Odissea per la maratona romana SPQR

Rieccomi gettata dal fato in una nuova esperienza

PUBBLICATO IL 5 febbraio 2018

Questa volta vi racconterò la mia Odissea e il lungo “viaggio” da me effettuato come Ulisse nel tentativo di riuscire a iscrivermi a una maratona. Il tutto si è svolto in tre grandi fasi: l’iscrizione, gli anda e rianda per trovare un ballerino e, infine, la riuscita dell’iscrizione. Rieccomi quindi alle prese con una nuova e peculiare esperienza come fossi trascinata dal fato essendo diventata magicamente polimorfa.

Da un mesetto sono aperte le iscrizione per la maratona romana, SPQR, alla sua terza edizione, che si terrà dal 24 al 27 maggio, nella capitale, organizzata da Riccardo Bossi e Alessandro Grillo. Avendo partecipato alla prima e, trovandomi più che bene, decido di iscrivermi. I miei ricordi corrispondono alla descrizione fatta dagli organizzatori in cui danno il benvenuto ai tangueri provenienti da più parti. Il tutto si svolge in una grande sala con pista in legno. Ai ballerini vieni offerta l’opportunità di incontrare altri ballerini di livello similare e di far trascorrere loro del tempo piacevole in totale rilassamento. Ballare, ballare, ballare per quaranta ore con dj di alto rilievo internazionale fra cui Andrea Dedò di Roma, Alessandro Cherubini di Perugia, Sergio Piscitello di Palermo, Vera Tinkova di Sofia, Claudio Coppola di ParIgi, Pasquale Lomasto di Latina e Alessandro Grillo di Roma, sono solo le premesse. Chi vuole può anche pernottare in hotel 4 stelle con piscina, palestra e SPA. Vengono offerti due pranzi e due cene insieme a tanti abbracci da scambiare in pista con gli altri tangueros.

Per evitare i possibili flop, facili in questo tipo di eventi (vedi mio precedente articolo), gli organizzatori hanno ben definito quali sono i loro criteri di accettazione. Le coppie hanno la priorità e la manifestazione è a numero chiuso per cui il bilanciamento tra leader e seguaci è piuttosto rigoroso. L’ambiente diventa decoroso e rispettoso poiché per l’invito è richiesto la mirada e il cabeceo.

Ok, parto con la registrazione. Mi arriva un messaggio automatico in risposta alla mia domanda, dove mi “rispediscono” a trovarmi un ballerino per poter essere accettata. Sperando di trovare presto un ballerino disponibile e promettendo di scegliere un unico tanguero se riuscirò a concludere il sudario per l’iscrizione, metto un annuncio su fb, contatto in privato diversi tangueros, insomma non perdo occasione per parlare di questa maratona. Niente da fare…. Nessuno disponibile.

Intanto i ricordi riaffiorano in me. All’esordio, io c’ero. Esperienza bellissima, in un susseguirsi di piacevoli emozioni. In particolare ricordo di aver messo un vestito rosso, purtroppo trasparente, ma che in realtà io, erroneamente non l’avevo così, considerato. La mia amica accorgendosi del danno, rapidamente mi riporta allo spogliatoio per farmi cambiare l’abito un po’ indecente ma oramai il danno era stato fatto poiché tale vestito  aveva colpito in maniera particolare un bel tanguero, che ancora oggi mi manda qualche messaggio, ricordandomi il rosso fuoco del vestito. Pensate a quanto danno può fare, un solo minuto in pista, con l’abito adatto. Ah ah.

Poi qualche giorno dopo, per caso, parlando di questo evento con un amico virtuale tanguero, decide di iscriversi con me ma, ahimè, la cosa non va a buon fine, mandandomi di nuovo in crisi. Volendo oltretutto andare con la mia amica ne devo trovare due di maschi disponibili ad iscriversi con noi. Cerca, cerca, cerca che ti cerca, ricomincia la ricerca. Dopo due giorni e due notti, attraverso l’aiuto del fato, l’altro giorno mi arriva un messaggio su messanger: “Ciao dove devo venire per ballare con te?”. Una lampadina lampeggiante con tanto di sirena, come succede nei codici rossi,  si accende nel mio cervello: SPQR…SPQR… SPQR… Roma… Ecco se vuoi ti puoi iscrivere con me! Fatto trovato. Finalmente! Contatto l’organizzatore per informarlo… Lui ok! Mi arriva una mail di accettazione con l’indicazione di procedere con il bonifico. Immediatamente subito dopo ne arriva un’altra che mi dice di essere nuovamente in lista di attesa.

Non ci capisco più niente: dalle stelle alle stalle, in un nanosecondo. Ma come è possibile! Cerco il nome del mio futuro compagno di maratona che non è connesso e scopro per caso che ha due profili. Gli mando un messaggio chiedendo spiegazioni. Nessuna risposta. “Mi sa che ha ritirato l’iscrizione”, penso fra me e me, visto che ho scoperto l’altro profilo. Invece dopo due ore si scusa dicendomi che aveva finito il credito su internet e di essersi regolarmente iscritto. A lui arriva la mail di conferma. Contatto nuovamente l’organizzatore che mi tranquillizza dicendomi di non tener di conto della seconda mail e di procedere al pagamento. Il tipo non mi da molta fiducia per la verità e stento a fare il bonifico per non correre il rischio di pagare a vuoto, così aspetto. Nella vita tanguera certe cose accadono come per destino e così rinvenendo un vecchio contatto con un ballerino mai incontrato ma tanto “terra promessa”, mi chiede quali sono i miei programmi futuri. Gli parlo della maratona e lui mi chiede se si può iscrivere con me. Da non averne nemmeno uno ad averne due!! Mah che fare? Sai che c’è? Li tengo entrambi, ora di ballerini ne ho due. Che invidia, se potessi scegliere rinascerei uomo ma solo per questo aspetto poiché la femminilità espressa dalla donna tanguera quando balla è così bella a vedersi, che questa idea capitola quasi subito. Adesso facciamo il countdown! Termina qui il racconto della mia Odissea.

HA SCRITTO PER NOI #
Maria Caruso

Marilù (Maria Caruso) Marina de Caro ha visto il primocielo a San Felipe (Venezuela), ha fatto il primo ocho atras a Pisa. E’ in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga

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