Acquarelli di Tango

Intervista a Giulio Pompei

PUBBLICATO IL 2 aprile 2019

Raccontare il tango tramite immagini si può.
L’illustratore Giulio Pompei ha prodotto alcuni lavori ad 
acquerello che, ispirandosi a quello che avviene tipicamente in una serata in milonga,  descrivono il mondo del tango in chiave umoristica e non. 

Da cosa nasce quest’idea davvero originale? 

Da sempre mi piace raccontare con delle immagini e disegni più o meno umoristici ciò che vedo, ed è una passione che mi segue dai tempi del liceo e dell’università. Avvicinandomi al mondo del tango ed osservando alcune delle sue dinamiche ho trovato ispirazione, soprattuto nel notare che veramente il tango è capace di richiamare persone di tutti i tipi e varie estrazioni sociali. Una sorta di calderone che risuona alle sonorità di D’Arienzo, Pugliese ed i grandi compositori.
Quindi in breve l’idea è nata per raccontare ciò che mi capitava di osservare o che sentivo raccontato nelle milonghe.

Quale obiettivo hai per le tue illustrazioni? 

Chiaramente vorrei farle conoscere, chissà potrebbero essere utili per decorare alcune milonghe (cosa che alla milonga Percal di Roma già è successa) però oltre a questo ho presentato le mie illustrazioni non a caso come biglietti di auguri, e dare così ad i tangheri un prodotto che potesse essere adatto per le comunicazioni interpersonali basate sulla scrittura.

Ovvero, adesso ci si ringrazia e si fanno gli auguri con dei post e like, però tutti abbiamo conservato almeno una volta dei biglietti scritti a mano. Quindi osservando le interazioni gentili che avvengono in milonga mi sembrava potesse essere utile aggiungere dei biglietti di auguri sul tema del Tango così che la forma del ballo potesse in qualche modo continuare nella scrittura, dopotutto anche questo fa parte del modo di interagire della cultura tanghera.

Molto apprezzata è la serie tango-animals ossia illustrazioni di animali in pose di  ballo che ricordano le sembianze o il modo di fare di alcuni  ballerini con uno scopo principalmente umoristico.  Ci spieghi meglio la tua affermazione: “il tango tira fuori l’istinto animale, l’istinto che è dentro di noi”.  

E’ una frase che devo aver detto riferendomi a com’è nata la serie di illustrazioni sugli animali. Cercavo un modo originale di rappresentare il tango. Durante le lezioni di tango che avevo preso, sentivo spesso parlare del carattere emotivo e passionale di questo ballo. Questo mi ha portato a paragonare il differente modo ballare delle persone al mondo degli animali, la cosa poi era anche utile per me per fare un pò di esercizio nel disegnare gli animali che in realtà non sono mai stati il mio forte.

Particolarmente divertenti sono le combinazioni inusuali tra animali diversi. Quali sono i personaggi che i tangueri preferiscono? 

L’elefante che balla con la zebra, è sicuramente tra le più apprezzate insieme all’orso ed il panda mentre nella serie tra persone è stata molto apprezzata il ballo tra tangheri un pò rotondi nelle forme, e spesso mi hanno chiesto se riprendesse in qualche modo Botero ma la risposta è no.

Oltre a queste illustrazioni per raccontare il mondo del tango, stai portando avanti altri progetti?

Nel campo dell’illustrazione/animazione sto portando avanti da alcuni anni un progetto di divulgazione scientifica dal nome “Doyouspeakscience?” (www.doyouspeakscience.com) in cui sfrutto il disegno per raccontare principi scientifici. Inoltre esiste anche una serie di illustrazioni che raccontano il mondo del surf e sto lavorando già ad una serie di illustrazioni sullo yoga, il tutto è visibile sul sito www.giuliopompei.com oppure per saperne di più su Instagram (#giuliopompeiillustrations) dove ci sono anche varie fasi di lavorazione, esposizioni e altre info.

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