Pregi e difetti del Tango live.

PUBBLICATO IL 11 febbraio 2008

Raramente capita l’occasione di ballare il Tango sulle note di un’orchestra che sta suonando, dal vivo, la tua musica preferita. E ogni volta che capita resto estasiata. Così è stato anche sabato scorso nella splendida cornice dell’Almagià, un ex magazzino dello zolfo, delle artificierie di Ravenna, in cui è stata ospitata una festa di beneficienza a favore della Fondazione Rosetti d’Argentina.

La sala dell’Almagià.

A rendere la serata magica, ci ha pensato la musica dal vivo dei Tangocinco, un quintetto di giovani, ma già talentuosi musicisti che da anni si sono dedicati al tango. C’era Pamela Falconi al flauto (sopperisce, con il suo ruolo, molto bene alla mancanza del bandoneon), Carmen Falconi al pianoforte, Giulia Costa al violoncello, Giuliano Romagnesi alla chitarra e Gian Luca Ravaglia al contrabbasso. Oltre che bravi e professionali sono stati molto elastici per ogni esigenza improvvisa degli organizzatori. Serviva un pezzo tra una sfilata e una esibizione? Pronti a regalarci un brano in più! Veramente dolci e disponibili.

Avrei continuato a ballare per ore con la loro musica. Trovo la musica dal vivo un regalo divino. Sempre. Figuriamoci quando è tango! Figuriamoci quando è di qualità! Adoro il benessere che deriva dalla cura delle vibrazioni del suono, emesse dagli strumenti. Non parla forse di questo la musicoterapia?

Mi piace sentire i brani che conosco, eseguiti con nuovi arrangiamenti, con citazioni e contaminazioni fra diversi pezzi, e anche con altri generi; mi piace essere stupita da pause e variazioni inaspettate; mi piace quando il mio ballerino riesce a sottolinearle come si deve! 🙂
Eppure non per tutti è così. Come spesso accade, durante le serate con la musica dal vivo, c’è sempre qualcuno (più d’uno) che a un certo punto se ne esce chiedendo “ma quando mettiamo i dischi?”.  😥

Capisco che per ballare con un’orchestra che non conosci, ci voglia un orecchio e una capacità diversa, anche solo per azzeccare pause e finali. Ma vuoi mettere?
E’ anche vero che una volta il tango si ballava con la musica dal vivo: lo ammetto, erano orchestre apposite e signore orchestre, ma non è comunque bellissimo quando ne abbiamo la possibilità?

E’ forse solo un problema di “pigrizia culturale”?
Chiedo lumi in tal senso a lor signori, esperti ballerini, esperti tangueri, esperti musicologi!
🙂

Un caro saluto
Chiara

ARTICOLI CORRELATI #

31 commenti

  1. Franco ha detto:

    Ciao Chiara,
    Premetto che non mi considero un esperto di niente: adoro ballare con la musica dal vivo e che ho avuto già modo di ballare sulle note dei tangocinco la scorsa estate.
    A Ravenna Purtroppo le danze al pubblico si sono aperte, a mio parere, troppo tardi, e dopo solo un paio di brani è finita la fase dal vivo..
    Avrei preferito più alternanza, il ballo da subito, inframmezzato dalle pause per le esibizioni e le sfilate degli sponsor.. penso che tutti in questo modo avrebbero apprezzato di più la presenza del gruppo dal vivo..

  2. Niky ha detto:

    Alcune formazioni suonano senza violini e bandoneon: la trovo una forte limitazione ritmica. E ballare diventa difficile.

  3. Chiara Chiara ha detto:

    Franco sono d’accordo con te. Ma in quell’organizzazione c’erano troppe (o poche?) menti. Per esempio avrei eliminato la fase “dimostrativa” di tango milonguero e “salun” (così diceva lo speaker, facendomi sganasciare dalle risate…). In effetti poi è rimasto poco tempo per il ballo e, li capisco, c’era chi scalpitava per ballare. Io però avrei voluto ballare ancora con l’orchestra.

    Per Nick non sono d’accordo. La base ritmica te la può dare anche il basso e in questo caso il piano e la chitarra, lasciando al flauto il compito della melodia. Almeno credo!
    😉

  4. Niky ha detto:

    Una sera ho messo verso la fine della serata sueno de juventud cantato da viviana vigil con una base striminsita, credo solo piano, non ricordo. Quancuno è venuto a chiedermi come si ballava…

    Il fulcro ritmico per me è rappresentato dal bandoneon (laddove esistono anche formazioni che usano la batteria ma non il caso specifico). Posso sbagliarmi….

    Unas sera ho ballato malamente sulle note di una formazione composta da contrabasso, piano e violino. Credimi senza bandoneon si perde moltissimo. E i violini….

  5. Chiara Chiara ha detto:

    Beh! Allora siamo ancora a voler ballare solo sulla battuta? 😉
    Allora non dico più nulla!
    🙂

  6. dctango dctango ha detto:

    Io somnop ancora li !!! 😀

  7. Chiara Chiara ha detto:

    Già! Ma così la possibilità infinita dove va a finire?
    Vabbè! Ti aspetto! 🙂

  8. dctango dctango ha detto:

    Per me è già difficile rispettare la battuta. Credo che qui mi fermo…. 😉

  9. Alberto Alberto ha detto:

    Dal vivo è più difficile interpretare ma si perdonano di più anche gli errori, se l’orchestra suona bene i volumi sono ben miscelati(cosa tutt’altro che scontata) è un’emozione unica …..

  10. maniacus ha detto:

    Ballare con musica dal vivo è magnifico, ma mi piacerebbe approfondire la piccola polemica tra Nicki e Chiara, che penso sia molto interessante.
    Per Nick: si anche a me piace la presenza del Bandoneon dal vivo ma non tanto come base ritmica, che può essere assunta in alternativa anche da altri strumenti, ma come fattore importante per creare il “Songo” giusto nella milonga; DETESTO l’uso della batteria nel tango, in certi dischi del Sexteto Mayor la trovo insopportabile;
    Per chiara: siamo alle solite si balla sul ritmo o sulla melodia, in battere o in levare? D’Arienzo si balla come Pugliese, Firpo come di Sarli, e Canaro quando è preso dalle sue allucinazioni?

  11. dctango dctango ha detto:

    Per me è già difficile azzeccare pause e battute figuriamoci ballare sulla melodia…
    Io sono uno sfegatato di D’Arienzo e Pugliese e quindi mi diverte ballare sulle battute e sulle pause.

  12. maniacus ha detto:

    A me piace ballare sulla melodia e sul levare, almeno ci provo

  13. Chiara Chiara ha detto:

    Non ne farei una questione in tal senso (battere/levare, ritmo/melodia). Premesso che come donna non mi posso permettere di scegliere, posso però dire che in una serata mi piace cambiare.
    Penso che per l’uomo poi la scelta non sia definitiva, ma cambi da tanda a tanda, da serata a serata, da ballerina a ballerina. Una scelta dunque guidata dalla musica e soprattutto dalla ballerina. Se è una che “sente il ritmo”, tenderà ad anticiparti per marcare il tempo e allora le tue pause diventeranno fantascienza. Se invece hai una docile creatura pronta a stop e accelerazioni, puoi dare libero sfogo a tutta la tua fantasia…ad avercela! 🙂

  14. dctango dctango ha detto:

    La fantasia non ci manca Chiara…. Metti in dubbio anche questo ? 😆

  15. maniacus ha detto:

    Le variabili che influiscono sul modo di ballare sono tantissime, ma avere più opzioni è certamente un vantaggio. Ma la variabile che più mi condiziona è la donna, se c’è feeling levare ritmo diventaniparole prive di senso

  16. Chiara Chiara ha detto:

    La fantasia? Qui ce n’è da vendere!
    🙂

  17. emanueleemanuel emanueleemanuel ha detto:

    Scusate, ma dipende dal brano, e nello stesso pezzo si può seguire l’accompagnamento e poi passare a seguire uno strumento che “canta” una melodia, e poi ritornare alla base ritmica, no?
    Dipende dal tipo di brano, dall’autore, ecc, ma soprattutto dipende se lo conosco bene o no.

    È questo che fa la differenza, soprattutto con la musica dal vivo: se è dal vero, sicuramente è un’interpretazione che non conosco, e quindi è più difficile da interpretare, o quantomeno c’è da “andarci piano con la creatività”, per non sbagliare…

  18. Giuliano ha detto:

    Salve ragazzi. Sono Giuliano, il chitarrista di Tangocinco. Ho letto attentamente le vostre osservazioni e alcune le ho trovate molto interessanti. Io non sono un esperto di ballo ma credo che il bandoneon (strumento bellissimo) non sia assolutamente indispensabile. Forse tutti non sanno che il tango nasce con il flauto, il bandoneon (che è tedesco) viene dopo. Le indecisioni di alcuni ballerini di tango quando non c’è il bandoneon nascono a mio parere dal fatto che ascoltano sempre e solo dischi vecchi in cui c’è sempre il bandoneon. Io penso che comunque sia indispensabile ballare su orchestre che suonano dal vivo, con o senza il bandoneon. Credo che sia bello anche esibirsi su musiche che non si conoscono, in cui ci sono stacchi e finali a molti ignoti. E’ una bella sfida, no?

  19. Chiara Chiara ha detto:

    Grazie Giuliano dell’intervento. Impreziosisce sicuramente il nostro blog!
    Vorrei fare una piccola precisazione su quanto dici. Non è un problema di dischi vecchi. Il binomio tango-bandoneon è soprattutto “nuovo”. Oggi basta prendere un quattro quarti con qualche “sbirulata” di bandoneon per battezzarlo tango. Alle volte nemmeno di bandoneon, anche solo di fisarmonica. Ad esempio il brano Sognami di Biagio Antonacci che vogliono far passare per tango solo per qualche strimpellata di fisarmonica!!!!
    Però forse questo è un due quarti dunque un tango milonga! 😀
    Boh!

  20. dctango dctango ha detto:

    Chiara mi ha preceduto perchè anch’io sono curioso di sapere cosa intendi per “vecchi”. Per noi tangueros, per esempio, l’eoca d’oro del tango che se non erro va dagli anni 30 ai 50 è quanto mai attuale nelle milonghe.

  21. maniacus ha detto:

    Sognami un tango? a ch imai è venuta in mente una simile idea?

  22. Chiara Chiara ha detto:

    Mah! Io lo lessi a suo tempo su un blog di tango.

  23. pamela ha detto:

    Carissimi sono la flautista del Tangocinco. trovo la querelle interessante. Al di là della filologia del Tango che può ammettere il flauto al posto del bandoneon (forse non la batteria, ma è bello anche che ci sia chi vuole sperimentare e… commercializzare?!), penso che ciò che ai ballerini o agli ascoltatori del Tango possa mancare sia il timbro e soprattutto la forza sonora del bandoneon. E’ vero altresì che a parte alcuni fortunati e piacevoli casi, mi è capitato poche volte di sentire dal vivo dei bandoneon sicuri e vigorosi, fluidi e piacevoli nella loro interpretazione. E allora lasciamolo anche agli altri strumenti il Tango,come può fare una flautista che lo adora?

  24. Niky ha detto:

    Per me ci vogliono le palle per far ballare bene dei ballerini… 😆

  25. maniacus ha detto:

    Cia o Pamela,
    concordo a pieno con te, l’equazione Bandoneon=tango non esiste e non deve esistere

  26. Niky ha detto:

    La simpaticissima Pamela (benvenuta) dice: “mi è capitato poche volte di sentire dal vivo dei bandoneon sicuri e vigorosi”:
    Prova a sentire il bandoneòn di Roberto Alvarez di Colortango.

  27. Niky ha detto:

    Poi…. una cosa è dire non c’è tango senza bandoneòn (concordo con voi) altra cosa è dire che il bandoneòn da un tocco ritmico in più che, almeno per me, è sostanziale. 😉

  28. dctango dctango ha detto:

    Certo mi manca il termine di paragone non avendo ascoltato Tangocinco 😀

    Comunque finora facendo un paragone tra le orchestre che ho ascoltato in milonga con e senza bandoneòn preferisco le prime. Naturalmente pronto a ricredermi.

  29. Giuliano ha detto:

    Ciao Chiara, sono perfettamente d’accordo su quello che dici a proposito di Antonacci. Quello che volevo dire è semplicemente che quando si ascolta tango, al 99 per cento dei casi c’è il bandoneon che va dalle mitiche orchestre di Troilo (in cui se ne trovavano anche 5 o 6) fin a Piazzolla. Quindi quando manca il bandoneon manca certamente una potenza sonora non indifferente e il ballerino non esperto si può trovare un attimo “in crisi”. Sta poi alla bravura del gruppo sopperire alla mancanza del bandoneon con arrangiamenti pensati alle timbriche del flauto e a fraseggi adatti agli strumenti. Sottolineo comunque che, a mio parere, se il gruppo suona tango. con i giusti accenti e il giusto approccio, per il ballerino non cambia nulla, sia che ci sia il flauto, sia che ci sia il bandoneon. Comunque mi fa molto piacere che siano tante persone interessate all’argomento. Un abbraccio a tutti.

  30. Niky ha detto:

    Il fatto è che nessuno dei presenti è un ballerino professionista e la differenza si sente…

    Quando ho ballato dal vivo con un’orchestra senza bandoneon ho visto gente anche brava in difficoltà.

  31. Chiara Chiara ha detto:

    Ciao Pamela e ciao Giuliano.
    Grazie per essere intervenuti nella discussione, che trovo interessante.
    Capita spesso di incontrae formazioni senza bandoneon che suonano tango, anche perchè in Italia sarebbe semmai più semplice trovare un fisarmonicista.
    Comunque se il gruppo funziona, si balla bene anche senza bandoneon; in quanto all’ascoltare bene credo che nessuno abbia dubbi! :-=
    Franco Finocchiaro mi ha raccontato che il loro trio (piano, contrabbasso e violino) sia stato chiamato a suonare anche a BsAs! Almeno così ricordo. Poi non so se sia stato chiamato per l’ascolto (visto che a BsAs magari apprezzano già di più anche questo aspetto del tango) o per il ballo. Comunque io ricordo di aver apprezzato la loro musica anche per il ballo!

    Poi, ci tengo a ripeterlo, per me la musica dal vivo è curativa!
    🙂
    Alla prossima terapia! 😀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*