Le patologie nel tango: segni e sintomi

Quante volte siamo stati colpiti dall'ansia mettendo piede in milonga?

PUBBLICATO IL 5 giugno 2017

Per patologia s’intende, nel gergo medico, “malattia”. Il termine deriva dal greco “pathos” che significa sofferenza. Alcune patologie possono colpire i nostri tangueri alterando il loro stato di benessere. Tali inconvenienti si manifestano con segni e sintomi piuttosto evidenti, i primi sono reperti obiettivi, visibili, diversi dai sintomi che sono invece esperienze soggettive riferite dal soggetto durante la tanda. Naturalmente sono colpiti entrambi i sessi.

Tra le patologie più diffuse annoveriamo l’attacco di panico: si contrae soprattutto all’inizio del percorso tanguero. Ha un’insorgenza improvvisa soprattutto nella prima milonga in cui si reca il/la tanguero/a e si manifesta con i seguenti sintomi: al primo invito, e quindi una volta nella ronda, si hanno tremori alle gambe, senso di oppressione o di fastidio nell’abbracciare uno sconosciuto/a, sudorazione abbondante anche se siamo a -20° sotto zero, sensazione di soffocamento (le donne soprattutto) se balliamo con uno carino, respiro corto, palpitazione e infine le vampate (sempre più colpite le donne). Tali segni e sintomi di solito scompaiono nell’arco di alcuni minuti, ma nel tanguero/a rimane la paura di riprovare le stesse sensazioni per tutta la vita.

La forma più leggera dell’attacco di panico sono i disturbi d’ansia che rispetto all’attacco di panico, dai quali si guarisce abbastanza facilmente, ha una sintomatologia più lieve ma può persistere per tutta la vita o avere delle riacutizzazione improvvise in base alla situazione, alla novità del momento o al ballerino/a di turno, ecc. La terapia per tale disturbo è di andare più spesso possibile in milonga, specie all’inizio, per abituarsi e di fare psicoterapia di gruppo andando in milonga insieme ad altri che già si conoscono.

Altra patologia che riguarda la sfera cognitiva è il disturbo evitante di personalità (la timidezza in sostanza) in cui i tangueri si caratterizzano dall’avere uno schema di comportamento penetrante d’inibizione sociale provando sentimenti d’inadeguatezza. È osservato soprattutto nei principianti in special modo attraverso il segno caratteristico: l’evitamento, evitano pertanto la mirada, l’invito, ecc. Si sentono a proprio agio con l’abitudine, la ripetizione e la routine (invitano e ballano sempre con gli stessi). Le cause sono da ricercare in esperienze passate traumatizzanti che inficiano e intaccano l’autostima del tanguero. Ad ogni modo anche questo disturbo scompare piuttosto velocemente, anche se dipende, da quanto il ballerino aderisce alla terapia (ballare, ballare, ballare).

Osservando i tangueri nelle loro movenze possiamo rilevare quelli colpiti da attacchi ischemici transitori o da deficit cerebrovascolari persistenti oltre le ventiquattro ore. I segni esordiscono improvvisamente e immediatamente ai primi passi di tango, dipendono ovviamente dalle caratteristiche individuali, sia per l’area colpita sia per la durata della malattia. I sintomi non sono rilevabili dal tanguero stesso poiché non si accorge, di esserne affetto. Se pertanto notiamo un tanguero/a senza energia nel passo, senza tono muscolare nell’abbraccio, con il viso contratto in una smorfia, possiamo azzardare la diagnosi. Eliminare tali difetti non è facile, ma con pazienza anche questi tangueri possono guarire specie se si rivolgono a dei bravi medici maestri tangueri.

Una patologia frequentissima è delineata dall’artrite reumatoide a carico soprattutto delle articolazioni della mano. Colpisce prevalentemente il sesso maschile. E’ del tutto asintomatica e pertanto difficile da debellare, il solo segno evidente è la mano dell’uomo sulla schiena della donna durante la tanda, quando le dita assumono l’aspetto caratteristico dell’artrite. La causa di tale patologia è la mancata correzione posturale dei dottori maestri che li hanno in cura, fin dai primi mesi di vita tanguera.

La miastenia grave invece predilige il sesso femminile in cui la classica debolezza muscolare si traduce nell’aspetto assunto dalla ballerina quando durante la tanda si aggrappa disperatamente all’uomo per paura di non farcela. La malattia è congenita quindi la donna nasce con questo difetto. Le cure pertanto sono indispensabili fin dalla prima seduta di tango poiché trattasi di un disturbo che ha moltissime probabilità di scomparire.

Un breve cenno alla catatonia che è una condizione riguardante la faccia assunta dai tangueri indistintamente dal sesso durante l’esecuzione del brano musicale. In alcuni soggetti è più evidente rispetto ad altri ma basta osservare il viso dei ballerini per capire se ne sono affetti o meno. Bocca aperta, sguardo da ebete, scarsa attenzione all’ambiente circostante, nessuna correlazione cognitiva tra esecuzione di figure e affollamento della pista, incapacità di orientamento spazio -tempo, amnesia temporanea o totale di tangueri con cui ha già ballato, ecc. Per loro la cura è impegnativa sia fisicamente sia temporalmente poiché si possono eliminare le cattive abitudini, ma è difficile agire sull’educazione, sul rispetto e sul buon senso. Questi o ce li hai oppure no.

HA SCRITTO PER NOI #
Maria Caruso

Marilù (Maria Caruso) Marina de Caro ha visto il primocielo a San Felipe (Venezuela), ha fatto il primo ocho atras a Pisa. E’ in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga

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