Videos dei Los Viejos Milongueros de Buenos Aires

PUBBLICATO IL 14 aprile 2015

Negli anni Novanta un milonguero argentino mi aveva regalato una videocassetta con filmati girati in varie milongas porteñas
 


 
 All’inizio sono rimasta affascinata da questa marea di persone che ballavano, anche perché a Firenze si iniziava appena appena a ballare (Il primo nucleo nel 1995 erano alcuni allievi miei di T’ai Chi Chuan e TaoYoga interessati ad apprendere anche il Tango).

 

Dopo aver guardato più volte la cassetta ed aver fatto progressi nell’apprendimento personale della tecnica Tango de Salón, il mio entusiasmo si appianò: i passi non mi sembravano più un granché. Potevo accettare (visto la mia scelta già dall’inizio di imparare, ballare ed insegnare solamente il Tango per la sala da ballo) la scarsità di passi vistosi, ma qualche cosa in questi filmati mi lasciò insoddisfatta.
 
Comunque, dopo aver fatto lezione o aver ballato in milonga, spesso succede che è difficile prendere sonno e quindi cosa c’è di meglio che guardare ancora per un po’ gli altri a ballare?
 

 
E piano piano cambiavo idea: ora mi incantavo  ad osservare il loro tipo di abbraccio e cercavo d’indovinare da quale barrio provenivano questi ballerini: ‘…così troviamo sia il famoso abbraccio stretto, tipico del centro di Buenos Aires, sia quello con uno spazio tra i ballerini, tipico ad esempio dei barrios Villa Urquiza e Saavedra o aperto orizzontalmente a V nella spalla destra maschile del barrio Avellaneda… Nel Tango Stile Confiteria e lo Stile Club, che prendono il nome dal luogo dove viene ballato, i ballerini ballano più o meno vicini. Possiamo chiamare così anche gli stili di Villa Urquiza, di Saavedra, di Avellaneda e naturalmente quello del centro di Buenos Aires. Quest’ultimo stile di solito viene oggi chiamato Tango Milonguero Apilado ed è per definizione un Tango de Salón veramente porteño…[1].

 
Poi, una sera nel’98, ho visto la compagnia di ‘Una Noche de Tango’, diretto da Miquel Angel Zotto, ballare prima al teatro e poi, pochi ‘minuti’ dopo in milonga. Anche in questa saletta spoglia, con un’atmosfera abbastanza fredda, facevano spettacolo con il loro stile appropriato ad una sala da ballo: abbracciati stretti stretti! Come delle anguille giravano intorno al partner e scivolavano tra le altre coppie: un vero spettacolo di maestria. Ciò che aumentava questa sensazione era che non si trattava, come succede di solito, di una sola coppia, ma di tante, cioè di tutta la compagnia. Avevano voglia di ballare e basta! Niente smania d’esibirsi anche dopo lo spettacolo: solo pura gioia di ballare, finalmente, come  piaceva loro. Tornata di nuovo a casa, dopo questa mitica notte, riguardandomi la famosa cassetta di Tango, potevo facilmente notare che anche chi era famoso ballava in queste milonghe in modo composto e rispettoso della ronda.

 
Finalmente avevo capito che esistono due modi (e quindi anche due mondi) ben separati di ballare il Tango: uno,il Tango Espectaculo, si definisce attraverso il palco e le due dimensioni, la distanza visiva dal pubblico, la necessità quindi di ballare per essere visti e quindi maggiormente staccati, e l’esigenza di ballare sempre, durante il solito spettacolo, lo stesso brano nella stessa maniera.

 
L’altro stile, Tango de Salón, è ‘adatto per la sala da ballo… Questo contesto socio-collettivo determina il comportamento danzante in sala proprio allo scopo di non disturbare gli altri ballerini: i tacchi rimangono rivolti verso il pavimento, lo chiamano ‘bailar al piso’ e le ballerine possono alzare i piedi solamente se rimangono nello spazio fisico della coppia definita dal braccio destro ‘abbracciante’ del ballerino e dalle due braccia estese della coppia.’.[2]

 
Nello stile da esibizione tutto ciò deve cambiare: i tacchi si possono alzare per enfatizzare l’espressione e per fare vedere tutto il movimento al pubblico (che può essere anche non abituato a vedere movimenti piccoli e magari anche da lontano). L’abbraccio da spettacolo deve essere super sicuro per garantire al partner (che forse non è sempre lo stesso o con cui non balliamo insieme da tanto tempo) un’unità d’intesa e di azione. Nel ballare vicini la donna posa quindi il braccio sinistro diagonalmente sulla schiena del partner premendolo verso di sé, mentre il ballerino la stringe al suo petto nel suo abbraccio. I vari passi, ovviamente vistosi, hanno quindi bisogno di spazio e trovano sul palco la loro giusta espressione.

 
In sala da ballo non potranno stare bene, anche perché costringono le altre coppie a farsi da parte per non essere coinvolte ‘dolorosamente’. Badate bene, non faccio una critica né a uno né all’altro: ogni stile ha la sua funzionalità! Uno aiuta a esibirsi, sicuro ed efficace, davanti ad un pubblico che si gode lo spettacolo e l’altro fa godere i partner mentre s’inseriscono, ballano nella massa dei ballerini in sala.

 
Così, scusate la ripetizione, non solo l’abbraccio, ma anche la tecnica e le sue figure del ballo si differenziano secondo il luogo e l’occasione: uno tiene conto di essere guardato anche dalla poltrona più lontana e l’altro deve fare conto dello spazio creato dalla coppia in relazione con le altre coppie in sala.

 
Poi anni dopo ho trasformato le famose videocassette in formato digitale e pubblicandole, tanti ballerini, vedendosi nei film, si sono fatti vivi. Hanno apprezzato molto di rivedersi e rivedere vecchi amici e di trovarsi di nuovo in sale mitiche, magari ormai scomparse. Effettivamente è bello vederli ballare, alcuni grandi maestri, altri generosi ballerini che mi hanno sempre accolto con gioia facendomi ballare.
 

Firenze aprile 2015 © Patricia Müller

Tango de Salón Apilado dal 1995

www.kidojo.itwww.tangodesalon.it

info@kidojo.it

https://www.youtube.com/user/MullerPatricia/

Fb patricia.muller.92317



[1] Tango Argentino a Buenos Aires, pagina 51-52

[2] Ibidem, pagina 51

HA SCRITTO PER NOI #

Patricia Müller – maestra di Tango e di TJ, ricercatrice e scrittrice, coreografa. Dal 1995 studia il Tango de Salón Apilado (cioè lo stile milonguero) con Yvonne Meissner, dal 1996 presso l’A.P.D. Ki Dojo, Firenze insegna ed dal 1998 organizza esclusivamente stages con maestri Milongueros. La sua didattica è divertente, ma accurata. Organizza il TangoCaféFirenze (prima milonga tipica a Firenze con tandas y cortinas). Dal 1998 ha esibiti le sue coreografie di Tango de Salón Apilado in vari teatri ed è una ricercatrice raffinata della storia e musica tanguera (anche con un film multilingue sugli ebrei nel Tango). Inoltre è massofisioterapista, operatrice di attività motorie/CONI e autrice di libro su vari argomenti del Tao e Tango. Contatto: www.kidojo.it - tango@kidojo.it www.tangodesalon.it - www.facebook.com/patricia.muller.92317 https://www.youtube.com/user/MullerPatricia

ARTICOLI CORRELATI #

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*