Tre motivi per vedere Raíces Tango di Miguel Ángel Zotto

Abbiamo visto il nuovo spettacolo di Miguel Angel Zotto e ve lo raccontiamo

PUBBLICATO IL 3 marzo 2017

Milano, stazione di Cadorna, febbraio 2017:

Un flash mob che ha avuto un certo successo, dal vivo e anche sul web, e che ha incuriosito non pochi milanesi, anche estranei al mondo del tango, persone alle quali il nome Miguel Ángel Zotto non fa risuonare nessun campanello.

TangoGià, perché questo era solo un assaggio di Raíces Tango (“Radici Tango”), spettacolo ideato, coordinato e interpretato dal grande tanguero argentino, che ha iniziato il suo tour proprio a Buenos Aires e che proseguirà in tutta Europa. Prima tappa nel vecchio continente, Milano, città dove Zotto ha fondato nel 2011, insieme alla compagna Daiana Guspero, la Zotto Tango Academy (qui tutte le altre date italiane).

Con Raíces Tango, Zotto ha voluto esplorare le origini storiche e mitiche di questa danza, ma anche andare in profondità alle radici – appunto – della passione che ha guidato la sua vita.

Durante le due ore al teatro degli Arcimboldi (pieno per le tre serate del 10, 11 e 12 febbraio) ha affascinato gli spettatori con uno spettacolo colorato e magnetico fatto di tango, ma anche di folclore indio e gauchero.

Infatti, oltre alla maestria di Zotto e alla strabordante bellezza di Daiana Guspero, oltre alla compagnia Tangox2, in Raíces Tango i miei preferiti (perché inaspettati), sono stati i otto gaucho, sei uomini e due donne, e l’indio Atucà Guaranì, che hanno raccontato una parte a me sconosciuta di storia argentina.

Ecco quindi i miei tre motivi per vedere Raíces Tango:

  1. Per ripercorrere in un’ora tutta la storia e il mito dell’Argentina. E del tango

La prima parte dello spettacolo, narrativa e talvolta didascalica, rappresenta la storia e i miti del tango fin dall’invasione dei conquistadores, portatori di una cultura aggressiva e occidentale. La prima mescolanza di culture è dunque il risultato di una violenza, dell’Europa nei confronti dell’America latina, della “civiltà” nei confronti della “barbarie”, dell’uomo nei confronti della donna. Questa visione è sicuramente condivisa con Atucà (qui una sua bella intervista di qualche anno fa).

La storia fa poi un salto alla fine dell’Ottocento, quando i creoli danno origine, secondo il mito, al primo passo del tango, dal candombe: l’ocho. Si passa poi a due delle fonti tradizionalmente riconosciute del tango: l’immigrazione italiana e i bordelli. Viene poi citato lo sdoganamento (sempre tra mito e realtà), del ballo dello scandalo da parte di papa Pio X, grazie all’interpretazione di Casimiro Aín. 1945, “più soldi e energie per consumare le scarpe”, ma poi con gli anni Sessanta c’è il declino del tango ballato, che rinasce poi a cominciare dagli anni Novanta, anche grazie a Zotto.

  1. Per conoscere altri balli del folclore argentino 

Chacarera in primis, e poi il malambo, la danza dei gaucho della Pampa che mescola tango e flamenco, su musica normalmente solo strumentale. La compagnia di gaucho di Raíces Tango si esibisce anche con le bolas (la parte dello spettacolo che mi ha fatto letteralmente restare a bocca aperta). E qui mi fermo, ammettendo la mia ignoranza: questo discorso merita approfondimenti, ma vi invito a chiederli a persone più esperte di me in materia!

  1. Perché Daiana e Miguel Ángel sono assolutamente perfetti 

Incarnano il fascino imperituro del tango. Lui è la storia di questa danza, lei ha bellezza, grazia, fascino da vendere. Vederli ballare è magia, può trovare qualcosa da “rubare”: un passo, uno sguardo, la posizione di un piede.

E voi, quali sono i vostri motivi per vederlo?

Scriveteli qui sotto!

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