FAIblog intervista Lucia Baldini

PUBBLICATO IL 5 novembre 2007

Iniziamo una lunga e speriamo interminabile serie di interviste ai personaggi del tango con un’artista toscana che amiamo molto, Lucia Baldini, che con le sue foto ci ha fatto e ci fa’ rivivere i momenti e gli stati d’animo più intensi, che viviamo ogni sera in milonga.

Come colonna sonora di questo post abbiamo scelto “El Aire en mis Manos di Narcotango“: Lucia, con la sua macchina fotografica, è come se catturasse “El aire en sus manos” cogliendo in un singolo istante, ogni particolare, ogni movimento; ascolta Qui mentre leggi.

Giusto due note biografiche per sapere di chi stiamo parlando; per notizie più dettagliate vi rimandiamo al suo SITO , dove potrete trovare tutto e di più sul nostro personaggio.

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Lucia Baldini è nata in Toscana dove vive e lavora.

Ha fatto parte della direzione dell’etichetta discografica Materiali Sonori. Le sue assidue frequentazione nell’ambito musicale fanno sì che buona parte delle sue prime opere siano divenute un’importante testimonianza della scena underground musicale degli anni Ottanta attraverso mostre, copertine di dischi, manifesti. Lavora come fotografa di scena per varie compagnie teatrali e di danza. Trova una forte affinità nell’ambiente musicale e di danza del tango con musicisti e ballerini argentini.
Nel 1997 pubblica il libro fotografico Giorni di Tango che diviene il catalogo della mostra omonima.
Entra in contatto con le più interessanti realtà legate al tango argentino in Italia e nel 2001, in collaborazione con la giornalista Michela Fregona, realizza il volume Anime Altrove – luoghi e genti del tango argentino in Italia. Nel 1996, con lo spettacolo Omaggio a Nijinsky, diretto da Beppe Menegatti, inizia la collaborazione con Carla Fracci.
Con una selezione di materiale realizza il calendario 2000 Lucia Baldini fotografa Carla Fracci.
Nel 2003 pubblica per la Materiali Sonori il libro fotografico: Banda Improvvisa, cinquanta angeli musicanti sospesi su un cielo di note, dove appaiono anche testi di: Sergio Cofferati, Piero Pelù, Gianni Maroccolo, Hector Zazou. Pubblica nel 2005 i libri Carla Fracci – Immagini 1996 – 2005, una monografia fotografica che testimonia i dieci anni di collaborazione con la Fracci , e con Michela Fregona il libro Tangomalìa, i due libri divengono anche mostre itineranti. Inizia l’attività di fotografa di scena nell’ambito del cinema con il regista Carlo Mazzacurati nel film “La Giusta Distanza”. Conduce da alcuni anni laboratori e seminari sulla fotografia di spettacolo in scuole di fotografia, corsi universitari.
Inizia nel 1982 la sua carriera espositiva proponendo varie personali dedicate alla musica, alla danza, al ritratto e alla ricerca. Sue opere fanno parte di collezioni private italiane ed estere.

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Immagini di “Giorni di Tango” sono state pubblicate da riviste fotografiche italiane e svizzere. La pubblicazione “Giorni di tango” è anche il catalogo della mostra omonima che durante gli ultimi tre anni è stata esposta in molte località italiane. Nel Giugno’99, invitata dall’Istituto di Cultura Italiana in Portogallo dell’Ambasciata Argentina, espone “Giorni di Tango” all’interno del prestigioso teatro Trindade di Lisbona, ricevendo ampio consenso di pubblico e di critica.Nel ‘96 partecipa, come fotografa di scena, allo spettacolo di danza “ Omaggio a Nijinsky” con Carla Fracci, con la quale continua a collabora per tutto il’99 e anche il 2000. A fine ’99 con un selezione di immagini realizza il calendario 2000 “Carla Fracci fotografata da Lucia Baldini“. Il calendario viene regalato agli spettatori della Scala in occasione dello spettacolo di Fine anno. Sta lavorando alla realizzazione di un pubblicazione fotografica dedicata alla collaborazione con la Fracci. Si avvicina al mondo della moda, curando l’immagine ad alcuni stilisti emergenti toscani.

Le nostre domande

Deborah e Niky: “Cos’è cambiato nel tango da Anime Altrove a Tangomalìa?”
Lucia: Credo che sia cambiato solamente la quantità di “maestri” che sono sbarcati dall’Argentina e la quantità di persone che hanno intravisto il tango come una dimensione in cui lasciarsi coinvolgere e a volta perdere. Diciamo che si è un po’ massificato lasciando però molto in superficie il linguaggio profondo della cultura del tango.

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Deborah e Niky: “Cos’è cambiato invece dentro di lei?”
Lucia: In me è cambiato molto, soprattutto la voglia di raccontare altro oltre a quello che si può cogliere in un approccio semplice. Anime Altrove è stato un progetto che ho vissuto di impulso e con grande entusiasmo condividendolo con Michela Fregona, che si è lasciata coinvolgere e a volte stravolgere da questo viaggio nell’Italia del tango. Purtroppo le cose con l’editore sono andate male da subito e io e Michela abbiamo avuto netta la sensazione di un progetto costruito con la persona sbagliata. Infatti è stato un libro nato e morto nell’ambito di pochissimo e soprattutto un libro non curato e male collocato. Abbiamo lasciato passare un anno con una sensazione di fallimento forte, ma allo stesso tempo avevamo la consapevolezza che il progetto fosse di qualità e di contenuto e ho deciso di coinvolgere un bravo fotografo e editore (la Postarct che ha pubblicato Tangomalìa) che ha creduto in noi e ci ha dato la possibilità di riprendere in mano tutto e anzi di ampliare e di ricostruire il progetto seguendo le nostre intuizioni e la nostra voglia di raccontare anche una dimensione sociale, umana e urbana dell’Italia del Tango, e credo che siano le cose più interessanti che siamo riuscite a cogliere e interpretare.


 

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Deborah e Niky: “I luoghi che ha visitato e le persone che ha incontrato le sono rimaste certamente nel cuore. Ma cosa le hanno dato veramente ?”
Lucia: I luoghi, nel loro contesto e nella loro diversità, sono stati a volte molto coinvolgenti e capaci di narrare emozioni e umanità più intensa che le persone stesse. Altre volte invece i luoghi e le persone coinvolte hanno espresso uno stato di analogia talmente forte che sembravano muoversi all’unisono. Palermo, per esempio, è stato un incontro sia di persone che di ambienti affascinante e narrativo al tempo stesso.  Nel mercato della Vucciria, mentre organizzavamo il servizio fotografico, abbiamo percepito un senso di trasgressione, di comunicazione, di interazione e allo stesso tempo di spaesamento da parte di tutti veramente intenso. Durante gli scatti i suoni, gli odori e la presenza massiccia di persone del mercato, si è come magicamente fermato per tre minuti tra lo stupore, l’affascinazione e l’estraneamento nel vedere due persone che, con la massima semplicità e armonia, hanno condiviso il rito dell’abbraccio di fronte ad una fotografa e alla Palermo quotidiana. Veramente emozionante.

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Deborah e Niky: “Tra le tante definizioni di tango, quale sente più sua?”
Lucia: Una cultura infinita dove popolazioni provenienti da luoghi diversi, si incontrano e inventano un nuovo modo di essere.

Chiara: “Quale caratteristica cercava di catturare di Carla Fracci mentre la osservava per fotografarla? Cosa voleva far restare impresso di lei sulla pellicola?”
Lucia:  Nel mio lavoro con la Fracci ho cercato di individuare e di raccontare soprattutto come dal movimento legato alla danza, emanino le sensazioni più profonde che il protagonista o il ruolo che sta interpretando stanno narrando. Nel libro, che racconta i miei dieci anni di lavoro con la Fracci, la cosa che veramente mi piace è che ho raccontato molti aspetti emozionali del carattere della Fracci. Non è mai la stessa persona, la tensione nel gesto nell’atto della danza cambia e si modifica in ogni scatto. L’espressione del volto e del corpo prende aspetti ogni volta diversi individuando infinite possibilità emozionali.

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Chiara: “Cosa l’ha colpita? Ha trovato quello che cercava o inaspettatamente ha trovato altro? Cosa?”
Lucia: La collaborazione con la Fracci è arrivata improvvisa e inaspettata. Non avevo mai fotografato danza classica fino ad allora, mentre invece avevo già una buona frequentazione con la danza contemporanea e con il tango argentino. Confrontarmi così con la Fracci senza nessun tipo di vincolo, fin dal nostro primo incontro mi ha dato totale disponibilità sia sull’ approccio relazionale che fotografico, ho lavorato con una sensazione di totale fiducia e soprattutto ho imposto l’uso esclusivo del bianco e nero che è per me un linguaggio espressivo molto congenito e intimo.

Chiara: “Ha incontrato qualcosa del genere anche nel tango? Cosa?”
Lucia: Il tango è arrivato molto prima della Fracci, anzi è stato attraverso il tango che sono stata proposta alla Fracci come fotografa molto brava per la danza. L’incontro con il tango è avvenuto nel ’90, e si è presentato nella forma migliore per il mio modo di approcciarmi alle cose: attraverso la musica. Ho incontrato e mi è poi stato chiesto di realizzare le fotografie per le copertine dei dischi di Luis Rizzo e di Cesar Stroscio. Sono stati maestri sensibili e affascinanti a cui devo la vicinanza del sentire e la chiave che ha aperto una porta importante del mondo delle mie emozioni. Nel ’93 invece c’è stato l’incontro anche con il Tango danza e anche in questo caso posso affermare che sono stata molto fortunata incontrando come prima esperienza la Compagnia Tangueros, di Mariachiara Michieli e Alejandro Aquino. Due personaggi che attraverso i ballerini dela loro compagnia, le coreografie, i costumi e le storie interpretate, hanno saputo trasmettere raffinatezza, sobrietà, eleganza e contenuti davvero coinvolgenti.

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Chiara e Niky: “Ha mai pensato che fotografando i ballerini di tango, sulla pellicola potrebbe restare impressa anche la musica che stanno ballando?”
Lucia: Assolutamente, ma questa è per me una costante. Quando fotografo, dentro la mia testa, oltre all’immagini che voglio rappresentare attraverso la fotografia passa una colonna sonora che può essere reale oppure solo mia, intima. Per ogni foto che ho scattato potrei senza esitazione citare il brano che lo accompagna come colonna sonora.

Chiara: “Usa la musica sui set fotografici?”
Lucia: No, generalmente parlo con le persone che fotografo, è la nostra interazione che fa nascere l’intesa giusta.

Chiara: “C’è una foto, a suo giudizio, dove si ‘sente’ maggiormente questa musica?”
Lucia: Mi è difficile sceglierne solo una, come ho detto ogni mia fotografia è composta anche di musica. 

Grazie Lucia, le emozioni che ci hai dato rimarranno vive in tutti noi attraverso il calore delle tue splendide foto.

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7 commenti

  1. dctango dctango ha detto:

    Beh non ce la facevo più e alla fine ho anticipato di 2-3 ore la pubblicazione di questo post che riveste un significato particolare giacchè, con esso, faiblog inizia ad interrogare i personaggi del tango e a descrivere i luoghi del tango, soprattutto in Italia. Io mi auguro che il nostro sforzo serva a far familiarizzare ancora di più con questo nostro ballo andando a conoscere direttamente sul territorio personaggi, storie, costumi, luoghi del tango.
    Niky

  2. lulamiao ha detto:

    Complimenti per la bella intervista. Lucia Baldini fa delle foto spettacolari. Ah… quella alla Vucciria di Palermo… 🙂

  3. dctango dctango ha detto:

    Per Lula: quando l’ho messa, quella foto, ho pensato a te, ma non volevo rovinarti la sorpresa e quindi non ti ho annunciato l’imminente pubblicazione di questa intervista. 🙂

  4. dctango dctango ha detto:

    Lo ammetto…era un bel po’ che le facevamo il filo per questa intervista… Lucia è stata gentilissima e alla fine ci ha accontentati.
    Niky

  5. lulamiao ha detto:

    Grazie Doc… so che conosci il mio amore per Palermo; la ballerina che balla in quella foto ogni tanto scrive qui! È bravissima! Assieme a quel ballerino là (anche lui bravo assai!!) mi ha fatto iniziare a muovere i primi passi di tango!
    Anche per questo li adoro.

    Mia cara se ci sei….

  6. dctango dctango ha detto:

    ….batti un colpo !!!
    Ma chi è Adriana, Otrotango ?
    Niky

  7. dctango dctango ha detto:

    Notare il disappunto della Baldini, nel post, dopo averlo letto (foto): si mette le mani nei capelli 😀 !!!
    Niky

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