La vita non è un tango

PUBBLICATO IL 20 agosto 2007

La vita non è un tango, ma i tanghi aiutano a viverla meglio! No! Non era proprio così la cosa … ma oggi mi suonava bene!
In realtà il titolo del post è anche il titolo di un libro di Fausto Manara, e Nuove principesse e maschi cenerentoli, è il sottotitolo.

Fausto Manara - La vita non è un tango - Sperling&Kupfer Editori

Ho comprato questo libro per tre motivi, uno più balordo dell’altro: la parola tango nel titolo (lo so è stupido, ma è più forte di me!); il cognome dell’autore che unitamente alla vignetta della copertina mi hanno fatto pensare all’adorato Milo Manara; lo sconto del 50% sul prezzo di copertina.

Sapevo che di tango ne avrei trovato ben poco, ma ciò che non avevo capito è che era un libro scritto da uno psichiatra e psicoteraeuta. Le tre motivazioni non sarebbero state sufficienti!

L’autore stava cercando una chiave di lettura per tutta una serie di problemi riscontrati negli ultimi anni sui suoi pazienti: uomini che avevano perso la loro dignità e donne che cercavano una strada verso relazioni meno complicate. E così arrivò per caso il Tango: una metafora appropriata per entrare nel vivo della questione maschile e del suo rapporto con quella femminile.

Il libro parte con la descrizione di una serata in una milonga parigina, dove l’autore può osservare alcune coppie in azione. Oltre a una serie di ovvietà sul mondo del tango, l’autore afferma: <<Quello che trasforma un buon tango in un bel tango è lo stato d’animo, l’intensità con cui ci si è dentro. Sono le implicazioni psicologiche e culturali che lo rendono “vissuto” e non solo “eseguito”. E’ la consapevolezza del proprio corpo e del proprio equilibrio che consente di lasciarsi andare alla passione della danza. E’ la capacità di assumere il proprio ruolo e di concedersi la piena libertà di interpretarlo che riesce a far muovere la coppia in sintonia, complicità e creatività.
Ingredienti oggi nient’affatto scontati, immersi come sono in una cultura dove gli stati d’animo devono essere spesso camuffati e l’autenticità manipolata per soddisfare e compiacere le pressioni esterne.
Nella cultura del fare è sempre più difficile prendersi cura del sentire e del sentirsi, reciprocamente
>>.

Dopo di che, alcuni passi di tango vengono presi a pretesto per descrivere alcuni problemi di uomini e donne della nostra epoca: ad esempio la salida basica suggerisce come l’uomo, sul passo “cinque” della vita si trovi, lui con i piedi liberi, di fronte a una donna con i piedi incrociati. Solo un uomo ben centrato nel proprio ruolo potrà indirizzare la compagna verso le figure che maggiormente valorizzeranno e aumenteranno il piacere di entrambi. Segue quindi la descrizione di una serie di casi seguiti dallo psicoterapeuta in cui gli uomini, avendo perso il senso del proprio ruolo, non riuscivano a portare avanti un buon rapporto di coppia.

 

Ocho adelante de la mujer

Poi arriva il momento dell’ocho adelante, momento in cui la donna prende un pò di autonomia e coscienza di sè, e solo una coppia ben strutturata e complice permetterà all’uomo di trovare il momento giusto per interrompere la compagna e indicarle nuove figure. Segue poi la sacada e la necessita di fare le cose con dolcezza e non con violenza. E così discorrendo, tra un passo e una descrizione di casi clinici, si passa per mordida, parada, corrida e sospensione, tornando infine alla salida basica, perchè a ogni fine corrisponde un nuovo inizio, perchè c’è sempre una nuova musica da ballare, perchè c’è sempre l’esigenza di scegliere e farsi scegliere da un nuovo partner.

Il libro termina con un capitolo di buoni consigli per aumentare la capacità comunicativa fra uomo e donna: consigli per lei e consigli per lui. Ve ne riporto alcuni. Decidete voi se farne tesoro.

Per Lei
E’ saggio non fargli domande alle quali non vi aspettate necessariamente risposte, se non ne volete ricevere una indesiderata;
è utile chiedergli esplicitamente ciò che desiderate, perchè i messaggi in codice non pagano;
è superfluo evitare di farci l’amore la prima volta che ci uscite, solo perchè potrebbe farsi una cattiva idea di voi. Lui ha già un’idea su di voi;
è masochistico frugare nelle sue cose per sapere se vi tradisce. Se è così, già lo sapete;
è antipatico considerare le ricorrenze come test per vedere se lui riesce a darvi, con il regalo azzeccato, una vera prova d’amore;
è acido usare frasi pronunciate da lui mesi o anni prima come argomenti che, inequivocabilmente, rappresentano anche in quel momento l’indice della sua malvagità. Nel frattempo, lui potrebbe aver cambiato idea;
è incauto comportarvi con lui da maestra. Anche se avete perfettamente ragione, non lo riconoscerà neanche sotto tortura;
è devastante dimenticare i suoi pantaloni in lavanderia, “già che state facendo la spesa, andando in posta e a prendere il bambino a scuola”. Verrà interpretato come una prova che non vi importa niente di lui ….

Per lui
E’ pericoloso chiederle di dirvi quanto siete bavi, dopo aver fatto di tutto per sembrare meglio di lei;
è compromettente aprirle la portiera dell’automobile la prima volta che ci uscite, quando sapete che non lo farete più. Create solo inutili illusioni;
è controproducente, volendole dimostrare attenzione, dirle che si è messa un bel vestito, quando è appena uscita dal parrucchiere e ha lasciato nel salone due terzi della sua chioma;
è rischiosissimo ripeterle la stessa domanda dieci volte in tre giorni. Può farle sorgere il dubbio che non l’ascoltiate;
è snervante aspettare che lei capisca come vi piace essere accarezzati. Tanto vale spendere due parole;
è inutile sostenere che l’ascoltate comunque anche se non togliete gli occhi dalla partita alla TV, a meno che abbiate l’accortezza di non mangiarvi nervosamente le unghie;
è velleitario, dopo una prestazione che vi è sembrata straordinaria, chiederle “ti è piaciuto?” con la speranza di ricevere una standing ovation. Se avesse voluto farlo, vi sareste risparmiati la domanda
….

Fausto Manara – La vita non è un tango – Sperling&Kupfer Editori

Un caro saluto
Chiara

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2 commenti

  1. farolit ha detto:

    interessante chiave di lettura: il tango come psicospecchio sentimentale.
    sarebbe che carino tu lo postassi anche nella blogmilonga virtuale: http://www.tangoquerido.splinder.com
    Per postate ci vuole l’invito. Per invitarti ho bisogno o di una tua mail o che almeno tu sia loggata sulla piattaforma di splinder. Spero che ti vada.
    Hasta la milonga, siempre!
    farolit

  2. Chiara Chiara ha detto:

    Credo di avere qualcosa di Splinder da qualche parte, ma sono molto disordinata, infatti avrai visto che quando vi vengo a trovare lascio commenti come anonima, anche se mi firmo. Domani lo cerco e ti faccio sapere. Intanto grazie per l’invito e la partecipazione.
    Chiara

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