28 febbraio Eleonora Cassano ha presentato lo spettacolo nella sede dell’Ambasciata argentina a Roma. Per l’occasione è stata visitata la stanza che ha ospitato Evita nel ’47, che non è mai più stata cambiata.

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