Tango … oltre la musica

PUBBLICATO IL 22 aprile 2008

Prendo spunto per questo post da un commento che ci ha lasciato Marzia, l’autrice della poesia postata da Aurora qualche giorno fa.
Marzia dice:
Ieri è successa una cosa meravigliosa durante l’esibizione di due ballerini della scuola di Tango, a causa di un disguido tecnico, è mancata per pochi secondi la musica e loro hanno ovviamente continuato, ma per me è stato stupendo pensare che la musica fossero loro, con i loro occhi chiusi, i loro movimenti dolci e sinuosi, mi è venuta le pelle d’oca, mi ha lasciato nel cuore l’essenza del TANGO.

 

Mi è piaciuta molto questa descrizione, e mi ha fatto riflettere: il tango oltre la sua splendida musica.

Il tango non è solo un ballo, il tango non è solo la musica: il tango è tango, il tango ce l’abbiamo dentro quando balliamo: il tango siamo noi! Bello!  😉 Grazie Marzia! Una vera poesia.

Un caro saluto
Chiara

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14 commenti

  1. aurorabeli ha detto:

    Posso confessare una cosa?
    Il ballo che a me piace è il tango, semmai il Tango, ma mai il TANGO.
    Mi spiego meglio.
    Per me è un ballo di emozioni giocate a volte sul filo della dolcezza, a volte della passione forte, sempre dell’emozione intensa, ma mai urlata ne è me nè al mondo.
    Capisco che per una persona che non balla, o un’anima particolarmente sensibile, scrivere in maiuscole il nome richiami l’ente che ha ispirato.
    Ma per me che ballo, seppur apprezzando l’interesse e la passione altrui, il tango è un qualcosa di più vicino, che mi piace vivere con normalità e con gioia…

  2. deborah deborah ha detto:

    Giusto Aurora, con normalità e con gioia, perchè come ha detto ieri sera il mio maestro il tango è terra, è popolo, siamo noi, non è una danza ma un ballo popolare, qualcosa che abbiamo dentro…
    Per questo i ballerini hanno continuato anche senza musica…

  3. motogio ha detto:

    coreografia?
    probabilmente si.

    storielle:
    Durante una esibizione di un famoso tanguero,
    che a noi sta nel cuore,
    c’è stato un black-out nel teatro.
    Solo luci di emergenza e silenzio.
    Il grande ha continuato a ballare fischiando il motivo,
    seguito dalla sua ballerina,
    nel resto del silenzio irreale.
    Prima della fine è ritornata la luce, con sincro perfetta
    della musica, fino a quel momento fischiettata.

    Alla fine applausi da far venir giù il Giove-deus-ex-machina.

    firmato:
    un Giò fiero e felice di aver conosciuto e imparato da Oscar,
    oltre che a goderne dell’amicizia.

    que viva el tangon!

  4. emanuele emanuele ha detto:

    Una domanda, Giò:
    come faceva quel ballerino fischiettante ad essere sincrono con un disco che nel frattempo è rimasto per forza di cose fermo??? (oppure il disco ha continuato a girare anche senza corrente elettrica?) 😆

  5. Franco ha detto:

    Eh Eh Eh.. sgamato!! 😉

  6. Franco ha detto:

    ..era un grammofono..!! 😀

  7. Franco ha detto:

    eh.. sì Deborah, è piaciuta anche a me la spiegazione del tango che ha fatto ieri P.
    Direi d’obbligo, vista la classe molto eterogenea.. (del resto il titolo della lezione ha attirato allievi di altre scuole e generi..), mi è piaciuta anche perchè fatta da un argentino, se l’avesse fatta un italiano non avrebbe avuto lo stesso credito..

  8. deborah deborah ha detto:

    Ciao Franco, ieri sera dopo una 3 giorni a Bologna con Pablo Veron ero super carica 🙂 Avrei ballato anch’io senza musica.

  9. Franco ha detto:

    Ah.. sei andata poi..? (che domanda 😀 ).. Io alla fine ho rinunciato, anche per via dei rumors riguardo al personaggio, definito umorale e poco professionale, ma ho letto nei vari blog che con la Cesira si è comportato bene.. una lotteria quell’uomo!

  10. deborah deborah ha detto:

    Mi piace verificare di persona i rumors 🙂
    Esperienza positiva per me.

  11. Franco ha detto:

    bene 🙂

  12. motogio ha detto:

    per Emanuele
    era un black-out della potenza, quei quadri con interruttore gen
    che portano luce alle americane e alle casse attive.

    Infatti i tecnici del suono erano formichine impazzite
    mentre cercavano disperatamente la causa del silenzio,
    nonostante le loro lucina di consolle fosse accesa.

    Dopo un pò di ricerca hanno visto la protezione termica saltata,
    che, ripristinata, ha ridato potenza al suono e alle luci,
    mentre il lettore CD continuava a girare.

    Sicuramente avevavo sovraccaricato qualche linea.

    un saluto allo scerlocco 🙂

  13. marzia brunengo ha detto:

    Volevo spiegare ad Aurora il perchè io vivo il tango con la maiuscola.
    Uso la maiuscola anche per la POESIA.
    So che il galateo di internet ritiene che scrivere in maiuscolo equivalga ad urlare, ma io in questo caso, forse maleducatamente, non mi attengo alle istruzioni.
    Scrivo così perchè il tango non è un ente ma è cultura, che ha passato, vive il presente ed indubbiamente ha un grosso slancio nel futuro, questo deriva da chi come te comprende che amandolo ed alimentandolo si mantiene e sviluppa questo meraviglioso mondo.
    Io e mio marito abbiamo preso 5 lezioni e poi per necessità familiari, tipo trovare chi ci teneva la bimba di sera, abbiamo rinunciato.
    Io vivo il tango come vivo la poesia. E’ quotidianità.
    Ritengo che si possa essere nello spirito del tango in vari modi e non mi sento assolutamente meno convolta non potendo andare in milonga come ballerina.

    Ciao a tutti

    Marzia

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