Mirare è un attimo

La nostra tanda

PUBBLICATO IL 14 gennaio 2019

La donna è seduta composta sulla sedia, sta mirando per l’ennesima volta gli uomini presenti in sala. Loro, i tangueri, guardano con sguardi che sembrano persi nel vuoto.
Lei con la mirada insiste su uno dei ballerini presenti e lo invita.
Lui sorride come per dire: “Un attimo e sono da te”.
La donna risponde al sorriso e intanto pensa: “E’ la terza volta che mi risponde così!”.
Il tanguero ignora ancora la sua mirada e continua a ballare con le altre donne presenti in sala.
Alla successiva cortina la donna si ripropone ottenendo lo stesso risultato.
“Alla prossima tanda, giuro che la invito” si ripromette il tanguero pensando fra sé.
Così durante la cortina cerca con lo sguardo la ballerina che tanto desidera ballare con lui. Non la trova. Si guarda intorno e nota che la milonga non sembra più la stessa. Percorre il perimetro della sala, guarda in direzione della porta del bagno, ma della donna non c’è più traccia.
Adesso vorrebbe veramente ballare con lei, adesso che di lei non se ne vede nemmeno l’ombra.
Nella sua testa ora il concetto è più presente: il tempo non ci può restituire ciò che è perduto.
Una nota dispiaciuta si stampa sul suo volto e per un attimo chiude gli occhi.
Nel riaprirli la donna è lì a due passi e lui, a quel punto, la mira come se non ci fosse un domani.
I due corpi si avvicinano e poco prima dell’abbraccio, l’uomo scorge un caro amico che non vede da tempo e vorrebbe andare a salutarlo, visto che sta per andar via.
Lei si avvede di quanto accade. Silenzio. Si guardano negli occhi. “Puoi andare a salutarlo se vuoi, io posso aspettare”.
“No, lo farò un’altra volta se ci capiterà un’altra occasione. Ora sono qui con te e per te. NOI. Insieme. La nostra tanda, è la cosa più importante.
In toscana direbbero: “Il maiale sogna le ghiande”. Ah ah ah. 😉

 

HA SCRITTO PER NOI #
Maria Caruso

Marilù (Maria Caruso) Marina de Caro ha visto il primocielo a San Felipe (Venezuela), ha fatto il primo ocho atras a Pisa. E’ in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga

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