L’evoluzione del tango e l’educazione in pista

PUBBLICATO IL 4 luglio 2012

In un recente viaggio a Parigi incontro Orlando “Coco” Diaz un maestro Argentino, il governo francese gli ha dato il titolo di “cavaliere delle arti e delle danze”, merito del suo trentennale lavoro in questo paese. Insieme abbiamo parlato del tango in Europa, arrivando alla conclusione che oggi il tango sta vivendo un “passaggio”. Così come è avvenuto a Buenos Aires nei primi tempi, quando il tango originato dal “Canyengue”, è passato per il “prostibulario”, per arrivare pian piano al “Salon”. L’evoluzione ancora oggi continua sotto l’occhio vigile di alcuni maestri che trasmettono la loro esperienza e poiché fanno solo quello di mestiere, possono dedicargli oltre che l’amore il tempo per investigare e migliorare, fino a definire uno “stile”.

Sicuramente c’è la buona volontà, la passione e la professionalità nel modo di insegnare il tango in Europa, ma quello che purtroppo manca ancora è l’“educazione in pista”, l’esperienza e la capacità di sapere ballare insieme. Non credo che a Buenos Aires tutti abbiano una tecnica pazzesca, ma quando vai in milonga noti che si rispetta la pista e si da importanza soprattutto a rispettare gli spazi e l’ordine. Credo che molto dipenda dal fatto che qui in Europa si organizzano serate in posti molto grandi, in cui il ballerino si disorienta, non balla più “socialmente” e si ritrova a fare le tante figure. Le milonghe, i “salon de baile”, sono invece nati per il tango sociale ed è proprio in questi posti che si sono creati quei codici che è compito di chi insegna far conoscere e rispettare.

Che dire dei contenuti di questo numero della rivista? Sono contento della scelta di dedicare la copertina ad Astor Pantaleon Piazzolla per ricordare, a venti anni dalla scomparsa, il musicista argentino più importante del xx secolo. E forse nessuno lo poteva fare meglio della vedova del grande compositore, Laura Escalada, impegnata a tenere viva la memoria del “genio” anche con la Fondazione a lui intitolata che ha sede in Buenos Aires. Passando, poi, dalla città dei porteñi a quella delle antichità, delle arti e della storia che è Roma, la “Doble” dedica un ampio spazio alle origini del tango nella capitale con Max Civili che intervista alcuni fo

ndatori del nostro movimento a Roma. Come argentino sono fiero di sentire questo “ponte” tra due città che vivo e amo da anni… così simili nel sentimento verso la musica e il ballo del tango… Ho chiacchierato con il mio amico Felix Picherna e gli ho chiesto di raccontarsi: ne sono emerse alcune curiosità che ne svelano l’umanità intensa, semplice e nostalgica che sta dietro al personaggio con il cappello e i nastri nella valigia, così bravo a “scaldare” le notti in milonga con le sue scelte musicali.

Andrea Missè

Ma il tango non è solo gioia e questo inizio del 2012 non è andato nel migliore dei modi. La scomparsa di Andrea Missè, ballerina e coreografa, compagna di ballo di Javier Rodriguez ha lasciato un profondo dolore nel mondo del tango. È mio desiderio ricordarla con rispetto e infinito affetto.

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