Attilio Frugante – Tangofficina, via Cupa – Roma

PUBBLICATO IL 25 aprile 2013

Attilio Frugante di Tango Officina

«Nel 2001 lasciai la banca dove lavoravo rinunciando a un po’ di stipendio, perché era presto per andare in pensione per me. Ma presi la decisione. E ho fatto una scelta di cui non mi sono pentito. Mi dico sempre che ho fatto bene».

Quando hai iniziato a ballare il tango?
«Nel 1990 con i corsi al Fontanone e il lunedì alla Maggiolina. Ma già a Barcellona nell’85 ballavo un po’ di tango anche se allora preferivo il liscio e la disco e solo saltuariamente ballavo il tango».

Che tipo di tango ballavate?
«Il tango tendente al teatro che ci insegnava Silvia Vladimisky. Io ho anche insegnato con lei dopo che aveva lasciato Mtm a Napoli e ho insegnato con lei anche a Napoli nel ‘92 e nel ‘93. Il tango che ballavamo allora era molto diverso da quello di oggi e poi c’era una parte emotiva molto carina alla fine della lezione, c’era il gioco, ci si sedeva e si facevano delle rappresentazioni sceniche»

Tu oggi sei un organizzatore oltre che insegnante, che è successo dopo?
«Era più o meno il 1993 quando si aprì il gruppo di via degli Ausoni, che si chiamava Tangopolis, Eravamo 12 soci tra i quali Sergio Basile e Rosella De Salvia. Ci trovavamo il giovedì, ognuno di noi faceva a turno. La cosa divertente è che non c’era una cassa all’ingresso ma per raccogliere i soldi c’era un cestino che girava. Tangopolis è rimasta nel cuore di molti ed è durata fino al 2001 quando ci siamo spostati nella sede dove sono adesso, in via Cupa e siamo passati da 12 a 7. Ci chiedevamo se dovevamo o no comprare il locale e alla fine abbiamo preso la sala solo io e Sergio, finchè poi l’ho presa io in proprietà, investendo tutto e tirando fuori tutte le energie che avevo. All’inizio si chiamava Officina Tangopolis, poi dal 2003 è diventata Tangofficina dal 2003».

Chi c’era all’inizio a Tangofficina?
«C’erano Alberto Valente, Armando Tatafiore, Carlo Paolantoni… ma anche tanti altri… all’epoca facevo dei festival a Noto in Sicilia, in una villa dove c’era un certo Stephan di Colonia, Laura di Torino e l’avvocato Davide Gamba, anche lui di Torino»

Raccontaci qualche episodio che ricordi volentieri
«Con Tangopolis abbiamo fatto uno spettacolo molto carino sulla storia di una canzone “Domani salpa la nave” la storia è che l’anima si rallegra solo quando la nave approda nel porto di Buenos Aires. Era il 1997. Con Tangopolis abbiamo portato a Roma Tetè, Gustavo Naveira e Pablo Veron, per dire solo alcuni dei grandi. Un altro che mi ricordo con affetto è stato Nestor Rey con Patricia Garcia».

E il teatro è continuato?
«Tangopolis andava bene con il tango una volta la settimana, ma con la sala dovevamo lavorare più spesso e allora ho dato vita alla scuola di teatro Auroville di Augusto Zucchi. E’ durata quasi tre anni e tra i grandi ci sono stati anche Giuliana De Sio e Massimo D’Apporto». «Oggi invece le attività di Tangofficina sono solo di tango: con i corsi tutti i pomeriggi e le serate di martedì, sabato e domenica. Quando ce la chiedono, poi, affidiamo la gestione agli altri, da noi sono venuti in tanti, tra i quali Patrizia Messina, tra i corsi abbiamo quello di Alex e Mimma e tra le collaborazione Argentino Tango e Tango & Salsa».

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La musica  che usavate in milonga negli anni ’90 qual era?

«La musica tradizionale, il tango dell’epoca “De Oro” da Di Sarli, Pugliese, Troilo… »

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1 commento

  1. Carlo Organai ha detto:

    All’amico Attlio va riconosciuto il merito di aver saputo trasferire un pò dell’atmosfera molto particolare (indimenticabile la scala di ferro dell’antico pastificio) ti Tangopolis, a via Cupa.
    Vale per Attilio quanto ha detto Pugliese:”..nosotros somos la maquina tanguera; un tornillo de esa maquina..” ed anche io, che ho iniziato il tango nel 95, mi sento un tornillo (una vite) della macchina del tango a Roma. Vale.

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