Tango del mare

PUBBLICATO IL 19 ottobre 2007

Il tango che vi faccio ascoltare oggi è un tango italiano, ma veramente tango, e veramente italiano. Si tratta del brano Tango del mare composto dal napoletano Nicola Salerno, in arte Nisa, e da Pier Giorgio Redi, noto compositore di colonne sonore dei film anni 30-40.

Alla fine degli anni venti in Italia, come nel resto d’Europa, il tango tornò alla ribalta, sia per il vasto repertorio, sia per la possibilità di ballarlo in coppia. Da subito fu associato, in modo più o meno corretto, con un qualcosa di erotico, e di esotico.
E proprio quest’ultimo aspetto, cioè di ballo esotico, alimentò molti malintesi circa la sua origine, malintesi ancor oggi duri a morire.
Il tango italiano deviò in parte dalla musicalità del tango originale, quello rioplatense, e si trasformò in un genere proprio.
Però ci sono alcuni brani, come questo, che mi piacciono molto, forse perchè fanno parte della nostra storia musicale.

Il tango che ho scelto ebbe tantissimo successo, soprattutto negli anni del secondo dopoguerra. Motivo orecchiabile e testo semplice, senza chiari riferimenti a uomini o donne. Chi stia soffrendo per amore e chi faccia soffrire l’amante, possono essere sia un uomo che una donna, e dunque questo tango può essere ben interpretato, senza modificare il testo, sia da cantanti uomini che da cantanti donne.

Il tango divenne famoso grazie principalmente a tre interpreti: Meme Bianchi, Oscar Carboni e Luciano Tajoli.

QUI potete sentire la versione famosissima di Oscar Carboni (una voce molto particolare…a me sembra ogni tanto femminile!), mentre leggete il testo.

Il tango del mare

Mare, perchè questa notte mi inviti a sognar
mentre soffro e non so più scordar il mio perduto amor?
Dimmi cos’è questa musica strana che tu
dolcemente sussurri quaggiù e fai più triste il cuor.
Dal cielo scende su te come un manto d’argento
e in quest’incanto tristezza e pianto tremano in me.

Forse sarà la musica del mare che nell’attesa fa tremare il cuore
torna ogni vela e tu non vuoi tornare!…
Che lacrime amare versare fai tu!….

Mare sei tu che una sera portasti al mio cuor
in un sogno di nuvole d’or che mai non scorderò.
Corri laggiù la sua sponda ritorna a baciar
se un istante la fai ritornar la mia vita darò.
Ma l’onda corre e non sa questa voce che implora
sulla scogliera lucente e nera mormorerà.

Lo ballereste in milonga un simil tango?
Io penso che mi piacerebbe…certo che farne una tanda intera….:-)

Un caro saluto
Chiara

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