Quale stage di tecnica?

PUBBLICATO IL 22 gennaio 2008

Una domanda alla quale, fra gli altri, Deborah saprà senz’altro rispondere con cognizione di causa!
Quanto sono utili le basi di danza classica o moderna o contemporanea, insomma di danza, per ballare un buon tango?

In punta di piedi

Sono basi necessarie solo per le libellule che vediamo esibirsi in teatri e spettacoli, o sono necessarie anche per una buona eleganza del tango?
Visto che a lezione c’è sempre poco tempo per approfondire la tecnica, è costume di molti maestri organizzare stage di tecnica, soprattutto femminile. Perchè poi solo per signore … non è dato capirlo! 🙂

E allora che tipo di stage scegliereste: uno dove ti insegnano a fare un voleo, un gancho o un rulo, e magari a tenere lo stage è una esperta milonguera che magari non ha mai “studiato danza” oppure uno stage dove ti insegnano esercizi basici di postura, rinforzo muscolatura per l’equilibrio, tecniche per migliorare il controllo dei piedi, magari tenuto da una professionista della danza?

Cioè stage proprio per il tango, qualcosa di più trasversale o una via di mezzo? Raccontateci le vostre esperienze!

Un caro saluto
Chiara

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17 commenti

  1. lucy ha detto:

    premetto che ho qualche dubbio sugli stage di tecnica in genere…slegati come sono dall’applicazione diretta, dal “vedersela” coll’uomo, per intenderci, mi pare per lo più lascino il tempo che trovano. e poi due-tre lezioni, che fanno nel mare magnum della postura etc.? dovendo scegliere, preferisco la ballerina d’impostazione classico-moderna che balla tango. molte delle maestre argentine hanno solide basi di danza. la moderna è quella che più si avvicina al tango. va detto che lo stage di questo tipo non serve se è rivolto a persone che non hanno mai mosso un passo di danza. se, magari da bambini/e hanno fatto qualcosa, si “ritrovano”, altrimenti…
    le “milonguere”…lasciamo perdere:
    il “colore” che si mette nei propri piedi non può insegnartelo nessuno. che ci mettiamo a scimmiottare tutte gli stessi adornos di x, z, q?
    sarebbe auspicabile che donne e uomini seguissero parallelamente dei corsi di danza, anche per prendere confidenza con il proprio e altrui corpo, come propedeutica al tango. mi dicono che la qualità dei tangueri russi è alta: può darsi che il più diffuso insegnamento della danza classica abbia un’influenza significativa.

  2. Alessandro Alessandro ha detto:

    parlando da uomo trovo molto interessante lo stage di tecnica dove si invertono i ruoli e si prova a “marcare” il passo ad un altro uomo… (pessima ballerina di natura)… utile ad entrambi per “affinare” la tecnica e provare un punto di vista diverso…

    Per il resto punterei su asse, equilibrio… ma non li separerei da un corso “regolare” piuttosto li integrerei nel corso stesso… magari 10/15 minuti… regolarmente… tutte le settimane

  3. marina2312 marina2312 ha detto:

    Concordo con Lucy sul fatto che una o due lezioni di tecnica ogni tanto non servono a molto. Se nella vostra città non c’è un brava ballerina o un bravo ballerino che tiene un corso (con cadenza almeno settimanale) di tacnica, il mio consiglo è di fare qualcosa che vi faccia lavorare su stretching e addominali (vale sia per la ballerine che per i ballerini!!!) Ogni palestra di danza ha almeno un corso del genere (di solito si chiama “sbarra a terra”).

    La prevalenza di stage di tecnica femminile credo che sia dovuto a questioni di “mercato”: le ballerine sono in maggioranza e spesso non fanno gli stage di tango perchè non hanno un partner; proponedo tecnica individuale è più facile coinvolgerle.

    Io comunque ho notato una certa disaffezione ai corsi di tecnica: uno stage con la coppia “famosa” di solito è frequentato, ma se viene proposto un intero corso, almeno nella mia esperienza, viene abbastanza disertato. Capisco che non è divertente passare un’ora davanti ad uno specchio sentendosi incapace anche solo di mettere un piede di fronte all’altro, ma alla lunga i benefici sono enormi…

    Besos
    Marina

  4. lucy ha detto:

    l’espansione del discorso di marina mi trova perfettamente d’accordo. aggiungo: le motivazioni dei ballerini a ballare tango non solo sono le più strane, ma ho anche l’impressione che, in base ad esse, il duro lavoro non interessi ai più (qui siamo un manipolo di “virtuosi” e non facciamo testo).
    fare un corso in cui non impari “passi” ma quel “niente” che si chiama postura, ad esempio, che implica addominali, spalle, braccia, gambe sotto controllo, interessa a pochissimi e spesso dopo aver passato la sbornia dei primi tempi in cui domina il desiderio di imparare i famosi “passi”.
    ogni maestro o coppia di maestri può lavorare ad ogni lezione un quarto d’ora in apertura su queste cose: se alle spalle c’è scuola, male non fa.

  5. maniacus ha detto:

    Intervengo volentieri sull’argomento e soprattutto faccio riferimento agli ultimi due post.
    Imparare passi è la prima tentazione di tutti o quasi, ma in genere dopo la prima naturale scrematura, chi rimane a “fare tango”, sviluppa una tendenzza la perfezionismo, vuole capire, vuole muoversi nella musica, vuole arrivare a interpretare.
    Primo ci vuole orecchio musicale, forse esagero ma chi non ha orecchio non può fare tango (quasiasi tango) decentemente ( e non è un problema di passi).
    Secondo, la postura – FONDAMENTALE: dietro la postura ci sta l’equilibrio, la percezione di se nello spazio, e quindi l’eleganza del movimento di coppia.
    Terzo esercizio esercizio esercizio anche da soli “barra a terra”, tecnica femminile o maschile e non tanto per gli adornos quanto per la camminata e curare le cose semplici: una partenza basica ben fatta e 100 volte meglio di 10 ganchos fatti male

  6. Chiara Chiara ha detto:

    Ho avuto la fortuna di frequentare una full immersion di 3 giorni, con 3 ore di lezione al giorno, con Milena Plebs (La compagna di Zotto nell’originale Tangox2). La fortuna è stata beccarla a pochi mesi dall’inizio della mia avventura tanguera.
    A parte che era dolcissima e preparata, ci siamo fatti in quei giorni ore e ore di camminate. Esercizi per imparare a camminare in modo fluido, ogni tanto rubando il tempo per un adornino, ma tutto in scioltezza. Mi son resa conto solo dopo di quanto mi sia servito uno stage del genere!
    Concordo con Marina e con l’idea che più che uno stage, può far bene un corso parallelo tipo di “sbarra a terra”. Anzi…mi sa che mi iscriverò presto!!! 😉

  7. emanueleemanuel emanueleemanuel ha detto:

    Secondo me, dedicarsi ad “esercizi propedeutici” è sempre molto utile, e Che per fare ciò servano corsi appositi, direi di si: almeno per iniziare nel modo giusto.

    TECNICA FEMMINILE: per me è meglio farlo con una maestra impostata sulla danza classica. Però serve volontà e costanza: mia moglie è iscritta a un corso del genere, e ogni volta dice: “mi ha fatto fare ottimi esercizi, che voglio ripetere anche a casa”, ma poi a casa non ne fa nulla… soldi buttati!

    TECNICA MASCHILE: io ho fatto solo un’ora in un’occasione “spot”, ma gli esercizi che ho imparato (su camminata e pivot) li ripeto a casa (quando sono da solo) mettendo su dischi, per abbinare movimento e ritmo (è anche un modo alternativo per ascoltare musica, non seduti sul divano…).
    Ho l’impressione che questa cosa mi sia molto utile per l’equilibrio e la postura.

    CORSO DI DANZA CLASSICA? magari, avere il tempo di fare tutto!!! nella vita ci si deve accontentare, no?

  8. Alessandro Alessandro ha detto:

    chiara dice… “…Mi son resa conto solo dopo di quanto mi sia servito uno stage del genere!….”

    in effetti spesso le cose piu’ utili sono le meno divertenti…
    ricordo chi racconta di essere stato in argentina da maestri argentini per ore ed ore a “camminare”… Non era contento…

    Forse in futuro si renderà conto pure lui che quelle ore sono state un buon investimento…

    …. o forse no! 😉

    Dipende tanto anche dal soggetto… 😉

  9. Dori ha detto:

    Io sono arrivata al tango con alcune basi di danza classica( ricordo della giovane età)e con un consistente patrimonio di liscio.Sicuramente, penso, sono stata avvantaggiata nell’imparare i l tango.Ma soprattutto dall’abitudine ad apprendere passi e , in parte, dalla postura in qualche modo recuperata.
    Per quanto riguarda gli stages non disdegno neppure quelli di tecnica: ogni stage fatto mi ha “lasciato” qualche cosa e nel “rimpasto”( oddio, la situazione politica mi infuenza!!!)me lo ritrovo , piu’ che come passo, come “modalità”( non so se ho spiegato bene il concetto..forse no..ditemelo se ho detto una cavolata!)
    Comunque ho la fortuna di avere due maestri che lavorano molto sugli aspetti tecnici: tendono a far affinare la postura o il modo di portare il piede o il ginocchio piuttosto che proporre un passo nuovo o una nuova coregrafia ad ogni lezione.
    Per ora mi piace cosi( pur dopo 4 anni!)poi..vedremo:)Tanto tra qualche anno farò solo delle grandi camminate!!!!
    Ciao cari
    🙂

  10. Chiara Chiara ha detto:

    Giusto Ale!
    Però le camminate devono anche avere un senso.
    Ricordo che quelle della Plebs erano sempre sequenze di 8 tempi, fatte a tempo di tango, in cui la ripetizione continua, ti rilassava e ti portava all’automatismo. Automatismi che mi ritrovo ancora oggi in qualche occasione! 🙂

  11. Alberto Alberto ha detto:

    Io di stage non ne ho ancora fatti, ma a lezione abbiamo fatto pochi passi e molta camminata soprattutto all’ inizio.

    Mi è capitato di ballare con una donna che ha fatto classico da professionista, è stato incredibile. Non mi ricordo il viso……….. ma mi ricordo le cosce.
    Ero ancora abbastanza imbranato, eravamo tre coppie in pista cosi che di urtarsi proprio non c’era problema…..io sentivo che voleva andare, e il ritmo incalzava, allora un po’ spingevo e un po’ trattenevo dandole spazio, non so cosa facesse ma le gambe mi avviluppavano da sopra da sotto mi sacava mi ganciava, in pratica era un specie di “tango lapdance” perche ogni tanto stavo dritto come un palo e lei mi si avvinghiava come edera, cioè io stavo cercando di pensare al passo successivo e lei intanto faceva qualcosa allora aspettavo che finisse e ripartivo facevo un altro paio di passi e di nuovo ste gambe che spazzavano planeavano e mi abbracciavano, anzi mi aggambavano, lei in asse perfetto che praticamente mi teneva su… ha fatto una spaccata, piegando una gamba stendendo l’ altra e giù fino a terra e poi altre figure ….mi ricordo che un paio di vote ho pensato “ ma sono proprio io? Come ho fatto ?” ….. quando è finita la musica hanno applaudito, capirai gonna corta calze a rete tutti sti numeri… io ero tra l’ estasi e l’infarto con il fiatone e un sorriso ebete stampato in faccia che mi è andato via verso le 11.30 del mattino successivo….
    Non so se era tango non so cosa si è capito da fuori, ma mi è piaciuto e lo rifarei.
    Cosa penso al riguardo dello stage di tecnica classica?
    Adesso ho 37 anni ma se tutte le tanghere cominciano a ballare così io non arrivo ai 40 !

    Però schiatto felice!!!!!
    Mandi
    Alberto

  12. Alessandro Alessandro ha detto:

    alberto dice…. fra l’altro…. “Non so se era tango non so cosa si è capito da fuori, ma mi è piaciuto e lo rifarei.”

    ehehe… 8)) di sicuro e’ piaciuto al pubblico… e’ piaciuto a te… o_O e probabilmente e’ piaciuto anche a lei….

    …. ma non chiamare quell’esperienza “Tango” !

    😉

  13. Alberto Alberto ha detto:

    Ciao Alessandro,
    hai ragione non era “Tango” ma quando capita…..
    in realtà è stata una delle prime volte in cui ho sentito che la ballerina si fidava di me, ( probabilmente si fidava più di lei stessa a pensarci adesso) è andata così :
    Lei è di origini Bulgare ma abita in Austria, io tedesco niente lei italiano poco, siamo riusciti a scambiarci solo qualche convenevole in russo, nel turbine della danza non riuscivo a comunicare a parole, quando il ritmo è aumentato avrei voluto fermarmi ma lei andava….. allora ho pensato che fermarmi in mezzo alla pista sarebbe stata una figuraccia uguale a quella di cercare di fare cose di cui non ero pratico e mi sono lasciato andare al “ vada come vada”.
    Alla fine pur consapevole che non c’era abbraccio non c’era postura non c’era l’asse, è uscito qualcosa di buono, e mi sono detto “Vedi Alberto la materia prima c’è, basta solo studiare”.

    Perche avrete provato anche voi tutti, è frustrante dopo 6/7 mesi di lezioni che ti pare di aver capito, di essere finalmente padrone almeno della salida, accorgersi che ancora ne devi mangiare di polenta… che appena ti lasci un pò andare alla musica ricominci a manovrare le braccia, guardi in basso, il busto anticipa la gamba, ti viene da chiederti “ ma riuscirò mai a imparare ? Sono almeno un po’ portato o sono senza speranza ….?”
    Ecco i primi complimenti ti aiutano a tenere duro, quella per me è stata un’iniezione di fiducia, mi sono detto “ pur non essendo un “ballerino” ho ballato!”
    Ho fatto un casino, ha portato più lei che io ma ci siamo divertiti !
    E adesso superate le difficoltà del primo anno sono sereno, mi mancano tante cose per essere un “bravo tanghero” ma so che le potrò imparare con il tempo e la passione.
    Mandi
    Alberto

  14. deborah deborah ha detto:

    Sono particolarmente interessata all’argomento e mi associo a chi sostiene che la danza sia una buona alleata del tango, anche per gli uomini.
    Ho scoperto il tango dopo molti anni di danza classica e moderna e personalmente mi hanno aiutato molto.
    A livello strutturale: tono muscolare, addominali, schiena, spalle e piedi;
    A livello musicale: senso del ritmo, capacità di interpretazione, valore delle pause, intensità dei gesti;
    A livello fisico: conoscenza del proprio corpo, buon rapporto con il corpo degli altri, abitudine al sudore e al contatto;
    A livello mentale: rapidità di apprendimento dei passi, sviluppo del pensiero laterale, gestione e condivisione degli spazi.

    Per capire se gli stages di tecnica siano o meno efficaci bisogna provare sulla propria pelle e trarre le proprie conclusioni. Non troppo affrettate però perchè spesso i benefici hanno un lungo periodo di incubazione e affiorano anche dopo molto tempo.
    Per chi ha tempo, voglia e soldi consiglio sicuramente un corso di danza, può solo arricchire il vostro tango, se non altro in portamento e fluidità.

  15. Chiara Chiara ha detto:

    Avevo detto io che avresti avuto da dire la tua! E con competenza! Stavo solo aspettando! 😀

  16. deborah deborah ha detto:

    🙂 Che bei ricordi Chiara con quella foto! Le ho ancora quelle punte, lo sai? Mi ricordo persino l’odore di quando erano nuove, durissime e impietose, con certe bolle ai piedi da piangere! Grazie mamma che mi hai segnato a danza anche se costava un casino.

  17. Chiara Chiara ha detto:

    L’ho scelta per te! Che non mi si dica che penso solo a Dori e a Lucy!
    😉

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