“La catrera” di Arturo Vicente De Bassi

Un brano tutt'altro che dimenticato

PUBBLICATO IL 30 novembre 2017

di Victor Hugo Del Grande

Tra le figure della “Guardia vieja” che più affascinano, esperti di musica e non, c’è sempre in prima fila Eduardo Arolas, ma poco si parla di uno dei musicisti più importanti per formazione musicale e per capacità di evolvere in quegli anni: Arturo Vicente De Bassi.

Egli contribuì in modo fondamentale a gettare le basi di carattere e struttura che fecero poi durare e crescere nel tempo il nostro amato tango.

Arturo Vicente De Bassi nacque nel quartiere porteño di Recoleta il 2 aprile del 1890. La sua formazione musicale completa lo fece diventare uno dei pochi musicisti professionisti degli anni della Guardia Vieja. Suo padre, Cayetano De Bassi, era un italiano maestro di musica e direttore di banda,  Arturo iniziò gli studi musicali con lui e poi si perfezionò con diversi importanti maestri. Aveva appena quindici anni quando uno dei suoi professori lo introdusse come clarinettista nell’orchestra del teatro Apolo.

Poco tempo dopo fu nominato direttore musicale delle produzioni teatrali di Jeronimo Podestà proprio nello stesso  teatro, componendo tantissimi brani e arrangiamenti per questi spettacoli.

Nel 1903, ad appena tredici anni, scrisse il suo primo tango, “Ma qui fu”, dedicato a suo zio Basilio. Nel 1905, a quindici, scrisse “El incendio”, e dopo arrivarono “El caburè” e “La catrera”, tangos che – come quelli di Arolas – sono rimasti nel tempo, composizioni di una modernità incredibile.

L’opera di questo ragazzino era musicalmente superiore a tanti tangos di altri autori affermati dell’epoca e ​ formava​ parte del repertorio delle orchestre tipiche. Non fu un autore particolarmente prolifico, ma tutta la sua produzione musicale è di grande qualità.

L’attività nei teatri Maipo e Apolo lo assorbivano parecchio, sottraendo tempo ed energia alla composizione tanguera. Per problemi cardiaci si ritirò ad una vita più tranquilla nel 1935.

Una mattina del 1950 aveva chiamato per telefono da casa sua ​a ​Carlos Di Sarli, per ringraziarlo della magnifica versione di “El incendio” che il maestro aveva eseguito in radio la notte prima. Pochi minuti dopo questa telefonata un arresto cardiaco mise fine alla sua vita terrena.

Nel 1908 il maestro De Bassi  presentò ad un concorso organizzato da un famoso giornale dell’epoca, “Ultima Ora”, un tango a cui lui teneva particolarmente. Il pezzo non vinse nessun premio e subito dopo De Bassi lo editò  con la seguente frase in copertina:  Tango non premiato nel concorso “Ultima Ora”.

Come ci insegna la storia, poco dopo “La catrera” (in lunfardo: il letto) ottenne una diffusa popolarità che arriva sino ai nostri giorni, mentre i tangos premiati presero la triste strada dell’oblio.

Victor Ugo Del Grande

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Victor Hugo Del Grande

Il Maestro VICTOR HUGO DEL GRANDE nasce a Rosario, grande città portuale dell’Argentina, attraversata dal Paranà. Insegna tango da tempo, dopo aver dedicato molti anni allo studio e alla pratica della lirica che lo ha portato in Italia, negli anni’90, a cantare come tenore. La sua formazione, in Argentina, è però poliedrica: studia canto e tecnica vocale, ma anche teatro, compone ed interpreta musica popolare argentina e tango. Con la serietà e la passione che hanno attraversato gli incontri con le altre forme d’arte, che hanno affascinato e formato Del Grande, anche l’interesse per il Tango non si riduce alla pur consistente dimensione della danza: tiene insieme l’importanza della tecnica del movimento, la storia, le diverse musicalità, il peso specifico culturale… Con questo bagaglio, questa profondità, e con una personalissima visione della tecnica, Victor Hugo Del Grande nei primi anni ’90 apre a Milano una scuola di tango, quando il Tango non era di moda, ma qualche pioniere scommetteva sulla possibilità di diffondere, anche fuori dai confini argentini, lo spirito popolare e la potenza espressiva di quella altissima manifestazione culturale ed artistica che il tango rappresenta, e gli ha consentito di essere proclamato ‘patrimonio universale’dall’Unesco. Per anni il Maestro alterna l’attività di canto lirico nei teatri italiani con l’insegnamento del tango argentino, che struttura in modo estremamente ricco di approfondimenti storici e culturali, attraverso stage, corsi, rassegne cinematografiche incentrate sul tango, cicli di lezioni storiche resi unici dalla contaminazione di innesti autobiografici e approfondimenti storiografici. E’ con questo vasto e approfondito repertorio di competenze, con una inesauribile passione per la ricostruzione filologica delle origini e al tempo stesso per la modernità intrinseca del tango che nel 2007 fonda l’Associazione culturale Tango Azul,per valorizzare, promuovere ed implementare la cultura del tango argentino. Oggi Tango Azul rappresenta ancora per Victor Hugo Del Grande l’occasione di mettere al servizio di chi lo desidera una grande esperienza artistica maturata in anni di pratica e ricerca nel campo della musica, del teatro, della danza. Alla pratica costante dell’insegnamento si affiancano oggi le radicate passioni in campo musicale, cui si devono le recenti composizioni di brani inediti di musica popolare argentina in un proficuo connubio artistico con Mariano Speranza, amico ed ispiratore e regista del gruppo musicale ‘Tango Spleen’. Le atmosfere di questa ormai lunga carriera maturata nella storia della cultura argentina si possono avvicinare e ‘respirare’ sia nei corsi di tango che nelle milonghe domenicali organizzate da Tango Azul, luoghi un po’ incantati, dove vale una regola: “​Esibire, ostentare appartengono al mondo della materia. Il tango parla alla dimensione dell'anima, che non conosce il tempo: ci si può fermare durante una pausa in un abbraccio interminabile, mentre si ascolta la frase di un violino o si è colpiti dalla metafora di un testo che ci commuove”.

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